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Droga: le nuove tendenze di spaccio e consumo

30 Giugno 2020
Droga: le nuove tendenze di spaccio e consumo

Nuovo record di sequestri per la cocaina; aumenta la diffusione delle droghe sintetiche tra i giovani che le ordinano sul web. Uno spacciatore su 3 è straniero.

Cambiano le tendenze dello spaccio e del consumo della droga in Italia: è quanto emerge dalla nuova Relazione annuale 2020 della Direzione centrale dei servizi antidroga (Dcsa) che traccia l’andamento del narcotraffico in Italia.

Innanzitutto c’è una diminuzione dei quantitativi di sostanze stupefacenti sequestrate: sono – 55,6%, più che dimezzate rispetto all’anno precedente (dalle 123 tonnellate del 2018 si scende alle 55 del 2019), anche se il numero delle operazioni svolte «resta praticamente immutato», si legge nella relazione riportata dall’agenzia stampa Adnkronos. E la Dcsa rimarca che «per le operazioni antidroga il dato è il secondo più elevato di sempre».

Ma i dati più interessanti emergono dal tipo di sostanze stupefacenti utilizzate: mentre calano i sequestri di marijuana ed hashish, aumentano nettamente quelli di cocaina, che dal 2018 al 2019 hanno registrato un balzo del +127,2%, risultando più che raddoppiati. «I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, con eccezione della cocaina delle droghe sintetiche» – spiega la relazione.

Spiccano, in particolare, «gli scostamenti negativi riferibili ai derivati della cannabis, tanto per quanto riguarda l’hashish (-73,25%), che per la marijuana (-39,83%) e la presentazione in piante (-57%)», così come risalta «un vistoso aumento per la cocaina che, in termini assoluti, quasi triplica i volumi caduti in sequestro rispetto al 2018 (+127,2%), raggiungendo la quota record di 8,4 tonnellate sottratte al mercato illegale», afferma il report della Dcsa, segnalando «i due consistenti sequestri operati a gennaio e novembre, rispettivamente nei Porti di Genova e Gioia Tauro, per oltre 3,2 tonnellate complessive».

Proprio la diffusione della cocaina, che raggiunge il nuovo record dal 2010 ad oggi, è definita «in netta e vertiginosa crescita» ed inoltre rappresenta «sempre di più il principale business dei maggiori sodalizi criminali nazionali e internazionali»: questo «si rileva anche dai dati relativi alle operazioni di polizia e alle denunce per questa specifica sostanza, che si collocano entrambi al livello più alto nelle rispettive rilevazioni decennali».

Il nuovo allarme riguarda, invece, le droghe sintetiche: «Anche se le quantità sottoposte a sequestro appaiono tutto sommato ancora contenute, l’incremento registrato (+95,62% per la presentazione in dosi e +32,16% per la presentazione in peso), conferma la crescente diffusione di droghe sintetiche soprattutto tra i più giovani», scrive la Direzione dei servizi antidroga, preoccupata soprattutto dalle «insidiose modalità di implementazione dell’offerta: ordini telematici e transazioni via web che utilizzano per recapitare lo stupefacente il sempre più vorticoso sistema delle spedizioni postali nell’era dell’e-commerce».

«Speculare a quello delle droghe sintetiche è il fenomeno della cosiddette nuove sostanze psicoattive, molecole per la maggior parte di origine sintetica originate da una costante manipolazione delle strutture chimiche di base di psicotropi, prodotte con l’obiettivo di immettere sul mercato clandestino sostanze sottratte ai controlli perché non ricomprese nelle tabelle internazionali».

Nell’anno in esame, il Sistema nazionale di allerta precoce del dipartimento per le Politiche Antidroga, con il quale la Dcsa collabora, ha individuato «15 molecole di nuova composizione non “tabellate” (principalmente cannabinoidi, catinoni e oppioidi), già presenti in prodotti psicoattivi destinati al consumo», rimarca la relazione.

La Dcsa non vuole farsi cogliere impreparata di fronte a questo fenomeno: «Benché tali sostanze non siano oggi ancora particolarmente diffuse nel nostro Paese, è necessario tenere alto il livello di attenzione per evitare di essere colti di sorpresa da nuovi fenomeni di consumo che per alcuni Stati oltreoceano rappresentano ormai una vera e propria emergenza per la salute pubblica», afferma.

Quanto agli spacciatori, sono stati 13.775 gli stranieri coinvolti nei traffici di droga in Italia nel 2019, il 39,5 per cento del totale. Il dato «nonostante una leggera flessione (-3,48%), è in linea con la rilevazione dell’anno precedente: il loro numero, 13.775 unità, di cui oltre 9.650 in stato di arresto, continua a rappresentare poco più di un terzo (39,45%) di tutti i denunciati per questo tipo di reato e si colloca tra i più alti mai registrati nella rilevazione decennale», afferma la Dcsa, spiegando che «si tratta, in prevalenza, di manovalanza extracomunitaria, per gran parte di provenienza marocchina, albanese, nigeriana, gambiana, tunisina e senegalese».



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