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Eredità giacente: ultime sentenze

9 Agosto 2020
Eredità giacente: ultime sentenze

Notificazione di atto processuale a soggetto e in luogo non corretti; decreto di liquidazione del compenso al curatore dell’eredità giacente.

Curatore dell’eredità giacente

La notificazione di atto processuale effettuata a soggetto e in luogo non corretti non è inesistente, in quanto potenzialmente idonea ad assolvere alla funzione conoscitiva che le è propria, potendo al più ritenersi nulla e, come tale, possibile oggetto di rinnovazione: in applicazione di tale principio, va esclusa la nullità della notifica effettuata collettivamente ed impersonalmente agli eredi della debitrice nel suo ultimo domicilio sebbene la “de cuius” fosse interdetta e la notifica avrebbe dovuto essere eseguita presso il suo effettivo domicilio e diretta al curatore dell’eredità giacente.

Tribunale Aosta, 08/08/2019, n.263

La notificazione di atto processuale

La notificazione di atto processuale effettuata a soggetto e in luogo non corretti non è inesistente, in quanto potenzialmente idonea ad assolvere alla funzione conoscitiva che le è propria, potendo al più ritenersi nulla e, come tale, possibile oggetto di rinnovazione.

(In applicazione del principio, la S.C., ha escluso la nullità della notifica effettuata collettivamente ed impersonalmente agli eredi della debitrice nel suo ultimo domicilio sebbene la “de cuius” fosse interdetta e la notifica avrebbe dovuto essere eseguita presso il suo effettivo domicilio e diretta al curatore dell’eredità giacente).

Cassazione civile sez. III, 08/03/2019, n.6743

Eredità giacente: opposizione contro decreto di liquidazione delle spese

Nel caso in cui si debba procedere a opposizione avverso il decreto di liquidazione delle spese – relative al giudizio in materia di eredità giacente – emesso dal giudice a favore dell’ausiliario di giustizia, il relativo procedimento è regolato ex art. 15 del d.lg. 1 settembre 2011 n. 150, ex art. 170 D.P.R. n. 115 del 2002 così come modificato dall’art. 34, comma 17, lett. a), d.lg. n. 150 del 2011.

Corte appello Firenze sez. I, 20/11/2018

Il possesso come situazione di apprensione o detenzione del bene 

La legge identifica nel possesso la situazione di apprensione dei beni da parte dell’esecutore testamentario. Pare, peraltro, più corretto parlare di detenzione. Con l’apertura della successione, infatti, il possesso è in capo al chiamato (se ve ne sono i presupposti) o in capo all’erede. Deriva da quanto precede, pertanto, che l’esecutore testamentario, in quanto detentore e non già possessore, non può essere destinatario dell’opposizione di cui all’art. 1141, comma 2, c.c.

Del resto, ai sensi dell’art. 460, comma 1, c.c. il chiamato all’eredità può esercitare le azioni possessorie a tutela dei beni ereditari, senza bisogno di materiale apprensione e, ai sensi del comma 3 dello stesso articolo, tale facoltà gli è preclusa unicamente quando sia stato nominato il curatore dell’eredità giacente. Inoltre, ai sensi dell’art. 1146, comma 1, c.c., il possesso continua nell’erede con effetto dall’apertura della successione.

Cassazione civile sez. II, 21/02/2017, n.4417

La sopravvenuta carenza di interesse

Qualora si verifichi, nel corso del giudizio per cassazione, la cessazione della materia del contendere essa dà luogo alla inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse in quanto l’interesse ad agire, e quindi anche l’interesse a impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l’azione (o la impugnazione), ma anche al momento della decisione perché è in relazione a tale decisione – e in relazione alla domanda originariamente formulata – che tale interesse va valutato.

(Nella specie era stato impugnato il provvedimento di liquidazione del compenso al curatore di una eredità giacente. Dichiarata, dalla Corte di appello, inammissibile la impugnazione avverso tale provvedi mento, nelle more del giudizio di cassazione, l’originario provvedimento reclamato è stato annullato. In applicazione del principio che precede la Suprema corte ha ritenuto che la cassazione dell’originario provvedimento determinasse la caducazione della ordinanza dispositiva della inammissibilità della impugnazione e degli atti conseguenti per evidente venire meno dell’atto presupposto, con la conseguenza che lo svolgimento successivo al decreto di liquidazione e, quindi, anche l’ordinanza di inammissibilità dovevano ritenersi caducati e il ricorso dovesse essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse).

Cassazione civile sez. II, 05/02/2016, n.2292

Liquidazione del compenso in favore del curatore di un’eredità giacente

La declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione principale, quale, nella specie, l’opposizione avverso il provvedimento di liquidazione del compenso in favore del curatore di un’eredità giacente, consente allo stesso opponente di proporre ricorso incidentale per cassazione, al fine di sostenere le ragioni del ricorrente principale per dimostrare l’erroneità della pronuncia di inammissibilità del primo gravame e la conseguente ritualità della propria impugnazione.

Cassazione civile sez. II, 23/06/2015, n.12947

L’opposizione avanzata dal possessore di un libretto di deposito al portatore

In tema di titoli di credito, nei rapporti interni, il tradens può sempre eccepire la mancanza, originaria o sopraggiunta, della causa del trasferimento, come ad esempio l’acquisto in malafede della disponibilità del titolo (fattispecie relativa all’opposizione avanzata dal possessore di un libretto di deposito al portatore alla procedura di ammortamento del titolo di credito introdotta dal curatore dell’eredità giacente del tradens originario).

Cassazione civile sez. I, 15/05/2015, n.10022

Amministratore di sostegno e possesso dei beni ereditari

Posto che al momento del decesso della de cuius l’amministratore di sostegno non è entrato nel possesso dei beni ereditari né nel possesso o nella detenzione dell’immobile in oggetto avendo cessato dall’incarico e che neppure la curatela dell’eredità giacente lo sia stata e, quindi non ha alcuna responsabilità in merito alla occupazione dell’immobile ove i beni erano contenuti.

L’occupazione dell’immobile, pertanto, non può ritenersi indebita né è imputabile alcuna responsabilità in capo a parte convenuta: il curatore dell’eredità, infatti, ha svolto le attività ed operazioni inerenti la propria funzione, peraltro in un periodo di tempo contenuto e al termine a provvedere alla consegna dell’immobile al proprietario. Nessuna colpa, quindi, neppure lieve, è ravvisabile nel suo operato. Pertanto, la domanda del nudo proprietario di condanna al risarcimento del danno da ritardata consegna dell’immobile deve rigettarsi.

Tribunale Genova sez. III, 07/04/2015, n.1109

Curatore dell’eredità giacente: legittimazione

Il curatore dell’eredità giacente, pur non essendo rappresentante del chiamato all’eredità, è legittimato attivamente e passivamente, ai sensi dell’art. 529 cod. civ., in tutte le cause che riguardano l’eredità medesima.

Cassazione civile sez. II, 08/01/2015, n.39

Decreto di liquidazione del compenso al curatore dell’eredità giacente

È inammissibile il ricorso straordinario per cassazione proposto direttamente avverso il decreto di liquidazione del compenso al curatore dell’eredità giacente.

Cassazione civile sez. VI, 10/12/2012, n.22490



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