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Denuncia di successione: ultime sentenze

13 Agosto 2020
Denuncia di successione: ultime sentenze

Accettazione tacita di eredità; atti inequivocabilmente rivolti all’assunzione della qualità di erede; trascrizione del testamento; spese per la denuncia di successione.

L’accettazione tacita di eredità

L’accettazione tacita di eredità, che si ha quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone la sua volontà di accettare e che non avrebbe diritto di compiere se non nella qualità di erede, può essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volontà di rinunciare o che siano concludenti e significativi della volontà di accettare; ne consegue che, mentre sono inidonei allo scopo gli atti di natura meramente fiscale, come la denuncia di successione, l’accettazione tacita può essere desunta dal compimento di atti che siano al contempo fiscali e civili, come la voltura catastale, che rileva non solo dal punto di vista tributario, ma anche da quello civile.

Cassazione civile sez. VI, 22/01/2020, n.1438

Compimento di atti meramente fiscali

L’accettazione tacita dell’eredità non può essere desunta dal comportamento del chiamato all’eredità che compia atti di natura meramente fiscale, come la presentazione della denuncia di successione e il pagamento delle relative imposte, che per la loro natura e finalità non appaiono idonei a manifestare l’intenzione univoca del chiamato di accettare la delatio ma può ricondursi all’iniziativa giudiziaria intrapresa dal chiamato all’eredità al fine di recuperare all’asse ereditario un credito o un bene facente capo al de cuius, dal momento che tale iniziativa non rientra negli atti conservativi e di gestione dei beni ereditari e, quindi, appare incompatibile con la volontà di rinunciare alla delatio.

Tribunale Potenza, 11/12/2019, n.1021

Presentazione della denuncia di successione

L’accettazione tacita dell’eredità non può essere desunta dal comportamento del chiamato all’eredità che compia atti di natura meramente fiscale, come la presentazione della denuncia di successione e il pagamento delle relative imposte, che per la loro natura e finalità non appaiono idonei a manifestare l’intenzione univoca del chiamato di accettare la delatio.

Tribunale Potenza, 29/11/2019, n.981

Il rinunciatario all’eredità è obbligato a rispondere dei debiti tributari?

Il chiamato all’eredità che vi abbia rinunciato ai sensi dell’art. 519 c.c. non può ritenersi obbligato a rispondere né dei debiti del de cuius né dell’imposta di successione, neppure a titolo provvisorio. Difatti una sua eventuale rinuncia, anche se tardivamente proposta, esclude che possa essere chiamato a rispondere dei debiti tributari, purché egli non abbia posto in essere comportamenti dai quali desumere una accettazione implicita dell’eredità, il cui onere probatorio spetta all’Amministrazione finanziaria e che non può fondarsi sulla mera presentazione della denuncia di successione, la quale non ha alcun rilievo ai fini dell’accettazione dell’eredità.

Cassazione civile sez. VI, 03/06/2019, n.15133

La trascrizione della denuncia di successione 

Ai fini dell’accettazione tacita dell’eredità è irrilevante la trascrizione della denuncia di successione in assenza di altri atti inequivocabilmente rivolti all’assunzione della qualità di erede.

Cassazione civile sez. II, 19/02/2019, n.4843

Ritardo nella presentazione della denuncia di successione

In tema di imposta di successione, la violazione dell’art. 31 del d.lgs. n. 346 del 1990, a norma del quale – nel testo “ratione temporis” vigente – la denuncia di successione va presentata entro sei mesi dalla apertura della successione, non è più sanzionata specificamente, a meno che non trasmodi in vera e propria omissione, la quale, come si evince dall’art. 33, comma 1, d.lgs. cit., si verifica allorché, scaduto il termine, l’accertamento d’ufficio preceda la dichiarazione del contribuente: l’art. 50 del medesimo d.lgs., come sostituito dall’art. 2, comma 1, lettera d), del d.lgs. n. 473 del 1997, a far data dal 1° aprile 1998, si limita infatti a sanzionare l’omissione della denunzia, mentre l’art. 52 si riferisce al solo pagamento dell’imposta oltre il termine a tal fine stabilito dall’art. 37. Poiché, inoltre, ai sensi dell’art. 3 del d.lgs. n. 472 del 1997, applicabile anche ai giudizi in corso alla data del 1° aprile 1998, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile, la nuova disciplina sanzionatoria può essere utilmente invocata anche in riferimento alle violazioni commesse anteriormente alla predetta data.

Cassazione civile sez. trib., 31/10/2018, n.27840

L’assunzione delle obbligazioni del de cuius

In materia tributaria, l’assunzione delle obbligazioni del “de cuius” richiede l’accettazione dell’eredità, essendo insufficiente la partecipazione alla denuncia di successione, sicché, seppure intervenuta tardivamente la rinuncia alla eredità ed omessa la rettifica della dichiarazione di successione, prevista dall’art. 28, comma 6, del d.lgs. n. 346 del 1990, l’assenza della pregressa accettazione esclude la legittimazione passiva per i debiti ereditari.

Tuttavia la rinuncia tardiva, senza rettificazione della dichiarazione di successione, legittimando l’Amministrazione finanziaria a notificare l’atto impositivo, impone al contribuente la costituzione in giudizio e l’onere di provare la sua estraneità ai debiti ereditari tributari, gravando sulla parte pubblica la prova della decadenza dal diritto di esercizio di una valida rinuncia.

Cassazione civile sez. trib., 29/03/2017, n.8053

Indicazioni catastali e di confinazione degli immobili costituenti l’asse ereditario

Il testamento – olografo o pubblico che sia – non deve necessariamente contenere, a pena di nullità, le indicazioni catastali e di configurazione degli immobili cui si riferisce, essendo invece sufficiente, per la validità dell’atto, che tali beni siano comunque identificabili senza possibilità di confusioni, salva la necessità – non attinente, peraltro, ad un requisito di regolarità e validità del testamento – che gli eredi, in sede di denuncia di successione e di trascrizione del testamento medesimo, indichino specificamente gli immobili predetti, menzionandone dati catastali, confinazioni ed altro.

Cassazione civile sez. II, 23/01/2017, n.1649

Imposta sulle successioni

In tema di imposta sulle successioni, la presentazione, da parte del contribuente, della denuncia di successione, quando ormai è prescritto il credito del fisco, costituisce, ove non sia sollevata eccezione di prescrizione, comportamento obbiettivamente incompatibile con la volontà di avvalersi della causa estintiva della pretesa fiscale, derivandone l’inequivoca volontà di rinunziare alla prescrizione già maturata e di considerare come tuttora esistente ed azionabile quel diritto che si era, invece, estinto

(Fattispecie nella quale, da un lato, il “dies a quo” per il computo della prescrizione è stato individuato nella data di presentazione di dichiarazione di revoca della rinuncia all’eredità e, dall’altro, la successiva denuncia di successione è stata considerata tacita rinuncia alla prescrizione).

Cassazione civile sez. trib., 06/12/2016, n.24927

Denuncia di successione: comporta l’accettazione tacita dell’eredità?

La denuncia di successione e il pagamento della relativa imposta, con riferimento al valore del patrimonio relitto dichiarato nella predetta denuncia, non comportano accettazione tacita dell’eredità, trattandosi di adempimenti fiscali che, in quanto diretti a evitare l’applicazione di sanzioni, hanno solo scopo conservativo e rientrano, quindi, tra gli atti che il chiamato a succedere può compiere in base ai poteri conferitigli dall’articolo 460 c.c.; implicano, invece, accettazione tacita dell’eredità il ricorso alla Commissione tributaria contro l’avviso di accertamento del maggior valore notificato dall’amministrazione finanziaria e la successiva stipulazione di un concordato per la definizione della controversia perché questi atti, indipendentemente dalle specifiche intenzioni del chiamato all’eredità, non sono meramente conservativi ma tendono alla definitiva soluzione della questione fiscale.

Cassazione civile sez. II, 31/10/2016, n.22017

Produzione degli atti dello stato civile

L’onere della prova della qualità di erede legittimo, ove questa sia contestata, è soddisfatto non dalla presentazione della denuncia di successione, ma dalla produzione degli atti dello stato civile, dai quali si desume il rapporto di parentela con il de cuius a norma dell’art. 565 c.c.

(Nella specie, il Trib. ha rigettato la domanda per carenza di legittimazione attiva, in quanto nell’estratto dell’atto di nascita del padre dell’attore non era annotato ex art. 89 r.d. n. 1238/1939 l’atto di morte dello stesso).

Tribunale Roma sez. VIII, 02/10/2013, n.20342

Apertura della successione e pesi ereditari

Le spese per la denuncia di successione sono da comprendere tra i pesi ereditari, cioè tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari, ossia dai debiti esistenti in capo al de cuius e che si trasmettono con il patrimonio del medesimo a coloro che gli succedono per legge o per testamento, gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che è composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell’eredità, con la conseguenza che colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenerne il rimborso dagli altri coeredi nei limiti della loro quota.

Cassazione civile sez. II, 18/09/2013, n.21391



1 Commento

  1. Sempre molto interessanti e molto precisi vostri argomenti, le spese di successioni e i relativi tributi devono essere pagati nella misura della percentuale di proprietà del singolo erede? Nel caso di immobile ereditato al 33% da un erede e al 67% dall’altro le spese condominiali vanno ripartite in base alla percentuale di possesso diversa tra i due eredi? Grazie ,cari saluti.

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