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Con quanti contanti posso andare in giro?

1 Luglio 2020 | Autore:
Con quanti contanti posso andare in giro?

La norma che ha abbassato la soglia dei pagamenti in cash limita la quantità lecita di denaro nel portafoglio? Cosa si può e cosa non si può fare?

Se sei così fortunato (o così pazzo) di andare in giro con migliaia di euro in contanti nel portafoglio, tieni a mente un po’ di cose. La prima, la più importante: occhio al portafoglio. La seconda: attenzione a come paghi quello che acquisti. Dal 1° luglio 2020, infatti, è entrata in vigore la nuova soglia sull’uso dei contanti. Se vai in un negozio di abbigliamento a comprare un paio di pantaloni «a portata da essere umano», è facile che tu non raggiunga i 1.999,99 euro che segnano il fatidico limite. Ma se vai in una boutique di via Montenapoleone a Milano a fare un po’ di shopping «a portata da vip», meglio che porti con te la carta di credito. Tuttavia, la domanda che potresti porti è: con quanti contanti posso andare in giro?

Con quelli che vuoi, verrebbe da rispondere. L’importante è che tu li sappia spendere. No, non pretendo di darti dei consigli su come devi utilizzare i tuoi soldi. Quello che voglio ricordarti è che fino al 31 dicembre 2021 c’è un limite più basso fare un pagamento in contanti. Poi, la soglia diminuirà di nuovo. Ecco, hai letto bene: «Un» pagamento in contanti. Significa che se, sempre che tu sia così fortunato (la pazzia la lasciamo stare questa volta) di fare in un solo pomeriggio cinque acquisti in cinque boutiques diverse del valore di 1.500 euro ciascuno, nulla ti vieta di pagare in ciascun negozio in contanti. Quello che non puoi fare, se ancora ti chiedi con quanti soldi si può andare in giro, è quello che ti dirò tra poco.

Contanti: che cosa si può fare

Dunque, fino al 31 dicembre 2021 è possibile pagare in contanti fino a 1999,99 euro per volta, cioè 1.000 in meno rispetto a prima. Significa che il trasferimento di denaro di mano in mano deve rispettare quel limite. Dai 2.000 euro in su, devi utilizzare uno strumento tracciabile: la moneta elettronica (carta di credito o di debito come il Bancomat, carta prepagata), il bonifico bancario o postale (che dovrà riportare la causale del pagamento) oppure l’assegno, non trasferibile se di valore pari o superiore ai 1.000 euro.

In altre parole, e come abbiamo accennato, nell’ipotesi che tu debba fare più acquisti in luoghi diversi e la spesa sia inferiore a quell’importo, puoi utilizzare i contanti ogni volta che vuoi. Non si tratta, quindi, di una soglia giornaliera ma di un tetto massimo per ogni spesa. Puoi pagare in contanti in un solo pomeriggio un abito da 1.400 euro in un negozio, un paio di scarpe da 400 euro in un altro e, per concludere in bellezza, una cena con gli amici per festeggiare il tuo compleanno (altrimenti che ti sei comprato a fare l’abito e le scarpe) spendendo 300 euro. In totale, arrivi a casa con 2.100 euro in meno, ma non hai violato la norma sul tetto dei contanti.

Quello che puoi anche fare è prelevare dal tuo conto corrente (allo sportello, ovviamente, perché al Bancomat ci sono dei limiti giornalieri piuttosto bassi) la cifra che vuoi. Sappi, però, che se l’importo supera in un mese i 10mila euro, suona l’allarme e partono i controlli. Perché mai un contribuente dovrebbe prelevare una somma così alta se, oltretutto, può utilizzarla poco alla volta? Possibile che non usi mai la carta di credito o il Bancomat, fosse solo per fare il pieno di carburante o per pagare la spesa al supermercato?

In casi come questo, vieni segnalato dalla tua banca all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, come previsto dalla normativa antiriciclaggio. Lo stesso succederà nel caso in cui tu vada spesso a trovare gli impiegati della tua banca non tanto per salutarli quanto per prelevare più di 1.000 euro per volta.

Sia chiaro: lo puoi fare. Ma chi di dovere ha lo stesso diritto di indagare e di accertare che dietro tutti quei soldi prelevati non ci sia qualcosa di regolare.

Contanti: che cosa non si può fare

Quello che, invece, non si può fare è tentare di fregare il Fisco frazionando i pagamenti con degli importi inferiori alla soglia consentita.

Immagina, ad esempio, di aver preso l’abito da 1.400 euro e le scarpe da 400 nello stesso negozio. E di aggiungerci una camicia da 180 euro e una cravatta da 100 euro. Conto: 2.080 euro. Sfori di poco, ma sfori. Volendo pagare in contanti, ti fai fare non uno scontrino ma più scontrini, ad esempio uno per l’abito e un altro per tutto il resto. Il Fisco sa solo che il negoziante ha fatto uno scontrino da 1.400 euro e un altro da 680 euro. E che, quindi, ha potuto incassare entrambi in contanti. Quello che non sa è che è stata una sola persona a pagare il tutto in cash. L’avevamo già spiegato a suo tempo, in questo articolo sul trucco del frazionamento dei soldi.

Chi bara, paga. E le sanzioni per chi non rispetta le regole vanno da 2.000 a 50mila euro, a seconda dell’importo trasferito illecitamente. Si presume che la multa, visto che supera i 2.000 euro, vada pagata con uno strumento tracciabile. Mai in contanti, per carità.



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