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Ammissione prova testimoniale: ultime sentenze

8 Agosto 2020
Ammissione prova testimoniale: ultime sentenze

Prove richieste dalle parti; potere del giudice di ammettere la prova ed assumerla nella stessa udienza di discussione; reclamo contro l’ordinanza del giudice istruttore.

Rinuncia alla prova testimoniale

Compete al Collegio in sede di reclamo per il controllo delle ordinanze istruttorie la stessa facoltà concessa all’istruttore di apprezzare la superfluità dell’escussione di altri testi e quindi la sufficienza degli elementi già acquisiti al giudizio; facoltà che sussiste anche nell’ipotesi in cui una parte rinunci alla prova testimoniale dedotta e l’altra non vi aderisca.

Cassazione civile sez. II, 04/11/1978, n.5008

Ammissibilità della prova testimoniale

La statuizione di ammissibilità della prova testimoniale, pur se contenuta in una sentenza non definitiva, ha la natura di ordinanza, limitandosi a provvedere, impregiudicata la decisione finale, in ordine all’ammissione delle prove richieste dalle parti; in quanto priva di efficacia decisoria, essa non può essere oggetto di impugnazione, segnatamente di ricorso per cassazione.

Cassazione civile sez. II, 19/03/2014, n.6426

Ordinanza ammissiva della prova testimoniale: revocazione

Va revocata l’ordinanza ammissiva della prova testimoniale perché superflua in quanto il contratto di appalto, nonché qualità, quantità e tempi di esecuzione dei lavori de quibus sono documentalmente provati dall’offerta firmata per accettazione prodotto dall’appaltatore contestualmente all’atto di costituzione e non disconosciuto dal committente e dai rapportini di cantiere, controfirmati, anch’essi non disconosciuti dal committente.

L’ordinanza anzidetta va, altresì, revocata nella parte in cui abilita l’opponente alla prova contraria, perché contrastante con il mancato formale disconoscimento dei rapportini di cantiere, ai sensi e per gli effetti degli artt. 214 e ss. c.p.c. ovvero, perché ammessa in violazione delta norma per cui la prova per testimoni non è ammessa se ha per oggetto patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento, per i quali si alleghi che la stipulazione è stata anteriore o contemporanea ex art. 2722 c.c.

Tribunale Bari sez. IV, 06/09/2012, n.2764

Omessa intimazione dei testimoni per l’udienza di discussione

Nel processo del lavoro, ove il procuratore del ricorrente (o, comunque, della parte interessata) – rimasto assente all’udienza fissata ai sensi dell’art. 415 c.p.c. – si sia limitato, nella successiva udienza fissata per l’audizione dei testi sulla prova chiesta dalla controparte, a chiedere il rinvio della causa “per prosieguo prova” senza chiedere espressamente l’esame dei testi non intimati da espletare in una successiva udienza, il giudice, anche in mancanza di un formale provvedimento di ammissione, deve dichiarare, in assenza di istanza della controparte perché si proceda all’esame e su preventiva eccezione di controparte, la decadenza dalla prova, derivando l’onere dell’intimazione dei testimoni – a prescindere da un formale provvedimento di ammissione della prova – direttamente dall’art. 420, comma 5, c.p.c., che attribuisce al giudice il potere di ammettere la prova ed assumerla nella stessa udienza di discussione. Tale meccanismo risponde ai principi – di ordine pubblico, immediatezza e concentrazione del processo del lavoro – di cui costituiscono espressione le disposizioni sulla immediata assunzione dei mezzi di prova e sul divieto delle udienze di mero rinvio.

Cassazione civile sez. lav., 08/04/2008, n.9136

La revoca del provvedimento ammissivo della prova testimoniale

In controversia soggetta alla disciplina successiva alla l. 26 novembre 1990 n. 353, la parte che si opponga all’ammissione di prova testimoniale, oltre a dover sollevare tempestivamente la sua eccezione, deve chiedere, in sede di precisazione delle conclusioni, la revoca del provvedimento ammissivo, che, in difetto di tale istanza, diviene definitivo, con conseguente preclusione della possibilità di dedurre la questione in sede d’impugnazione.

Cassazione civile sez. III, 24/11/2004, n.22146

La statuizione di ammissibilità della prova testimoniale

La statuizione di ammissibilità della prova testimoniale, pur se contenuta in una sentenza non definitiva, ha la natura di ordinanza, limitandosi a provvedere, impregiudicata la decisione finale, in ordine all’ammissione delle prove richieste dalle parti; in quanto priva di efficacia decisoria, essa non può essere oggetto di impugnazione, segnatamente di ricorso per cassazione.

Cassazione civile sez. I, 02/02/2001, n.1503

L’ordinanza istruttoria relativa all’ammissione di una prova

L’ordinanza istruttoria relativa all’ammissione di una prova, anche quando, al solo fine di decidere sull’ammissione del mezzo istruttorio e disponendo per l’ulteriore corso del processo, prenda in esame questioni attinenti a presupposti, condizioni processuali o profili di merito, è provvedimento tipicamente ordinatorio, con funzione strumentale e preparatoria rispetto alla futura definizione della controversia, privo come tale di qualunque efficacia decisoria e quindi insuscettibile di impugnazione davanti al giudice superiore, e tanto meno di ricorso per cassazione.

Cassazione civile sez. I, 04/05/1992, n.5238

Giudizio di primo grado: opposizione all’ammissione di una prova testimoniale

Qualora nel giudizio di I grado, la parte che si sia opposta all’ammissione di una prova testimoniale, non proponga reclamo contro l’ordinanza del giudice istruttore che la prova ammette in deroga ai limiti di valore previsti dall’art. 2721 c.c., nè chieda, in sede di conclusioni definitive, la revoca della detta ordinanza, la questione in ordine all’ammissibilità della prova, espletata in I grado, non può essere sollevata in grado di appello, restando, pertanto, precluso al giudice di II grado di dichiarare inammissibile quella prova e di omettere il relativo esame.

Cassazione civile sez. II, 19/10/1988, n.5682

Appello: l’ammissione di una prova testimoniale

Nell’ordinanza collegiale con cui il giudice di appello abbia ammesso una prova testimoniale e rimesso per l’espletamento di essa davanti all’istruttore, in mancanza di una espressa e precisa disposizione contraria, è da presumere l’osservanza della regola generale, ricavabile dal combinato disposto dagli art. 356 e 191 e segg, c.p.c., secondo cui il giudice, quando dispone l’assunzione o la rinnovazione di una prova, si limita a rimettere le parti ad un’udienza fissa davanti all’istruttore, spettando poi a questo ultimo di fissare l’udienza per l’espletamento della prova medesima.

Conseguentemente, non può essere dichiarata la decadenza della parte per non aver provveduto all’intimazione dei testi per l’udienza fissata dal collegio per la mera ripresa del processo davanti all’istruttore.

Cassazione civile sez. III, 20/03/1980, n.1864



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