Tumori della pelle: ecco come prevenirli

30 Giugno 2020 | Autore:
Tumori della pelle: ecco come prevenirli

I due carcinomi cutanei più diffusi ma poco conosciuti dai cittadini.

Il carcinoma cutaneo a cellule squamose e il carcinoma basocellulare sono i due tumori cutanei più diffusi, poco noti e spesso sottovalutati. Come difendersi? La prevenzione è possibile attraverso la riduzione dell’esposizione solare e l’utilizzo di filtri solari con un fattore di protezione da 30 in su.

Per spiegare a pazienti e cittadini come proteggersi, con il contributo educazionale di Sanofi, la Fondazione Aiom ha pubblicato due ‘Quaderni informativi’ su queste due tipoligie di tumore, che spiegano in maniera semplice e completa quali sono i fattori di rischio, come si esegue la diagnosi e quali sono i trattamenti a disposizione. I Quaderni saranno disponibili da domani sul sito della Fondazione Aiom. A seguire, potrai trovare maggiori informazioni sui sintomi, sulle cure e sulla prevenzione.

Tumori della pelle: è possibile la prevenzione?

In entrambe queste malattie oncologiche – spiegano gli esperti – il 95-99% dei pazienti guarisce con l’intervento chirurgico. Purtroppo non mancano casi più complessi dovuti spesso proprio a diagnosi
tardive. Così per 1.500 italiani all’anno il bisturi non è una strada percorribile perché i tumori sono in zone come palpebre, naso, orecchie dove l’intervento sarebbe troppo demolitivo o deturpante, oppure perché il carcinoma è in stadio già avanzato o metastatico. Da qui la necessità della prevenzione, che passa da un’esposizione limitata al sole e dall’uso costante di filtri solari con fattore di protezione da 30 in su da riapplicare ogni 2 ore.

Tumori della pelle: le novità terapeutiche

Le ultime novità terapeutiche portano a concrete speranze di una completa guarigione anche per i casi più difficili. E’ stata infatti approvata da Aifa elle scorse settimane – ricorda una nota di Fondazione Aiom – la rimborsabilità per cemiplimab, un‘immunoterapia specifica facile da seguire e ben tollerata che per la prima volta consente la regressione o, in alcuni casi, la guarigione del carcinoma cutaneo a cellule squamose anche nei casi più complessi, localmente avanzati o metastatici, che non è possibile trattare con la chirurgia. Da poco è inoltre disponibile una terapia somministrabile per via orale e ben tollerata anche per i carcinomi basocellulari localmente avanzati.

“Il carcinoma cutaneo colpisce soprattutto in età avanzata – afferma Stefania Gori, presidente di Fondazione Aiom e direttore del Dipartimento oncologico Irccs Sacro Cuore Don Calabria, Negrar di Valpolicella – questo perché si sviluppa con l’esposizione cronica ai raggi del sole: l’età media dei pazienti è 70 anni ed è più a rischio chi lavora all’aperto e chi ha un fototipo chiaro, con capelli biondi e occhi azzurri”.

Carcinoma cutaneo a cellule squamose: sintomi e cura

Il carcinoma cutaneo a cellule squamose si trova nella maggior parte dei casi su aree costantemente esposte al sole, soprattutto il volto e gli avambracci. Si manifesta con lesioni rosa/rossastre nodulari o con ulcerazioni anomale, può essere risolto con l’asportazione chirurgica nel 95% dei casi; nel 5% dei pazienti però viene riconosciuto quando è ormai in stadio avanzato oppure è inoperabile perché l’intervento sarebbe deturpante o provocherebbe danni funzionali, per esempio se si trova su una palpebra.

“L’impatto del carcinoma localmente avanzato o metastatico è visivamente molto elevato, sia a livello psicologico perché i pazienti si isolano per il loro aspetto, sia a livello clinico perché si tratta di un tumore molto aggressivo, nel quale il controllo di malattia non superava di solito pochi mesi, circa 4”, dice Paola Queirolo, coordinatore nazionale linee guida Aiom Tumori cutanei non-melanoma.

L’immunoterapia

“Finora – continua – non avevamo armi contro i tumori non operabili, l’immunoterapia specifica con cemiplimab offre invece speranze concrete anche a questi pazienti: il carcinoma cutaneo a cellule squamose risponde infatti molto bene a questo anticorpo anti-PD-1, che ‘sblocca’ la risposta immunitaria del paziente”. La terapia, che si effettua in ambulatorio, è ben tollerata anche nei pazienti più anziani e fragili e in Italia è già stata impiegata con successo su 350 pazienti.

Carcinoma basocellulare: sintomi e cura

Analoghe positive novità, conclude Francesco Spagnolo, segretario linee guida Aiom Tumori cutanei non-melanoma, “si sono avute di recente anche per i casi più complessi di carcinoma basocellulare: nelle situazioni più difficili in cui il tumore è localmente esteso oppure inoperabile si può intervenire con farmaci a bersaglio molecolare, vismodegib o sonidegib, che possono essere somministrati per via orale e sono ben tollerati, se gestiti da un team multidisciplinare esperto, anche dai pazienti più anziani e compromessi”.



4 Commenti

  1. Lo dicono tutti i dermatologi che per esporsi al solo bisogna mettere una protezione solare. A prescindere da quelle in commercio ci sono alcuni metodi, come l’olio di cocco, che contengono delle proprietà di protezione naturale contro i raggi del sole. Ovviamente non bisogna esporsi se si è bianchi come il latte e bisogna usare in questi casi almeno la protezione 50.

  2. La prima cosa che faccio prima di portare mio figlio in spiaggia e mettergli un bello strato di crema protettiva, così mentre scendiamo in spiaggia si assorbe per bene e poi riapplicare la crema a distanza di circa 2 ore, poi dipende se il sole è forte o se fa spesso il bagno. E poi se stiamo al mare anche a pranzo, ad esempio perché andiamo in una località diversa e siamo distanti da casa, lo faccio stare all’ombra per un po’ per evitare che possa scottarsi, perché anche se hai la crema, nelle ore più calde, rischi di ustionarti e poi una bella insolazione non te la toglie nessuno

  3. Purtroppo molte persone ci scherzano con l’esposizione solare e incuranti dei rischi che si possono correre, anche se se è il primo giorno di sole e mare, prendono il sole senza alcuna crema protettiva, neppure quella bassa e poi si scottano e si spellano. Ma che senso ha? Così rischi no n solo di passare la notte insonne tra il bruciore e il fastidio della scottatura, ma esponi la pelle a gravi rischi…

  4. Io ormai non ripeto più ai miei amici le precauzioni da adottaere, altrimenti passo per la rompiscatole di turno. Lo dico una volta offrendo la mia crema e poi stop. E puntualmente, dopo essersi bruciati, mi chiedono la cream. Ma mi chiedo: qual è il senso? Perché mettertela dopo esserti bruciato? Perché non previeni? Cioè non c’è un ragionamento logico in quello che molti fanno. E poi, arriva il classico: avevi ragione. Ma io non voglio avere mica ragione. Semplicemente, il fastidio si può evitare all’inizio, ma per spirito di contraddizione fanno gli splendidi e poi devono “curare”, ma mica risolvi qualcosa se ormai il danno è fatto

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