L’esperto | Articoli

Perizia psicologica: ultime sentenze

11 Agosto 2020
Perizia psicologica: ultime sentenze

Interpretazione alternativa e contraddittorietà del racconto della persona offesa; rischio di eventuali elaborazioni fantasiose proprie dell’età o della struttura personologica del bambino.

Non sussiste alcun obbligo di far presenziare i consulenti di parte alla perizia psicologica disposta dal giudice.

Valutazione dell’idoneità fisica e mentale del teste a deporre

In tema di istruzione dibattimentale, nel caso in cui sia stata disposta dal giudice una perizia psicologica al fine di valutare l’idoneità fisica e mentale del teste a deporre, non vi è alcun obbligo per il perito di far presenziare alle operazioni peritali i consulenti di parte, né è prevista alcuna sanzione dalla legge processuale per la loro mancata presenza.

(In motivazione la Corte, nell’enunciare il predetto principio, ha precisato che il perito ha solo l’obbligo di verbalizzare le eventuali osservazioni e proposte dei consulenti e che il principio del contraddittorio sulla prova è pienamente garantito attraverso l’esame e il contro esame dibattimentale del perito e la possibilità per la difesa di richiedere l’esame del proprio consulente, depositando la relazione dello stesso).

Cassazione penale sez. III, 10/11/2017, n.29848

Non attendibilità della dichiarazione della persona offesa

La valutazione dell’attendibilità di soggetto minorenne, vittima di abusi sessuali, deve essere fondata su una perizia psicologica svolta su protocolli accreditati dalla comunità scientifica, in assenza vi devono essere riscontri oggettivi nella testimonianza resa.

(Nel caso di specie, nonostante la consulenza psicologica definisse la compatibilità del racconto del minore sugli abusi subiti medio – alta, una interpretazione alternativa degli accadimenti insieme alle contraddizioni del racconto della vittima elideva la consulenza redatta solo da psicologi).

Tribunale Benevento, 27/12/2016, n.1947

La mancanza di perizia sulla capacità a testimoniare del minore

Il diritto alla prova contraria – garantito all’imputato dall’art. 495, comma 2, c.p.p. in conformità all’art. 6, par. 3, lett. d) della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e del Patto internazionale sui diritti civili e politici, nonché dall’art. 111, comma 3, Cost e nel quale rientra anche il diritto alla prova scientifica – può essere, con adeguata motivazione, denegato dal giudice solo quando le prove richieste siano manifestamente superflue o irrilevanti; è illegittimo per violazione del principio della formazione della prova in contraddittorio il rifiuto del giudice di appello di disporre una perizia psicologica – oggetto di richiesta dall’imputato già in sede di incidente probatorio e reiterata in sede di formulazione delle istanze istruttorie in primo grado – al fine di accertare l’attitudine della persona offesa a testimoniare quando la condotta illecita offenda minori in tenera età e l’accertamento serva a valutare il rischio di eventuali elaborazioni fantasiose proprie dell’età o della struttura personologica del bambino, ove non venga espressa adeguata e puntuale motivazione della superfluità del mezzo di prova richiesto, alla luce di diversi, oggettivi e sicuri elementi di prova o di riscontro; non assurgono a elementi oggettivi e sicuri elementi di prova o di riscontro le valutazione di tipo psicologico compiute informalmente dagli operatori di una struttura socio -assistenziale, in cui il minore sia ospitato o che frequenti.

Cassazione penale sez. III, 12/10/2016, n.1752

L’attitudine della persona offesa a testimoniare

In tema di reati sessuali, è illegittimo il rifiuto del giudice di disporre una perizia psicologica al fine di accertare l’attitudine della persona offesa a testimoniare o l’attendibilità delle sue dichiarazioni solo quando la condotta illecita offenda minori in tenera età e l’accertamento serva a valutare il rischio di eventuali elaborazioni fantasiose proprie dell’età o della struttura personologica del bambino.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittimo il diniego di perizia psicologica su minore avente, all’epoca di apertura del procedimento, un’età di anni sedici).

Cassazione penale sez. III, 07/10/2014, n.948

Reati sessuali su minori in tenera età

In tema di reati sessuali su minori in tenera età, è illegittimo, per violazione del principio della formazione della prova in contraddittorio, il rifiuto del giudice di disporre una perizia psicologica, al fine di accertare l’aderenza alla realtà o meno della narrazione dei fatti, in dipendenza di eventuali elaborazioni fantasiose proprie dell’età o della struttura personologica del minore. (Fattispecie relativa a presunta attività sessuale perpetrata dal genitore nei confronti della figlia minore di anni tre).

Cassazione penale sez. III, 18/07/2012, n.40851

Rifiuto del giudice di disporre una perizia psicologica in contraddittorio

In tema di reati sessuali su minori in tenera età, è illegittimo, per violazione del principio della formazione della prova in contraddittorio, il rifiuto del giudice di disporre una perizia psicologica in contraddittorio, al fine di accertare l’aderenza alla realtà o meno della narrazione dei fatti, in dipendenza di eventuali elaborazioni fantasiose proprie dell’età o della struttura personologica del minore.

Cassazione penale sez. III, 23/02/2011, n.26692

Perizia psicologica sulla capacità di testimoniare

In caso di reati sessuali in danno di minore, la perizia psicologica (sulla capacità di testimoniare), è opportuno che sia effettuata in epoca il più possibile vicina ai fatti: ciò per evitare il pericolo di rimozione dei ricordi tipico della fase infantile, per fissare la prova e neutralizzare manovre suggestive, anche inconsapevoli, degli intervistatori del minore che inquinino irrimediabilmente it suo narrato e per permettere al minore stesso un tempestivo percorso terapeutico nel quale rielaborare i fatti.

(Nel caso di specie, invece, la perizia psicologica era stata effettuata solo in grado di appello, dopo che la bambina presunta vittima della violenza sessuale era stata più volte sentita sia in sede di indagini dagli organi di polizia, sia in sede di incidente probatorio; la Corte, evidenziando tra l’altro che la perizia scontava la mancanza di contatti diretti tra il perito, la minore e i suoi genitori, annullava con rinvio la sentenza di condanna giacché la motivazione della decisione, adesiva alle conclusioni del perito, non aveva fornito satisfattiva risposta su talune incongruenze, evidenziate dalla difesa dell’imputato, nei racconti resi nel tempo dalla vittima).

Cassazione penale sez. III, 13/04/2010, n.22007

Operazioni peritali e presenza dei consulenti di parte

In tema di istruzione dibattimentale, nel caso in cui sia stata disposta dal giudice una perizia psicologica al fine di valutare l’idoneità fisica e mentale del teste a deporre, non vi è alcun obbligo per il perito di far presenziare alle operazioni peritali i consulenti di parte, né è prevista alcuna sanzione dalla legge processuale per la loro mancata presenza.

(In motivazione la Corte, nell’enunciare il predetto principio, dopo aver precisato che lo stesso è applicabile anche per la perizia psicologica disposta in sede di incidente probatorio, ha ulteriormente affermato che il perito ha solo l’obbligo di verbalizzare le eventuali osservazioni e proposte dei consulenti e che un’eventuale nullità relativa può interessare solo la mancata verbalizzazione)

Cassazione penale sez. III, 04/10/2007, n.42984

Violenza carnale e richiesta di una perizia psicologica

In tema di violenza carnale presunta, la condizione di inferiorità psichica, in quanto prescinde da uno stato patologico di carattere organico o funzionale, ma è prevista come una specifica causa di invalidazione del consenso all’atto sessuale, non si ricollega necessariamente a deficienze psichiche costituzionali o a debilitazioni transitorie che importino particolare studio del soggetto, ma anche a situazioni ambientali o a fattori traumatici la cui intensità e capacità di incidere sui poteri di resistenza all’altrui voglia può essere valutata direttamente dal giudice senza necessità di analisi tecnico-scientifiche di carattere psicologico.

(Nella specie, respinta dal giudice di merito la richiesta di una perizia psicologica, la condizione di inferiorità psichica è stata ritenuta per lo stato di prigionia che anche in relazione all’età delle persone offese, appena quindicenni, alle carenze affettive, allo stato di povertà, alla squallida situazione familiare, alla solitudine e al deficiente sviluppo della loro personalità, era destinato a determinare la facile resa alle imposizioni e alle pressanti richieste di aderire ad incontri sessuali con uomini che venivano loro presentati.

Cassazione penale sez. III, 16/03/1988



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube