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Arretrati di pensione: ultime sentenze

12 Agosto 2020
Arretrati di pensione: ultime sentenze

Indebito previdenziale; determinazione della quota di reddito da stipendi o pensioni disponibile per il fallito; rimborso di somme trattenute dall’Inps a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Indebito Inps e trattenute di pensione

In tema di indebito previdenziale, l’Inps, salvo il diritto di avvalersi dell’azione di ripetizione di cui all’art 2033 c.c., può recuperare gli indebiti e le omissioni contributive anche mediante trattenute sulla pensione, in via di compensazione, col duplice limite che la somma oggetto di cessione, sequestro, pignoramento o trattenuta non superi la misura di un quinto della pensione, assegno o indennità e che sia fatto, comunque, salvo il trattamento minimo di pensione: tale principio opera anche con riguardo agli arretrati di pensione o di trattamento minimo, nè incide su di esso l’art 6, comma 11-quinquies, del d.l. n. 463 del 1983, da riferire esclusivamente alla indebita percezione della integrazione al minimo e pertanto non contenente una deroga ai limiti vigenti, indicati dall’art. 69 legge n. 153 del 1969.

Cassazione civile sez. lav., 11/01/2016, n.206

Avvenuto pagamento dei ratei arretrati di pensione

Il riconoscimento dell’altrui diritto, al quale l’art. 2944 c.c. ricollega l’effetto interruttivo della prescrizione, non ha natura negoziale ma costituisce un atto giuridico in senso stretto, di carattere non recettizio, il quale non richiede, in chi lo compie, una specifica intenzione ricognitiva, occorrendo solo che esso contenga, anche implicitamente, la manifestazione della consapevolezza dell’esistenza del debito e riveli i caratteri della volontarietà.

La relativa indagine, in quanto rivolta alla ricostruzione di un fatto e non all’applicazione di specifiche norme di diritto, è riservata al giudice del merito, ed è sindacabile in sede di legittimità sotto il profilo della correttezza logica e giuridica della motivazione.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, reputando incensurabile l’accertamento in fatto che aveva condotto il giudice ad escludere che il documento da cui risultava l’avvenuto pagamento dei ratei arretrati di pensione fosse idoneo ad interrompere la prescrizione degli accessori del medesimo credito previdenziale, in quanto l’Inps non considerava parziale il pagamento effettuato, né si riservava di provvedere successivamente al versamento di somme ulteriori).

Cassazione civile sez. lav., 07/09/2007, n.18904

Arretrati di pensione, interessi e rivalutazione monetaria

Sussiste il diritto a percepire su somme costituenti arretrati di pensione gli interessi e la rivalutazione monetaria, calcolati in base al cd. “cumulo parziale”, comportante il computo degli interessi sul capitale via via rivalutato, dal momento dell’inadempimento (e cioè dal giorno della maturazione del diritto a riscuotere le singole rate di pensione) sino a quello di soddisfacimento del credito.

Corte Conti, (Marche) sez. reg. giurisd., 03/01/2007, n.2

Recupero degli indebiti e delle omissioni contributive

In tema di indebito previdenziale, l’Inps, salvo il diritto di avvalersi dell’azione di ripetizione di cui all’art 2033 c.c., può recuperare gli indebiti e le omissioni contributive anche mediante trattenute sulla pensione, in via di compensazione, col duplice limite che la somma oggetto di cessione, sequestro, pignoramento o trattenuta non superi la misura di un quinto della pensione, assegno o indennità e che sia fatto, comunque, salvo il trattamento minimo di pensione: tale principio opera anche con riguardo agli arretrati di pensione o di trattamento minimo, nè incide su di esso l’art 6, comma 11 quinquies, del d.l. n. 463 del 1983, da riferire esclusivamente alla indebita percezione della integrazione al minimo e pertanto non contenente una deroga ai limiti vigenti, indicati dall’art. 69 l. 30 aprile 1969 n. 153.

Cassazione civile sez. lav., 05/06/2003, n.9001

Arretrati di pensione: la peculiare posizione del fallito

In relazione alla determinazione della quota di reddito da stipendi o pensioni disponibile per il fallito ex art. 46 l. fall. (nel caso di specie, arretrati di pensione) e della quota di essi da destinare alla soddisfazione dei creditori, il giudice delegato non esercita un potere pienamente discrezionale, ma deve compiere una valutazione di non assoluta inadeguatezza del reddito da destinare al mantenimento del fallito e della sua famiglia, che non può essere ridotto a coprire le sole esigenze puramente alimentari, ma non può neppure arrivare a soddisfare il parametro costituzionale del tenore di vita socialmente adeguato, tenuto conto della peculiare posizione del fallito, debitore verso una pluralità di creditori concorrenti; tale valutazione, fondata su un prudente apprezzamento in fatto, può essere censurata in sede di legittimità nei soli limiti in cui è ammessa la deduzione del vizio di motivazione, ovvero nelle ristrette ipotesi della motivazione mancante o apparente.

Cassazione civile sez. I, 27/06/2002, n.9391

Diritto alla restituzione dell’importo della ritenuta operata dall’Inps

In tema di imposte sui redditi, nella ipotesi di dilazione della restituzione al sostituto di una ritenuta d’imposta duplicata, in quanto effettuata anche da altro sostituto, di cui il sostituito abbia chiesto il rimborso al fisco, tale rimborso non può essere negato perché il sostituito non ha ancora restituito al sostituto, che ha operato la ritenuta per primo, il relativo importo, non potendo essere pretesa dal Fisco altra dimostrazione dal sostituito, ai fini della ripetizione dell’imposta indebitamente pagata nella forma di ritenuta alla fonte, che quella di aver subito tale ritenuta all’atto della corresponsione di quanto a lui spettante da parte del sostituto, il quale, nell’assolvere all’obbligo di ritenuta, non fa altro che pagare un debito altrui.

Pertanto, il dipendente di una banca, collocato a riposo, che dopo avere percepito la pensione dal Fondo integrativo pensioni costituito presso la banca, previa ritenuta dell’imposta dovuta, abbia ricevuto, a seguito della sentenza della Corte cost. n. 72 del 1990, gli arretrati di pensione dall’Inps, previa ritenuta della relativa imposta, ha diritto – essendo stata la stessa somma, erogata a suo tempo sul Fondo, decurtata da analoga imposizione – alla restituzione da parte dell’amministrazione finanziaria dell’importo della ritenuta operata dall’Inps, anche se – restituite le somme versategli a titolo pensionistico – non abbia ancora restituito al Fondo, a seguito di un accordo dilatorio, l’importo della ritenuta a suo tempo da questo effettuata, costituendo tale accordo vicenda estranea al rapporto tra Fisco e contribuente.

Cassazione civile sez. trib., 26/01/2001, n.1140

Liquidazione degli arretrati di pensione

In tema di imposte dirette, qualora il trattamento pensionistico erogato dall’Inps sia stato integrato da pensione, decurtata della relativa ritenuta d’acconto, corrisposta da un apposito fondo integrativo, e successivamente il beneficiario del trattamento pensionistico abbia restituito al fondo l’erogazione integrativa, per avere riscosso dall’Inps, in applicazione della sentenza della Corte cost. n. 72 del 1990, la liquidazione degli arretrati di pensione decurtati da analoga imposizione, titolare del diritto al rimborso della ritenuta d’imposta duplicata è soltanto il sostituito, percettore del reddito ed obbligato principale nei confronti del Fisco, anche se siano intervenuti accordi con il fondo, sostituto d’imposta, al fine di dilazionare la restituzione della ritenuta al momento della riscossione del rimborso da parte dello stesso obbligato principale.

Cassazione civile sez. trib., 18/11/2000, n.14922

Pretesa di rivalutazione monetaria e interessi legali

In presenza di una sentenza additiva della Corte costituzionale che comporti l’obbligo dell’amministrazione di corrispondere somme ai propri dipendenti, il momento genetico dell’obbligazione degli accessori (rivalutazione più interessi) è quello della pubblicazione della sentenza stessa ed è da tale momento che sorge, pur con riflessi retroattivi, l’obbligo dell’amministrazione, non invece quello anteriore in cui fu emanato l’atto amministrativo di concessione della pensione sulla base della legge successivamente oggetto della pronuncia della Corte costituzionale nella specie non è fondata la pretesa di rivalutazione monetaria e interessi legali sulle somme liquidate a titolo di arretrati di pensione con decorrenza 1 febbraio 1981 in esecuzione della sentenza della Corte costituzionale n. 504 del 1988.

Corte Conti, (Lazio) sez. reg. giurisd., 05/11/1997, n.73

Superamento del limite reddituale per effetto dell’erogazione di arretrati di pensione

Il superamento del limite reddituale in uno degli anni successivi, per effetto dell’erogazione di arretrati di pensione da parte dello stesso Inps, non comporta la perdita dell’integrazione della seconda pensione all’importo cristallizzato, qualora successivamente il reddito si riattesti in misura inferiore ai limiti di legge.

Tribunale Bari, 09/11/1995

Ratei arretrati di pensione maturati sulla base di un rapporto previdenziale già sorto

In base a principi generali in materia di irretroattività, la legge sopravvenuta deve essere comunque applicata quando il rapporto giuridico disciplinato, sebbene sorto anteriormente, non abbia ancora esaurito i suoi effetti e purché la norma innovatrice non sia diretta a regolare il fatto o l’atto generatore del rapporto, ma gli effetti di esso. Dai suddetti principi consegue che la legge n. 412 del 1991 va applicata anche per i ratei arretrati di pensione maturati sulla base di un rapporto previdenziale già sorto ma che non ha ancora esaurito i suoi effetti.

Tribunale Orvieto, 18/06/1992

Arretrati di pensione e tassazione separata

Gli arretrati di pensione relativi a periodi anteriori al I gennaio 1974, ma percepiti successivamente a tale data, vanno assoggettati all’Irpef con tassazione separata, in base agli art. 12, comma 1 lett. d) e 86, comma 2 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 597.

Comm. trib. centr. sez. VII, 29/03/1990, n.2474



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