Mantenimento all’ex: che succede se c’è il mutuo

30 Giugno 2020 | Autore:
Mantenimento all’ex: che succede se c’è il mutuo

È possibile ottenere una riduzione dell’importo dell’assegno: lo dice la Cassazione.

Ti sei accollato un mutuo da separato con figli. Le spese sono tante: rate del mutuo, i ragazzi a tuo carico, il mantenimento all’ex moglie. Ed ecco che proprio per questo ti chiedi se è possibile ridurre qualcosa, in primis l’assegno di mantenimento all’ex. Da questo punto di vista, c’è una buona notizia.

Come ridurre l’assegno di mantenimento

La risposta alla domanda è affermativa: l’assegno di mantenimento all’ex moglie si può ridurre. Ovviamente, non basta essere in difficoltà: non è possibile arrogarsi il diritto di smettere di pagare il mantenimento solo in base a questo presupposto, a meno che non vogliamo rischiare di vederci contestato il reato di inadempimento agli obblighi di assistenza familiare [1].

La riduzione dell’importo va chiesta al tribunale, attraverso la promozione di un giudizio di revisione. Ne avevamo parlato già qui: “Assegno di mantenimento: come ottenere la riduzione“. La cifra è fissata o da accordi tra ex (in caso di separazione consensuale) o dal giudice (laddove l’accordo non venga raggiunto e, quindi, in caso di separazione giudiziale). Perché l’importo cambi va dimostrato che le condizioni economiche di chi paga sono cambiate e, in particolare, che il reddito sia diminuito: da qui, la fatica nell’adempiere ai propri doveri, che sta alla base della causa e dell’eventuale accoglimento.

Assegno di mantenimento e assegno divorzile 

Intanto, una piccola ma doverosa precisazione da fare: esiste l’assegno di mantenimento ed esiste l’assegno divorzile. Spesso, viene utilizzato genericamente il termine «mantenimento» per fare riferimento a entrambi o agli alimenti, che sono un’altra cosa ancora. Per chiarezza:

  • l’assegno di mantenimento è l’assegno che viene versato all’ex coniuge economicamente più debole dal quale ci si è separati, al fine di fare in modo che mantenga lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio;
  • l’assegno divorzile è l’assegno che viene versato all’ex coniuge economicamente più debole per permettergli di sostentarsi, dal momento che non può mantenersi da solo né lavorare. La preoccupazione, quindi, in tal caso, non è quella di fare in modo che si mantenga inalterato il tenore di vita in corso di matrimonio [2], ma quella di consentire che l’ex possa andare avanti;
  • gli alimenti sono risorse economiche da versare in via assistenziale all’ex che si trovi in particolari situazioni di bisogno. Ex marito/ex moglie non sono i soli a dover contribuire economicamente, in tal caso. L’obbligo di versare gli alimenti ricade, infatti, ad esempio, anche sui figli o sui genitori.

Il mutuo va inteso come diminuzione di reddito

Ora che abbiamo chiarito bene cosa intendiamo quando parliamo di assegno di mantenimento, possiamo proseguire il ragionamento sull’importo e la sua riduzione. Il fatto di avere un mutuo da pagare è circostanza che comporta una diminuzione di reddito, quindi un motivo per chiedere e ottenere la decurtazione dell’assegno di mantenimento all’ex moglie. È quello che è successo a un uomo di Perugia che si è visto ridurre l’assegno dai 400 euro originari a 100 euro. L’ex moglie ha fatto ricorso in Cassazione [3], non condividendo la decisione, ma i giudici le hanno dato torto.

L’uomo vive con i figli – che mantiene -, maggiorenni ma non autosufficienti al punto da andarsene di casa e rendersi autonomi. A questo e al mantenimento per la moglie, si aggiunge un mutuo da 28mila euro, nell’ambito di una divisione ereditaria di un immobile con la sorella. Nel caso specifico, come si può ben vedere, il mutuo non è il presupposto per un aumento dell’assegno, ma esattamente il contrario. I giudici d’appello, prima della Cassazione, infatti, hanno ritenuto che questo nuovo dovere da assolvere riduca la capacità reddituale dell’ex marito.

Diritto al mantenimento 

L’assegno di mantenimento serve per fare in modo che il più debole, economicamente parlando, tra i due ex coniugi possa mantenere, anche dopo la fine del matrimonio, un tenore di vita paragonabile a quello che conduceva prima. La persona che lo chiede non deve avere redditi propri e, quindi, sufficienti risorse per sostentarsi e non deve essere direttamente responsabile, con il suo comportamento, della fine del matrimonio.

Vanno anche verificati i motivi della disparità di reddito. Per esempio: un conto è se si era deciso, per una buona conduzione del ménage familiare, che il marito lavorasse e la moglie si dedicasse esclusivamente all’educazione dei figli, o se uno dei due coniugi chiede l’assegno perché, per motivi di salute o altre oggettive impossibilità, non può lavorare; un conto è se l’ex che chiede il mantenimento non lavora perché non ha voglia di farlo. In quest’ultimo caso, non ha diritto alla rendita.


note

[1] art. 570 c.p.;

[2] Cass. sent. n. 12058/20 del 22 giugno 2020; Cass. sent. n. 18287/18 dell’11 luglio 2018;

[3] Cass. Civ. VI sez, ordinanza n. 13184, pubblicata il 30 giugno 2020.


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