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Licenze Creative Commons: quali usare e quando

9 Settembre 2020
Licenze Creative Commons: quali usare e quando

Come consentire la libera circolazione dei contenuti garantendo la paternità dell’opera?

Al giorno d’oggi, le possibilità legate al mondo digitale sono tantissime: possiamo comunicare, lavorare e condividere qualsiasi cosa in tempo reale. Devi sapere, però, che quando si scatta una foto, si compone una canzone o si scrive una poesia, l’opera viene automaticamente protetta dal diritto d’autore. In pratica vuol dire, ad esempio, che se vuoi utilizzare un software altrui devi ottenere il permesso del suo creatore. Tuttavia, esiste uno strumento che permette la libera circolazione dei contenuti pur assicurando la paternità dell’opera. In questo articolo, faremo il punto della situazione sulle licenze Creative Commons: quali usare e quando. Se l’argomento ti interessa, prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura.

Cos’è una licenza?

Prima di addentrarci nel mondo delle Creative Commons, facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire bene cos’è una licenza. Nell’ambito della proprietà intellettuale, la licenza non è altro che un accordo con cui il titolare di un diritto d’autore concede ad un’altra persona la facoltà di utilizzare la propria opera entro certi limiti e a determinate condizioni.

Cosa sono le licenze Creative Commons?

Partiamo subito col dire che Creative Commons è un’organizzazione no-profit fondata dal professor Lawrence Lessig con lo scopo di creare delle licenze standard che consentissero a chiunque la possibilità di utilizzare, condividere e modificare, liberamente e legittimamente, opere altrui. Ti faccio un esempio pratico.

Tizio è uno studente universitario. Navigando in rete, trova un’immagine interessante, con licenza Creative Commons, scattata dalla fotografa Caia. Decide di scaricarla sul computer per utilizzarla nel suo progetto di ricerca. 

Nell’esempio riportato, Tizio può scaricare liberamente la foto perché distribuita con licenza Creative Commons (CC). In altre parole, Caia ha concesso al mondo intero la possibilità di utilizzare la propria fotografia a condizione che venga riconosciuta come autrice dello scatto.

Pertanto, le licenze CC si basano sul concetto di “alcuni diritti riservati” (some rights reserved) con cui il titolare dell’opera decide quali diritti riservare e quali concedere in uso. Attenzione però: le licenze non sono una forma di tutela dell’opera, ma uno strumento che ne consente l’utilizzo che non sarebbe normalmente consentito nel tradizionale modello “tutti i diritti riservati”. Ne consegue che l’autore prima acquisisce i diritti sull’opera e poi decide di regolamentarli attraverso una licenza Creative Commons.

Licenze Creative Commons: quali usare e quando

A questo punto, ti è facile capire che le licenze Creative Commons sono delle regole che devi rispettare se vuoi utilizzare un’opera altrui. 

Passando al lato pratico, le licenze CC indicano:

  • le libertà che l’autore vuole concedere a terzi, ad esempio la riproduzione, la distribuzione o la modifica dell’opera;
  • le condizioni di utilizzo dell’opera che l’autore può, a suo piacimento, inserire in base alle proprie esigenze.

Tali condizioni sono:

  • attribuzione (BY): ossia l’obbligo dei terzi di riconoscere la paternità dell’opera al suo autore;
  • condividi allo stesso modo (SA): permette a terzi di copiare, distribuire, visualizzare, eseguire e modificare l’opera con la stessa licenza con cui era stata originariamente rilasciata;
  • non commerciale (NC): vieta a terzi di utilizzare l’opera per scopi commerciali. Immagina di scaricare da internet un’immagine raffigurante un rinoceronte. Ciò che puoi fare è stampare l’immagine su delle magliette, ma non guadagnarci dei soldi vendendole su internet;
  • no opere derivate (ND): ossia quando l’autore non permette ai terzi di modificare la propria opera originale.

Attenzione: ogni licenza Creative Commons consente di condividere l’opera e prevede la clausola di attribuzione, ossia l’obbligo di riconoscerne la paternità. Le altre condizioni, invece, sono facoltative, quindi lasciate alla libera scelta dell’autore.

Quindi, ad esempio, se hai creato un logo puoi scegliere l’abbinamento “Attribuzione BY-Non commerciale ND”, in modo che i terzi possono utilizzare la tua opera, ma non possono sfruttarla a fini commerciali.

Licenze Creative Commons: come funzionano?

Per utilizzare le licenze Creative Commons basta andare sul sito e scegliere qual è quella più adatta alle proprie esigenze (ad esempio, se non si vuole offrire la possibilità di utilizzare l’opera per fini commerciali si deve optare per la licenza non commerciale (NC).

A differenza poi di quelle tradizionali, le licenze CC sono aperte. In altri termini, il titolare del diritto d’autore concede in licenza l’opera a chiunque voglia utilizzarla, a condizione che vengano rispettati i limiti e le condizioni previste. In questo modo, da un lato, si consente l’utilizzo di un’opera da parte di un vasto pubblico, dall’altro lato, il creatore può autoprodurre e controllare la propria opera.

Le licenze CC sono uno strumento che può assumere tre forme differenti:

  • il legal code: ossia un codice che regolamenta la distribuzione dell’opera;
  • il commons deed: un documento per permettere alle persone comuni di leggere e comprendere la licenza senza troppi tecnicismi;
  • il digital code: una serie di metadati che rendono la licenza rintracciabile dai motori di ricerca. Per i non addetti ai lavori, i metadati sono delle informazioni aggiuntive che si possono allegare a un file digitale, visualizzabili grazie ad alcuni procedimenti informatici.

Licenze Creative Commons: consigli pratici

Prima di scegliere una licenza CC è consigliabile:

  • verificare di avere i diritti dell’opera: ad esempio, nel caso in cui hai scritto un libro dietro un preciso incarico contrattuale, devi prima controllare i termini dell’accordo in quanto i diritti sull’opera potrebbero essere stati trasferiti a qualcun altro;
  • capire il funzionamento delle licenze Creative Commons: è un errore comune, infatti, credere che le licenze CC siano una forma di tutela dell’opera;
  • avere ben chiaro che licenze Creative Commons sono in un certo senso irrevocabili: in pratica, puoi smettere di offrire la tua opera con licenza CC in qualsiasi momento. Tuttavia, non è possibile revocare i diritti relativi alle copie dell’opera che sono già in circolazione.


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