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Dissesto finanziario: ultime sentenze

14 Agosto 2020
Dissesto finanziario: ultime sentenze

Blocco della rivalutazione monetaria e degli interessi in relazione ai debiti degli enti locali in stato di dissesto finanziario.

La dichiarazione dello stato di dissesto finanziario 

La dichiarazione dello stato di dissesto finanziario costituisce una situazione che non preclude l’emanazione di pronuncia giurisdizionale di esecuzione di un giudicato, ma, eventualmente, solo le conseguenti azioni esecutive dalla data della dichiarazione di dissesto e sino all’approvazione del rendiconto di cui all’art. 256 del T.U. sugli Enti locali.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 27/01/2020, n.141

Inammisibilità del ricorso per l’esecuzione di un decreto ingiuntivo

Il ricorso per l’esecuzione del decreto ingiuntivo emesso in danno del Comune di Succivo è inammissibile, ove proposto in epoca successiva alla dichiarazione di dissesto finanziario ai sensi degli artt. 244 e ss., d.lgs. n. 267 del 2000, sicchè va applicata la disposizione di cui all’art. 5, comma 2, d.l. n. 80 del 2004, convertito con l. n. 140 del 2004, secondo cui “ai fini dell’applicazione degli articoli 252, comma 4, e 254, comma 3, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, si intendono compresi nelle fattispecie ivi previste tutti i debiti correlati ad atti e fatti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato, pur se accertati, anche con provvedimento giurisdizionale, successivamente a tale data ma, comunque, non oltre quella di approvazione del rendiconto della gestione di cui all’art. 256, comma 11, del medesimo testo unico”.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 04/03/2019, n.1172

Mancata presentazione del piano di riequilibrio finanziario

Ove si faccia questione di atti conseguenti (del Consiglio comunale e del Prefetto) alla dichiarazione dello stato di dissesto finanziario pronunciata dalla competente Sezione della Corte dei Conti, di seguito alla accertata ricorrenza dei presupposti previsti dall’art. 243-quater comma 7, TUEL, sub specie della mancata presentazione del piano di riequilibrio finanziario entro il termine perentorio di sessanta giorni, essendo detti provvedimenti del Prefetto e del Consiglio comunale atti vincolati, privi di alcun margine di autonoma discrezionalità e trattandosi di impugnativa concernente direttamente la procedura di riequilibrio finanziario e di dissesto degli enti locali disciplinata dalle disposizioni introdotte dall’art. 3 comma 1 lett. r), d.l. n. 174 del 2012, convertito nella l. n. 213 del 2012, ai sensi del comma 5 dell’art. 243 quater, d.lg., la giurisdizione sul ricorso volto alla loro impugnativa appartiene alle Sezioni riunite della Corte dei Conti in speciale composizione, che si pronunciano “nell’esercizio della propria giurisdizione esclusiva in tema di contabilità pubblica, ai sensi dell’art. 103, … ».

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. III, 10/07/2013, n.1980

Debito finanziario dei Comuni e delle Province

La Corte dei conti, sezione delle autonomie, ha deliberato la relazione al Parlamento sulla gestione finanziaria degli enti locali per 1/20/0, con proiezioni al 2011. La relazione si articola in due parti. La prima illustra l’evoluzione della finanza locale nel 2011 e si sviluppa in quattro capitoli, che trattano: il sistema normativo e le linee generali di sviluppo della finanza locale; la finanza locale nel 2011; il patto di stabilità interno per gli enti locali nel 2011; un’ampia serie di analisi specifiche (in materia – fra l’altro – di personale, società partecipate, indebitamento e debiti fuori bilancio, gestione patrimoniale degli enti, controlli interni).

La seconda, relativa ai rendiconti 2010, contiene dati e valutazioni sugli andamenti aggregati e sugli equilibri della gestione finanziaria 2010, sul debito finanziario dei comuni e delle province, sui debiti fuori bilancio, sulle gestioni in disavanzo e sul dissesto finanziario degli enti locali.

Corte Conti sez. Enti loc., 02/08/2012, n.13

L’approvazione del rendiconto

La dichiarazione dello stato di dissesto finanziario, a norma dell’art. 248, d.lg. 18 agosto 2000 n. 267, costituisce una situazione che non preclude l’emanazione di una pronuncia giurisdizionale di esecuzione di un giudicato, ma, semmai, solo le conseguenti azioni esecutive alla data della dichiarazione di dissesto e sino all’approvazione del rendiconto di cui all’art. 256 del citato t.u. degli enti locali.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 02/12/2010, n.34918

Azioni esecutive dalla data della dichiarazione di dissesto

La dichiarazione dello stato di dissesto finanziario, a norma dell’art. 248, d.lg. 18 agosto 2000 n. 267, costituisce una situazione che non preclude l’emanazione della pronuncia giurisdizionale di esecuzione di un giudicato ma, semmai, solo le conseguenti azioni esecutive dalla data della dichiarazione di dissesto e sino all’approvazione del rendiconto di cui all’art. 256 del Testo Unico sugli Enti locali.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 10/11/2010, n.33361

Obbligo della Pubblica Amministrazione 

I crediti accertati successivamente alla dichiarazione di dissesto finanziario in relazione a fattispecie sorta in precedenza a tale dichiarazione devono ritenersi, alla suddetta data, “sub iudice” e, come tali, non ancora certi, liquidi ed esigibili (come in particolare i crediti per spese legali liquidate con una sentenza successiva alla dichiarazione di dissesto finanziario, ancorché relativa ad una pretesa della parte per un fatto o atto precedente a tale dichiarazione), con la conseguenza che tali crediti non devono ritenersi assoggettati alla procedura concorsuale di cui all’art. 254, d.lg. n. 267 del 2000, ma possono essere azionati con procedure esecutive individuali e quindi anche con il giudizio di ottemperanza.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 07/05/2010, n.3007

Debiti pecuniari degli enti dissestati

La normativa che dispone il blocco della rivalutazione monetaria e degli interessi in relazione ai debiti degli enti locali in stato di dissesto finanziario, di cui all’art. 21 d.l. 18 gennaio 1993 n. 8, conv. con modificazioni dalla l. 19 marzo 1993 n. 68 (ora trasfuso nell’art. 248 d.lg. 18 agosto 2000 n. 267), va interpretata nel senso che anche dopo la dichiarazione di dissesto continuano a maturare sui debiti pecuniari degli enti dissestati interessi e rivalutazione, restando soltanto escluse l’opponibilità alla procedura di liquidazione e l’ammissione, alla massa passiva, degli interessi e della rivalutazione maturati successivamente alla dichiarazione di dissesto e fino all’approvazione dell’apposito rendiconto.

Infatti, l’eventuale dichiarazione dello stato di dissesto finanziario dell’ente locale non preclude che sui debiti pecuniari dello stesso maturino interessi e rivalutazione monetaria, ai sensi dell’art. 1224 c.c. a decorrere dal momento in cui il credito è divenuto liquido ed esigibile; pertanto, la citata disposizione, secondo cui i debiti insoluti alla data di dichiarazione del dissesto finanziario dell’ente locale non producono interessi, né rivalutazione monetaria ha carattere meramente sospensivo e non preclude all’interessato – una volta esaurita la gestione straordinaria con la cessazione della fase di dissesto – di riattivarsi per la corresponsione delle poste stesse nei confronti dell’ente risanato.

Consiglio di Stato sez. V, 19/09/2007, n.4878

Enti locali in condizioni di dissesto finanziario

Ai sensi del d.l.2 marzo 1989 n. 66 conv. nella l.24 aprile 1989 n.144 e del d.l. 12 gennaio 1991 n. 6 conv. nella l. 15 marzo 1991 n. 80, il regolamento per la definizione dei criteri di mobilità d’ufficio del personale in esubero originariamente appartenente ad enti locali in condizioni di dissesto finanziario, poiché ha riguardo a mobilità obbligatoria sottoposta alle strette cadenze temporali previste dell’art. 13 d.l. n. 6 del 1991, non necessita per la sua emanazione della preventiva intesa delle organizzazioni sindacali.

Consiglio di Stato ad. gen., 02/04/1991, n.39

Dissesto finanziario e approvazione del rendiconto della gestione

È inammissibile il ricorso per l’esecuzione del giudicato proposto in epoca successiva alla dichiarazione di dissesto finanziario di cui agli artt. 244 e ss., d.lg. n. 267/2000, per un debito che — ancorchè accertato con provvedimento giurisdizionale successivo a tale data, risulta comunque generato da prestazioni professionali svolte in epoca antecedente alla citata dichiarazione, giusta previsione di cui all’art. 5, comma 2, d.lg. n. 80/2004, convertito con l. n. 140 del 2004, a mente delle cui indicazioni « ai fini dell’applicazione degli artt. 252, comma 4, e 254, comma 3, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, si intendono compresi nelle fattispecie ivi previste tutti i debiti correlati ad atti e fatti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato, pur se accertati, anche con provvedimento giurisdizionale, successivamente a tale data ma, comunque, non oltre quella di approvazione del rendiconto della gestione di cui all’articolo 256, comma 11, del medesimo testo unico ».

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 11/01/2019, n.171



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