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Quattordicesima mensilità: ultime sentenze

11 Agosto 2020
Quattordicesima mensilità: ultime sentenze

Mancata applicazione di ccnl; determinazione della base di calcolo per la tredicesima e quattordicesima mensilità; adeguamento della retribuzione; pubblico impiego privatizzato.

Determinazione della retribuzione 

Anche laddove non sia stata fornita la prova della applicazione del CCNL, ai sensi dell’art. 2099 c.c., che consente al giudice di assicurare al lavoratore una retribuzione adeguata secondo i criteri offerti dall’art. 36 Cost. e cioè secondo i criteri della sufficienza e della proporzionalità, è possibile comunque fare ricorso alle tariffe salariali contrattuali quale misura per la determinazione pratica della retribuzione, escludendo comunque le voci tipicamente contrattuali, quali compensi aggiuntivi, scatti di anzianità, quattordicesima mensilità, e applicando solo quelle previste dalla legge.

Tribunale Roma sez. lav., 06/03/2020, n.2369

Tredicesima e quattordicesima mensilit: base di calcolo

Ai fini della determinazione della base di calcolo per la tredicesima e quattordicesima mensilità, l’art. 12 del c.c.n.l. Federambiente del 31.10.1995, nel far riferimento alla retribuzione globale ha incluso nel concetto di globalità tutte le indennità a carattere fisso e continuativo, cui sono riconducibili anche le indennità di “maggiore produttività” e di “manutenzione vestiario”, senza prevedere alcuna esclusione diretta o indiretta.

Cassazione civile sez. lav., 06/08/2019, n.21035

Adeguamento della retribuzione: va inclusa la quattordicesima mensilità?

In tema di adeguamento della retribuzione ai sensi dell’art. 36 cost., il giudice del merito, il quale assuma come criterio orientativo un contratto collettivo non vincolante per le parti, non può fare riferimento a tutti gli elementi e gli istituti retributivi che concorrono a formare il complessivo trattamento economico, ma deve prendere in considerazione solo quelli che costituiscono il cosiddetto minimo costituzionale, dal quale sono escluse le voci tipicamente contrattuali quali i compensi aggiuntivi, gli scatti di anzianità o la quattordicesima mensilità.

In applicazione del suddetto criterio del “minimo costituzionale” va inclusa la tredicesima mensilità, stante il suo carattere oramai generalizzato e, quindi, attribuita alla generalità dei lavoratori subordinati, indipendentemente da una specifica contrattazione collettiva di settore; viceversa non può essere inclusa e considerata la quattordicesima mensilità, istituto di tipica provenienza pattizia dalla specifica contrattazione collettiva e di applicazione non generalizzata.

Tribunale Piacenza sez. lav., 13/03/2018, n.66

Istituti retributivi costituenti il minimo costituzionale

Al lavoratore che chiede l’adeguamento della retribuzione ex art. 36 Cost. non può essere riconosciuta la quattordicesima mensilità posto che il Giudice non può fare riferimento a tutti gli elementi e gli istituti retributivi che concorrono a formare il complessivo trattamento economico, ma deve prendere in considerazione solo quelli che costituiscono il cosiddetto minimo costituzionale, con esclusione degli istituti retributivi legati all’autonomia contrattuale, come la quattordicesima mensilità, il cui eventuale riconoscimento richiede una specifica e adeguata motivazione.

Tribunale Roma sez. IV, 26/02/2018, n.1425

Computo dell’assegno personale pensionabile

In tema di computo dell’assegno personale pensionabile (quattordicesima mensilità), spettante ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato ai sensi del c.c.n.l. del 16 aprile 2003, l’elemento distinto della retribuzione (E.D.R.), previsto dall’accordo nazionale dell’8 novembre 1995, non va incluso nella relativa base di calcolo poiché gli artt. 65 e 63 del richiamato contratto nazionale ne rimandano la disciplina alla contrattazione aziendale che, all’art. 30, ne prevede il riassorbimento, salvo che in occasione della corresponsione della 13° mensilità, escludendo che di tale voce vi possa essere il pagamento effettivo.

Cassazione civile sez. lav., 30/09/2016, n.19549

Diritto alla conservazione della quattordicesima mensilità

In materia di pubblico impiego privatizzato, i dipendenti dell’Amministrazione delle poste e telecomunicazioni che, ai sensi dell’art. 6, comma 4, della legge 29 gennaio 1994, n. 71, siano transitati nei ruoli di altra amministrazione dello Stato presso la quale erano comandati (nella specie la Presidenza del Consiglio dei Ministri), non hanno diritto alla conservazione della quattordicesima mensilità di cui all’art. 3 del c.c.n.l. per il personale dipendente dell’Ente Poste Italiane per il biennio 1996/1997, dovendosi considerare gli stessi, a seguito della trasformazione dell’Ente Poste in Poste Italiane S.p.A., provenienti da rapporto di lavoro subordinato privato e non da Amministrazione dello Stato, requisito la cui sussistenza condiziona il diritto a conservare il miglior trattamento economico maturato presso il datore di lavoro di provenienza.

Cassazione civile sez. lav., 22/06/2015, n.12861

La determinazione della giusta retribuzione

Nella determinazione della c.d. “giusta retribuzione” non si debbono escludere in via automatica gli istituti retributivi contrattuali che eccedono il minimo salariale (quattordicesima mensilità, compensi aggiuntivi e integrativi), essendo rimesso al giudice del merito il compito di procedere ad una valutazione caso per caso, con eventuale inclusione di tali elementi nella base di calcolo.

Cassazione civile sez. lav., 26/08/2013, n.19578

Componenti stipendiali della retribuzione

L’emolumento previsto dall’art. 5, comma 2, d.P.C.M. n. 352 del 1988, denominato “compenso incentivante” (successivamente divenuto “quattordicesima mensilità”), ha natura retributiva, costituisce cioè una “parte” o una “voce” della retribuzione percepita, assimilabile alle “componenti stipendiali della retribuzione”; pertanto, ai fini del trattamento pensionistico, spetta per esso la maggiorazione del 18 per cento.

Consiglio di Stato sez. VI, 17/05/2013, n.2680

Riconoscimento del diritto al computo della quattordicesima mensilità

In tema di processo del lavoro, il dispositivo letto in udienza e depositato in cancelleria ha una rilevanza autonoma poiché racchiude gli elementi del comando giudiziale che non possono essere mutati in sede di redazione della motivazione e non è suscettibile di interpretazione per mezzo della motivazione medesima, sicché le proposizioni contenute in quest’ultima e contrastanti col dispositivo devono considerarsi come non apposte e non sono suscettibili di passare in giudicato od arrecare un pregiudizio giuridicamente apprezzabile.

(Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato dall’Ipost al quale la Corte territoriale, relativamente al riconoscimento, a favore di un dipendente postale, del diritto al computo della quattordicesima mensilità nella base del calcolo dell’indennità di buonuscita, aveva dato torto solo in parte motiva).

Cassazione civile sez. lav., 26/10/2010, n.21885

Rideterminazione del trattamento pensionistico

Interessi e rivalutazione monetaria su emolumenti pensionistici non possono decorrere da data anteriore a quella in cui gli stessi sono divenuti esigibili, per l’entrata in vigore della fonte di diritto o del contratto collettivo che li ha attribuiti: e pertanto non spettano tali accessori ai pensionati a carico dell’IPOST sulle somme arretrate corrisposte a seguito della rideterminazione del trattamento pensionistico conseguente all’accordo del 13 maggio 2002 che ha previsto l’inserimento in quota A della quattordicesima mensilità.

Corte Conti sez. I, 16/07/2010, n.453

Compenso per lavoro straordinario

La circostanza che la remunerazione corrisposta a titolo di lavoro straordinario sia stata percepita con carattere di continuità nel tempo non ne muta la natura giuridica e non comporta la sua qualificazione come retribuzione ordinaria, agli effetti delle maggiorazioni per tredicesima, quattordicesima mensilità e per ferie, in deroga alla disciplina del contratto collettivo.

La stessa forfetizzazione del compenso, e cioè l’attribuzione dello stesso in misura superiore all’effettivo monte ore di lavoro straordinario effettivamente prestato, non ne muta la qualificazione giuridica e costituisce prassi retributiva che ha trovato risconto anche nell’espressa previsione di cui all’art. 33 comma 3, t.u. n. 3 del 1957.

Consiglio di Stato sez. VI, 15/07/2010, n.4579

Base di calcolo dell’indennità di buonuscita

Nella base di calcolo dell’indennità di buonuscita maturata al 28 febbraio 1998 e dovuta ai dipendenti della Poste italiane Spa non può essere inclusa né la quattordicesima mensilità, in qualunque modo corrisposta, né il cosiddetto superminimo introdotto dalla contrattazione collettiva in favore dei dirigenti.

Cassazione civile sez. lav., 26/11/2008, n.28281



7 Commenti

  1. Salve. Vorrei alcune informazioni. Vorrei sapere quali sono i lavoratori che hanno il diritto di ricevere la quattordicesima nel mese di dicembre? Vorrei capirlo perché parlando con il mio capo, mi dice che io non ne ho diritto, quindi vorrei comprendere se è davvero così.

    1. In base alle disposizioni dei contratti collettivi, hanno diritto alla quattordicesima i dipendenti che appartengono ai seguenti settori:
      Terziario, Commercio e Turismo;
      Alimentare;
      Chimica;
      Autotrasporti e logistica.
      Il diritto alla quattordicesima vale per tutti i dipendenti, a prescindere dalla categoria di appartenenza (operai o impiegati): in buona sostanza, se il contratto collettivo applicato dall’azienda prevede la quattordicesima, tutti i lavoratori subordinati ne hanno diritto. La quattordicesima può essere ottenuta da un lavoratore dipendente anche se il contratto collettivo non la prevede, purché vi sia un riconoscimento da parte dell’azienda.

  2. Tempo fa, mi hanno liquidato la quattordicesima, ma il mio netto in busta paga è decisamente più basso rispetto al netto che prendo di solito. Il lordo è più basso rispetto alla retribuzione. Potreste spiegarmi come mai?

    1. Nella generalità dei casi, la quattordicesima mensilità risulta più bassa rispetto alla mensilità ordinaria: ciò è dovuto a diversi fattori, che vanno dal numero di ratei maturati sino all’impossibilità di applicare le detrazioni Irpef. Tuttavia, per capire se c’è, o meno, un errore, bisogna prima comprendere com’è calcolata la quattordicesima e come matura, considerando, in ogni caso, che si tratta di una mensilità aggiuntiva disciplinata in modo diverso dai vari contratti collettivi e non prevista, peraltro, da tutti i ccnl.La quattordicesima matura in 12 ratei mensili, dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo: un rateo viene considerato maturato per intero se il dipendente ha lavorato (o ha fruito di assenze tutelate) per oltre 15 giorni nel mese; in caso contrario, non matura alcun rateo. Ad esempio, se il lavoratore è assunto il 10 del mese, matura un dodicesimo di quattordicesima, mentre se è assunto il 20 il rateo non matura, come se il mese non fosse stato lavorato. Alcuni contratti possono comunque prevedere regole differenti. Nel caso del lettore, se il lordo della quattordicesima risulta più basso rispetto a quello della normale retribuzione, ciò può essere dovuto alla mancata maturazione di tutti i 12 ratei, ad esempio se è stato assunto nel corso del periodo di maturazione o ha fruito di assenze non retribuite.

  3. Come potete immaginare, a seguito del Coronavirus, la situazione lavorativa non è stata molto rosea. Ho continuato a lavorare, ma i pagamenti erano molto più bassi. IO devo mantenere una famiglia e sinceramente ho avuto difficoltà per un periodo. Fortuna che avevo i risparmi. Ora, vorrei capire se avrò diritto alla quattordicesima. Chi non lavora o si assenta ha diritto alla quattordicesima? A quanto ammonta la quattordicesima?

    1. La quattordicesima spetta in base ai mesi lavorati dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo (salvo particolari eccezioni), quindi la sua maturazione avviene in 12 ratei mensili. Se nel mese risultano lavorati oltre 15 giorni, spetta un rateo intero, altrimenti il rateo non spetta. Mario è assunto il 10 maggio: per il mese di maggio, matura un rateo intero di quattordicesima. Francesco, invece, è assunto il 20 maggio: per il mese di maggio, non matura alcun rateo di quattordicesima. Le assenze che si considerano utili ai fini del calcolo della quattordicesima sono:
      il congedo di maternità e paternità;
      la malattia a carico del datore di lavoro;
      l’infortunio entro i tempi previsti dal proprio contratto;
      le ferie;
      la festività e permessi;
      il congedo matrimoniale;
      i riposi giornalieri per allattamento.

      Al contrario, non sono utili al calcolo della quattordicesima le seguenti assenze:
      congedo parentale;
      lavoro straordinario;
      lavoro notturno;
      sciopero;
      permessi;
      assegni per il nucleo familiare;
      aspettativa;
      malattia e infortunio oltre il periodo di comporto;
      malattia dei figli;
      assenze non giustificate;
      sospensione per provvedimento disciplinare.

    2. L’ammontare della quattordicesima è normalmente pari ad una mensilità della retribuzione globale di fatto in corso nel mese in cui viene corrisposta, o ad una sua percentuale. Se nella retribuzione è prevista l’indennità di contingenza, questa fa parte della base di calcolo, mentre non si deve contare l’EDR, cioè l’elemento distinto della retribuzione. La base su cui calcolare la quattordicesima, ad ogni modo, è diversa a seconda del contratto collettivo applicato: Il Ccnl Turismo, ad esempio, la considera pari a un mese di retribuzione, con riferimento al 30 giugno di ciascun anno, mentre il Ccnl Chimica ed il Ccnl Alimentare la considerano pari alla normale retribuzione mensile, o retribuzione mensile di fatto.

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