Coronavirus: attenzione al sovraffollamento sui treni

30 Giugno 2020
Coronavirus: attenzione al sovraffollamento sui treni

Eliminare il distanziamento comporta rischi di contagio: critiche degli esperti alle decisioni di alcune Regioni. Le carrozze ferroviarie non sono come gli aerei.

Fa discutere la decisione della Liguria e dell’Emilia Romagna di abolire la regola del distanziamento minimo tra le persone sui treni e sugli altri mezzi di trasporto pubblico; altre Regioni, a partire dal Piemonte, potrebbero seguire presto la stessa strada.

Per gli esperti è un errore: «Abolire il distanziamento sui treni non mi sembra una grande idea. È una questione di prudenza, non di ottimismo o di pessimismo. Non dimentichiamo che di virus si muore ancora e che diverse persone, adesso, si trovano in terapia intensiva», dice oggi su ‘La Stampa’ Massimo Andreoni, virologo del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive.

Andreoni parla del sovraffollamento sulle carrozze ferroviarie e spiega che «nei mezzi di trasporto il rischio di contaminazione è più alto: si sta molte ore insieme, in situazioni di stretta vicinanza, e non sempre con la mascherina e prendendo tutte le precauzioni necessarie. Questo – ricorda – è un periodo in cui riprendono i grandi spostamenti, da regione a regione e anche da nazione a nazione, e quindi i pericoli aumentano».

Quanto al paragone con gli aerei, dove il distanziamento è stato eliminato sin dall’inizio della Fase 3, il virologo spiega che si tratta di una situazione diversa: «Sugli aerei i sistemi di aerazione sono molti efficaci, mentre sui treni non sono altrettanto sofisticati. Là la deroga è possibile, sui treni non è consigliabile: è meglio pensare di organizzare un secondo treno, anziché affollarne uno soltanto», raccomanda.

E avverte che ora «stiamo vivendo un momento delicatissimo: stiamo cercando di capire se le attuali misure di contenimento siano sufficienti, mentre si è decisa la riapertura di tante attività, a cominciare dai bar ai ristoranti. Adesso sovrapporre ulteriori misure di ‘apertura’ a quelle già esistenti mi sembra voler rischiare troppo. Se la situazione dovesse aggravarsi, con i contagi che ripartono, si ritornerebbe indietro, vanificando gli sforzi fatti finora».

Anche per Luca Richeldi, pneumologo e componente del Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, abolire le distanze di sicurezza sui treni, come hanno fatto alcune Regioni del Nord, «è una decisione sbagliata. Nei luoghi chiusi non c’è altro sistema per proteggersi dal contagio. Il distanziamento fisico è ancora necessario e in particolare sui treni», avverte su ‘La Stampa’ per come ci riporta l’Adnkronos Salute.

Richeldi ricorda che è ancora necessario il distanziamento «in particolare nei luoghi chiusi in cui si permane in modo stazionario per tempi prolungati. Mi pare proprio che i treni rientrino in questa fattispecie» e raccomanda sempre l’utilizzo delle mascherine e la frequente igiene delle mani, anche con gel su base alcolica. «Non sono sacrifici così grandi, soprattutto se confrontati con quelli dei mesi scorsi».



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