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Scoppio pneumatico: ultime sentenze

9 Agosto 2020
Scoppio pneumatico: ultime sentenze

Autostrada; sinistro stradale; casi di esclusione della responsabilità del custode e del conducente del veicolo; risarcimento danni derivanti dalla circolazione stradale.

La condotta di guida del dipendente autista di camion 

Ai fini della giusta causa del recesso del datore di lavoro per la responsabilità del proprio dipendente quale autista di un camion nella causazione di un sinistro (nella specie: scoppio di uno pneumatico e pertanto il mezzo impattava contro il guardrail) è rilevante la sua condotta di guida nel senso di aver superato i limiti di velocità previsti (nella specie aveva tenuto una velocità di 84 km/h su di una strada ove il limite era di 70 km/h) e l’aver ricevuto in precedenza delle infrazioni per eccesso di velocità.

Tribunale Bari sez. lav., 13/05/2020, n.1247

Autostrade: configurabilità del rapporto di custodia 

Per le autostrade, per loro natura destinate alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, l’apprezzamento relativo alla effettiva possibilità del controllo alla stregua degli indicati parametri non può che indurre a conclusioni in via generale affermativa, e dunque a ravvisare la configurabilità di un rapporto di custodia ai sensi dell’art. 2051 c.c.

Tuttavia, nel caso di specie, se da una parte, può ritenersi provato che lo scoppio dello pneumatico dell’autovettura di proprietà dell’appellante avveniva a causa del pezzo di ferro presente sulla sede della carreggiata autostradale, dall’altra, può, altresì, ragionevole ritenere che il pezzo di ferro fosse stato perso da un autoveicolo di passaggio poco tempo prima del sinistro in cui rimaneva coinvolta l’autovettura dell’appellante, onde non appare ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente custode.

Tribunale Salerno sez. II, 09/02/2016, n.570

Ruota da gonfiare: pressione superiore a quella massima

In tema di responsabilità per danni da prodotto difettoso, gli obblighi gravanti sul produttore non possono ragionevolmente estendersi all’impiego di materiali, o all’adozione di cautele specifiche, tali da reggere anche ad un uso del prodotto univocamente prospettato all’utente come non conforme a minimali modalità di utilizzo, queste ultime a loro volta corrispondenti a regole di comune prudenza, non particolarmente gravose, né implicanti apprezzabili limitazioni nell’impiego del bene.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso la responsabilità del fabbricante per i danni subiti dall’attore a seguito dello scoppio dello pneumatico di una ruota di un carrellino pieghevole, che lo stesso danneggiato aveva gonfiato adoperando il compressore ad una pressione superiore di circa quattro volte a quella massima, chiaramente indicata sulla ruota da gonfiare).

Cassazione civile sez. III, 13/08/2015, n.16808

Scoppio dello pneumatico: inevitabilità del fatto dannoso

Il conducente di un veicolo a motore, per liberarsi dalla presunzione di colpa di cui all’art. 2054, comma 1, c.c., non può limitarsi ad allegare e provare che il sinistro sia stato preceduto dallo scoppio di uno pneumatico, ma ha l’onere di provare sia che lo scoppio non sia dovuto a difetto di manutenzione, sia che lo sbandamento seguito allo scoppio sia stato inevitabile ed abbia precluso qualsiasi manovra di emergenza.

Cassazione civile sez. III, 06/09/2012, n.14959

Scoppio dello pneumatico e morte dell’automobilista

Nel concetto di “malessere fisico” che, ai sensi dell’art. 157, comma 1, lett. d), c. strad., giustifica la sosta del veicolo sulla corsia di emergenza, devono intendersi anche la stanchezza ed il torpore premonitori del “colpo di sonno”, posto che il termine di “malessere” non può esaurirsi nella nozione di infermità incidente sulla capacità intellettiva e volitiva del soggetto come prevista dall’art. 88 c.p. o nell’ipotesi di caso fortuito di cui all’art. 45 c.p., bensì nel lato concetto di disagio e finanche di incoercibile necessità fisica anche transitoria che non consente di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione.

(In applicazione del principio la Corte ha escluso l’addebitabilità, al conducente di autoarticolato che sostava sulla corsia di emergenza, dell’evento mortale occorso ad automobilista che, per lo scoppio di un pneumatico, era andato ad urtare, nella corsia di emergenza, l’autoarticolato stesso).

Cassazione penale sez. IV, 13/03/2012, n.19170

Stato del fondo stradale e stato di usura dei copertoni

In materia di circolazione stradale, lo scoppio di un pneumatico, se costituisce talvolta evento fortuito, quale avvenimento impreveduto e imprevedibile, che esula completamente dalla condotta volontaria (dolosa o colposa) dell’agente, tuttavia può comportare colpa del conducente quando sia in relazione a cause note o ragionevolmente prevedibili dal conducente medesimo. Fra tali cause rientrano, oltre la qualità e lo stato del fondo stradale, lo stato di usura dei copertoni, la temperatura particolarmente elevata o la velocità in relazione alle caratteristiche, generali e particolari, del veicolo.

Cassazione civile sez. III, 11/06/2010, n.14068

Accertamento del nesso causale tra condotta illecita ed evento

La responsabilità di cui all’art. 2054, u.c., c.c., relativa alla circolazione dei veicoli, si configura in capo al conducente, al proprietario, all’usufruttuario, ovvero all’acquirente con patto di riservato dominio, ogniqualvolta il danno sia derivato da vizi di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo. Siffatta responsabilità oggettiva può essere vinta solo laddove tali soggetti provino che il danno è in realtà dipeso da causa diversa ed a loro non imputabile, senza che nessun rilievo in senso contrario possa assumere la impossibilità di rendersi conto del vizio o del difetto del veicolo mediante l’ordinaria diligenza.

Il difetto di manutenzione del veicolo, quale concausa nella determinazione del sinistro per cui è causa, è dato dall’utilizzo di uno pneumatico vetusto, caratteristica alla quale può ricondursi il principale motivo nello scoppio del medesimo e nella conseguente perdita di controllo del mezzo.

Invero, ai fini dell’accertamento del nesso causale tra condotta illecita ed evento non è indispensabile la dimostrazione di un rapporto di consequenzialità necessaria tra la prima ed il secondo, essendo sufficiente la sussistenza di un rapporto di mera probabilità scientifica, tale che il nesso causale può ritenersi sussistente non solo quando il danno possa ritenersi conseguenza inevitabile della condotta, ma anche quando ne sia conseguenza altamente probabile e verosimile.

Tribunale Milano, 16/06/2008

Scoppio di uno pneumatico posteriore e perdita di controllo della vettura

In tema di risarcimento danni derivanti dalla circolazione stradale, il caso fortuito, al pari della colpa del danneggiato o del terzo e della forza maggiore, qualora rappresenti l’unica causa che abbia determinato l’evento dannoso, fa venir meno la presunzione di colpa stabilita dall’art. 2054 c.c., in quanto non si può rispondere per colpa extracontrattuale di un fatto non preveduto che, secondo la comune esperienza e il normale svolgersi degli eventi, non sia neppure prevedibile. La prova del fortuito può essere fornita dal danneggiante anche a mezzo di presunzioni, purché gravi, precise e concordanti.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, escludente la responsabilità del conducente che aveva perduto il controllo della propria vettura sbandando e poi sconfinando nella corsia opposta ove era avvenuto l’impatto con altro autoveicolo, ritenendo provato presuntivamente – sulla base delle perfette condizioni della vettura, della velocità moderata della stessa e della presenza di un chiodo della grandezza di una penna a sfera nel pneumatico – che l’impatto fosse avvenuto a seguito e a causa dello scoppio di uno pneumatico posteriore, improvvisamente trapassato da un grosso chiodo).

Cassazione civile sez. III, 06/06/2006, n.13268

Sinistro stradale e diritto al risarcimento

In caso di incidente stradale provocato per presunzione dallo scoppio di un pneumatico, apparendo questo tagliato nell’immediatezza del sinistro, il danneggiato ha diritto al risarcimento dalla società commerciante di detti pneumatici in Italia, salvo quest’ultima fornisca nome e indirizzo della società produttrice.

Tribunale Roma sez. XIII, 01/03/2006

Scoppio di uno pneumatico e responsabilità del conducente

Lo scoppio di uno pneumatico costituisce una ipotesi di caso fortuito, la quale esonera da responsabilità il conducente, ai sensi dell’art. 45 c.p., a meno che il danneggiato non dimostri che lo scoppio sia ascrivibile a colpa del conducente (o del proprietario). In particolare, la responsabilità di tali soggetti sussiste allorché sia provato che il pneumatico era usurato, oppure che la velocità eccessiva, ad ancora che il fondo stradale era sconnesso.

Tribunale Roma sez. XII, 05/11/2004

Carenza di manutenzione del mezzo

In ipotesi di infortunio sul lavoro dovuto alla mancata adozione di misure antinfortunistiche, cui il datore di lavoro sia tenuto ai sensi dell’art. 2087 c.c., sussiste la responsabilità esclusiva del medesimo, che può venire meno solo in presenza di dolo o di “rischio elettivo” imputabile al dipendente (nella fattispecie la lesione – consistente nell’avulsione di un bulbo oculare del lavoratore conducente di autocisterna – risultava causata dallo scoppio di uno pneumatico del semirimorchio dovuto a carenza di manutenzione del mezzo, e non risultava in alcun modo censurabile il comportamento tenuto dal lavoratore, che anzi era intervenuto con l’apposito estintore per spegnere un principio di incendio evidenziato dal fumo che usciva da una delle ruote posteriori del semirimorchio).

Tribunale Milano, 14/03/2003

Esclusione della responsabilità del conducente del veicolo

Lo scoppio di un pneumatico integra il caso fortuito, concretando una componente causale di un evento (il sinistro) che, per imprevedibilità ed autonomia causale, esclude la responsabilità del conducente del veicolo.

Tribunale Milano, 16/09/1999



4 Commenti

  1. Tempo fa, andavo di fretta in autostrada. A guidare l’autovettura era il mio ex marito, alquanto spericolato alla guida… (immaginate come e quanto sia contrariata, perché oltretutto è molto distratto e abbiamo scampato un paio di gravi incidenti per grazia di Dio). Insomma, un bel giorno, durante le sue corse spericolate, nonostante le mie urla alla guida, di colpo sentiamo un boato…e l’auto inizia ad essere strana…Allora, lui rallenta, accostiamo e notiamo il problema alla gomma posteriore. Ho rischiato un infarto e abbiamo rischiato di schiantarci contro il guardrail in curva… Non so quale santo ci ha salvati. Insomma, poi ha cambiato la gomma e ha guidato in maniera decente

  2. Una bella domenica estiva, io e il mio fidanzato stavamo andando al mare. Quando, improvvisamente, in galleria, sentiamo un tonfo. Praticamente, lui riesce a tenere bene l’auto e a non andare fuori strada. Poi, ci fermiamo subito dopo la galleria. Era scoppiata una ruota. Ci siamo spaventati tantissimo. Erano i primi tempi che uscivamo insieme e quell’episodio lo ricordiamo ancora oggi dopo anni e anni di convivenza. Ci siamo presi una bella paura, ma lui è riuscito a rassicurarmi subito e a risolvere la situazione senza farsi prendere dal panico

  3. Devi pregare di non essere in autostrada e di non guidare ad una certa velocità, altrimenti è davvero difficile essere in grado di riuscire a gestire il veicolo. Poi, bisogna sempre far controllare le gomme della propria auto e guidare con prudenza nel rispetto della segnaletica stradale, altrimenti si rischia tanto. C’è chi ci ha perso la vita: Lo dico soprattutto ai giovani: Attenzione quando vi mettete alla guida. Le auto non sono dei giocattolini

  4. Una volta ho assistito a una scena da paura. Un camion in autostrada andava ad andatura normale, loro hanno tutti quegli apparecchi di controllo della velocità, quindi difficilmente sgarrano. Ad un certo punto, forse frena perché c’era un animale sulla carreggiata che è scappato, non saprei. Contemporaneamente, esplode una gomma. insomma, fa una scivolata e si mette di lato, scena da film. Il panico intorno a tutti noi che abbiamo rallentato di dietro. Mi sono spaventato a morte e oggi ho un po’ di paura e difficoltà a prendere l’autostrada. Fortuna che davanti al camion non c’era nessuno, ma se così fosse stato non ci sarebbe rimasto nulla

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