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Un nuovo software che previene le rapine nei negozi

4 Novembre 2013
Un nuovo software che previene le rapine nei negozi

Il programma “sventa rapine” immagazzina tutte le notizie ed elabora 11mila informazioni che vengono estrapolate dalla banca dati dei fatti archiviati.

Si chiama KeyCrime ed è un software in grado di sventare le rapine: proprio come nel noto film di Steven Spielberg di qualche anno fa, “Minority Report”, il programma consente di raccogliere ed elaborare un’enorme mole di informazioni sui crimini già commessi in modo da creare previsioni per quelli futuri.

KeyCrime, quindi, si prefigge la repressione e prevenzione delle rapine a esercizi commerciali e banche. Esiste già dal 2007 e lo sta applicando con un discreto successo la questura di Milano.

Più precisamente, il software cataloga, al suo interno, tutti i dati (compresi eventuali video ripresi dalle telecamere di sorveglianza) che hanno caratterizzato la rapina. Vi aggiunge i dati raccolti dalla volante che è accorsa sul posto e poi quelli desumibili dalle interviste degli analisti alle parti lese. Infatti, se nell’immediatezza del fatto vengono riferiti alcuni particolari molto precisi, a distanza di almeno 24 ore ne affiorano altri altrettanto utili.

In questo modo, dal 2007 sino ad oggi, tutte le rapine commesse ai danni di esercizi commerciali, istituti di credito e uffici postali sono state catalogate in un’immensa banca dati che consente di fare automaticamente ricerche comparative.

I dati attualmente immagazzinati sono circa 11 mila. Al momento del crimine, il programma li elabora e li confronta in modo comparativo, permettendo così di ricondurre, per esempio, a un’unica mano fatti avvenuti in tempi e luoghi diversi.

Ci si concentra, in pratica, sul modo di operare del criminale, da cui si estrapola il profilo di un soggetto che, in quello stato, è ancora ignoto. In questo modo, le informazioni consentono di studiare le serialità di un criminale e, dunque, prevedere il nuovo evento futuro legato alla serialità. Del resto, non esiste reato più “seriale” della rapina ai danni di esercizi commerciali.

Nel 2007 le rapine ricondotte a persone erano il 27%. Nel 2012 si è toccato il 54%. Dal 2007 al 2009 ci sono stati decine di casi in cui i rapinatori sono stati attesi sull’uscio degli esercizi commerciali, prima dell’atto criminoso. In alcuni casi la rapina è stata sventata, in molti altri la polizia è intervenuta in flagranza di reato (ed è stato possibile in ambo i casi collegare gli autori ad altre rapine).

Nel 2012 i dati parlano del 71% di rapine risolte, vale a dire fatti per cui il sistema li ha ricondotti a un’unica mano e quindi la persona è stata identificata e catturata e alla stessa sono stati attribuiti i fatti presunti (in fase indiziaria).

La sperimentazione del software della cosiddetta predictive policing KeyCrime – ha dichiarato al Sole 24 Ore il questore di Milano Luigi Savina – conferma quanto, al giorno d’oggi, sia indispensabile investire in risorse tecnologiche a supporto delle attività di Polizia.



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