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Pagamento del contributo unificato: ultime sentenze

26 Aprile 2022
Pagamento del contributo unificato: ultime sentenze

Atti impugnabili innanzi al giudice tributario; motivi aggiunti depositati dal ricorrente che non modificano il ricorso principale né propongono domande nuove.

Appellabilità di una sentenza

Per stabilire se una sentenza del giudice di pace sia appellabile ai sensi dell’art. 339, comma 3, c.p.c. perché pronunciata secondo equità occorre guardare non al contenuto della decisione, ma al valore della causa, da determinarsi secondo i canoni di cui agli artt. 10 e ss. c.p.c., senza tenere conto del valore indicato ai fini del pagamento del contributo unificato. Pertanto se l’attore abbia chiesto in via principale la condanna ad una somma inferiore a 1.100 euro (e cioè al limite dei giudizi di equità c.d. “necessaria”) ed in subordine abbia domandato una diversa ed eventualmente maggior somma che “sarà ritenuta di giustizia”, la causa deve ritenersi di valore indeterminato e la sentenza che la conclude sarà appellabile senza i limiti prescritti dall’art. 339 c.p.c..

Tribunale Bari sez. II, 02/02/2022, n.361

Notifica invito al pagamento del contributo unificato

L’invito al pagamento del contributo unificato, anche se emanato senza la contestuale irrogazione di una sanzione, deve essere notificato al contribuente nelle forme di cui all’art. 137 c.p.c. presso il domicilio eletto, o altrimenti presso l’ufficio, non potendosi considerare equipollente a tali forme la trasmissione a mezzo telefax al difensore costituito, in assenza di una specifica disposizione che lo consenta; ne consegue che in tale ultima ipotesi trova applicazione il principio generale in tema di atti tributari per cui la nullità della notifica di un atto presupposto inficia gli atti successivi determinandone la nullità.

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2022, n.2642

Annullamento dell’invito di pagamento del contributo unificato amministrativo

Sono esentati dal pagamento del contributo unificato amministrativo, coloro che promuovono giudizi nella suddetta materia, sia di condanna sia di ottemperanza.

Comm. trib. prov.le Napoli sez. XXVI, 12/01/2022, n.441

Il valore della domanda

Per stabilire se una sentenza del giudice di pace sia stata pronunciata secondo equità e dunque sottratta all’appellabilità ex art. 339 c.p.c., occorre fare riferimento non al contenuto della decisione, ma al valore della causa determinato secondo i criteri di cui agli artt. 10 e seg. c.p.c., senza tenere conto del valore indicato dall’attore ai fini del pagamento del contributo unificato.

Pertanto se l’attore abbia domandato la condanna al pagamento di una somma di denaro inferiore a millecento euro (limite dei giudizi di equità cd. necessaria, ai sensi dell’art. 113 c.p.c.) accompagnandola però con la richiesta della diversa ed eventualmente maggior somma che sarà ritenuta di giustizia, la causa deve ritenersi di valore indeterminato e la relativa sentenza sarà appellabile senza i limiti prescritti dall’art. 339 c.p.c..

Tribunale L’Aquila sez. I, 23/12/2021, n.848

Obbligazione di pagamento del contributo unificato

Nel giudizio amministrativo, ai sensi dell’art. 13, comma 6-bis.1 del d.P.R. n. 115 del 2002, l’obbligazione di pagamento del contributo unificato è tale “ex lege” per un importo predeterminato e grava “in ogni caso” sulla parte soccombente, essendo sottratta alla potestà del giudice, sia quanto alla possibilità di disporne la compensazione, sia quanto alla determinazione del suo ammontare, tanto da non richiedere alcuna pronuncia in merito da parte del giudice medesimo. Ne consegue che, da un lato, l’obbligazione del rimborso a carico del soccombente non necessita, ai fini della sua ottemperanza, dell’inserimento di una specifica statuizione nella sentenza, e dall’altro, che tale obbligazione grava sulla parte soccombente anche quando questa non si sia costituita, oppure quando essa sia stata esonerata dal corrispondere le spese di lite alla controparte vittoriosa, avendo il giudice disposto la compensazione delle spese del giudizio tra le parti.

(In applicazione del suesteso principio, la S.C. ha cassato senza rinvio la sentenza d’appello che aveva disposto in merito ad una domanda di rimborso del contributo unificato versato in un processo amministrativo, rilevando che – dall’esistenza di un titolo esecutivo implicito nella decisione del giudice amministrativo – la domanda di rimborso non poteva essere proposta, per difetto d’interesse).

Cassazione civile sez. III, 07/12/2021, n.38943

Ampliamento dell’oggetto della domanda iniziale

Ai sensi dell’art. 13, comma 6 bis 1, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, il pagamento del contributo unificato, in caso di proposizione di motivi aggiunti, è previsto solo allorquando vi sia stato un considerevole ampliamento dell’oggetto della domanda iniziale, formulata con il ricorso introduttivo, da rilevarsi specificamente nel caso concreto.

Comm. trib. reg. Perugia, (Umbria) sez. I, 07/09/2021, n.274

Onlus: sono esenti dal pagamento del contributo unificato?

In materia di agevolazioni tributarie, le Onlus non sono esenti dal pagamento del contributo unificato, ai sensi del combinato disposto degli artt.10 del D.P.R. n.115 del 2002 e 27 -bis della tabella B allegata al D.P.R. n.642 del 1972, atteso che, da un lato, il termine ‘atti” deve riferirsi esclusivamente a quelli amministrativi e non anche a quelli processuali, giusta la necessità di un’interpretazione restrittiva quanto ai benefici fiscali, e, dall’altro, che l’esenzione dal contributo suddetto è giustificabile, alla luce dell’art.10 del D.P.R. n.115 del 2002, solo in base ad un criterio di meritevolezza, in funzione della solidarietà sociale, dell’oggetto del giudizio e non in considerazione della qualità del soggetto, anche in ragione di esigenze costituzionali di parità di trattamento e comunitarie di non discriminazione.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. VI, 20/07/2021, n.3651

L’invito al pagamento del contributo unificato

L’invito al pagamento del contributo unificato, al pari degli atti di accertamento formalmente rientranti nell’art.19 D. Lgs. n.546 del 1992, esprime una pretesa tributaria cogente, in quanto prevede sia un termine preciso entro il quale effettuare il pagamento, sia l’applicazione di maggiori sanzioni, nel caso in cui tale termine non sia rispettato, sanzioni che saranno ricomprese nell’iscrizione a ruolo, in caso di mancato o non tempestivo adempimento.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XIII, 25/02/2020, n.627

Nuovo contributo unificato e motivi aggiunti

I motivi aggiunti che non introducono in giudizio domande nuove ma che si limitano a recare nuove ragioni a sostegno delle domande già presentate non sono assoggettabili al pagamento del Contributo Unificato Tributario (CUT). La stessa Corte di Giustizia dell’U.E. richiede come presupposto per l’applicazione di un nuovo contributo unificato non un semplice ampliamento ma un ‘ampliamento considerevole’ dell’oggetto della causa già pendente.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. I, 17/02/2020, n.197

Tutela in giudizio delle ragioni del contribuente

L’invito al pagamento del contributo unificato non rientra nel novero degli atti autonomamente impugnabili in quanto prelude in quanto costituisce una mera comunicazione circa l’omesso o insufficiente pagamento, quindi non prelude all’esecuzione forzata ma alla riscossione mediante ruolo esattoriale.

L’invito al pagamento del contributo unificato non rientra nel novero degli atti autonomamente impugnabili ex art.19 comma 3 D. Lgs. n.546 del 1992, trattandosi di un atto che non prelude all’esecuzione forzata ma alla riscossione a mezzo ruolo esattoriale e costituisce un mera comunicazione con cui il contribuente è informato dell’omesso o l’insufficiente pagamento e, per l’effetto, richiede la regolarizzazione entro 30 giorni, senza addebito di sanzioni e interessi. In ogni Caso, la tutela in giudizio delle ragioni del contribuente può essere comunque esercitata in sede di impugnazione della cartella, facendo valere anche i vizi dell’atto presupposto.

Comm. trib. reg. Genova, (Liguria) sez. II, 26/11/2019, n.1388

L’esenzione dal pagamento del contributo unificato

L’esenzione dal pagamento del contributo unificato da parte delle ONLUS si correla non solo alla qualifica soggettiva in quanto deve essere giustificabile, alla luce dell’art. 10 del D.P.R. n. 115 del 2002, anche in base ad un criterio di meritevolezza, in funzione della solidarietà sociale, dell’oggetto del giudizio e di esigenze costituzionali di parità di trattamento e comunitarie di non discriminazione allorquando si tratti di organizzazioni che promuovano e tutelino interessi collettivi di rilevanza costituzionali e siano come tali riconosciute.

Comm. trib. reg. Napoli, (Campania) sez. XI, 23/09/2019, n.7035

Le Onlus sono tenute al pagamento del contributo unificato tributario?

Le ONLUS sono tenute al pagamento del contributo unificato tributario, in quanto l’esenzione dal pagamento del tributo suddetto è giustificabile alla luce dell’art.10 del D.P.R. n.115 del 2002 solo in base ad un criterio di meritevolezza in funzione della solidarietà sociale dell’oggetto del giudizio e non in considerazione della qualità del soggetto anche in ragione di esigenze costituzionali di parità di trattamento.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XXIV, 26/08/2019, n.3372

Quando non è dovuto il versamento del contributo unificato?

Il pagamento del contributo unificato per l’iscrizione a ruolo di ricorsi per motivi aggiunti al ricorso principale, infatti, non è dovuto quando il provvedimento impugnato è il medesimo – ovvero – quando il ricorso per motivi aggiunti non amplia il “thema decidendum”.

Comm. trib. prov.le Milano sez. IV, 04/04/2019, n.1550

Invito bonario: è impugnabile dinanzi le Commissioni tributarie?

L’art. 19, comma 1, del D. Lgs. n.546 del 1992, contenente l’elencazione degli atti impugnabili dinanzi alle Commissioni tributarie, deve essere interpretato estensivamente e ad esso devono essere, comunque, ricondotti tutti quegli atti che, ancorché non dotati del nomen e della veste autoritaria di uno degli atti tipici, contengono ed esplicano al contribuente una pretesa tributaria bene individuata. (Nella specie, veniva ritenuto impugnabile l’invito bonario al pagamento del contributo unificato).

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. V, 29/01/2019, n.354

Contenzioso tributario e contributo unificato

La compensazione delle spese di giudizio impedisce che il contributo unificato venga posto totalmente a carico della parte ricorrente, dovendo lo stesso seguire il regime determinato per le spese del giudizio di cui all’art. 15, comma 2 -ter, d.lg. n. 546/1992, che comprende al suo interno anche il contributo unificato. Non è applicabile in via analogica nel rito tributario l’art. 13, comma 6 -bis, 1, d.P.R. n. 115/2002 il quale prevede che nel processo amministrativo il pagamento del contributo unificato è dovuto dalla parte soccombente, anche in caso di compensazione delle spese di giudizio.

La specificità del rito tributario sembra giustificare una differente regolazione che si manifesta, appunto, nella mancata previsione, frutto essa stessa di una scelta discrezionale del legislatore nazionale, di una disciplina, in punto di contributo unificato, pienamente sovrapponibile a quella prevista nell’ambito del giudizio amministrativo.

Cassazione civile sez. VI, 12/12/2017, n.29681

L’applicabilità del contributo unificato aggiuntivo al giudizio tributario

L’art. 13 comma 1quater del D.P.R. n. 115/2002 prevede un contributo unificato aggiuntivo per il processo civile qualora l’impugnazione sia respinta, dichiarata inammissibile o improcedibile. Tale contributo vale anche per il processo tributario. La ratio deflattiva della norma intende scoraggiare le impugnazioni avventate o dilatorie ed esso si applica anche al processo tributario che, sin dalla riforma legislativa del 2011, è stato equiparato al processo civile anche sotto il profilo dell’assoggettamento al pagamento del contributo unificato.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. VI, 14/06/2017, n.2669

Contributo unificato e gratuito patrocino

La previsione dell’obbligo di pagamento del contributo unificato non lede il diritto alla tutela giurisdizionale del cittadino, in quanto anche per i meno abbienti è garantito l’accesso alla giustizia ricorrendo al patrocinio dello Stato, ove ne ricorrano i presupposti.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XXI, 23/03/2016, n.2700

Inammissibilità del ricorso avverso l’invito al pagamento del contributo unificato

È inammissibile il ricorso avverso l’invito al pagamento del contributo unificato ex art. 248 TUSG, in quanto non contiene una pretesa tributaria definita tale da incidere nella sfera patrimoniale del contribuente.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XLII, 23/06/2015, n.5684



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