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Ammissione prova testimoniale: ultime sentenze

22 Agosto 2022
Ammissione prova testimoniale: ultime sentenze

Prove richieste dalle parti; potere del giudice di ammettere la prova ed assumerla nella stessa udienza di discussione; reclamo contro l’ordinanza del giudice istruttore.

Indice

Contratto concluso oralmente

In materia di ammissibilità della prova, non integra violazione del primo comma dell’art. 2721 c.c. l’ammissione di prova testimoniale, anche se il valore dell’oggetto della regiudicanda ecceda il limite previsto da tale norma, allorché il giudice di merito ritenga verosimile la conclusione orale del contratto, tenuto conto -ai sensi del secondo comma dello stesso articolo – alla sua natura

Tribunale Livorno sez. I, 04/04/2022, n.310

Vizio di motivazione per omessa ammissione di un mezzo istruttorio

Il vizio di motivazione per omessa ammissione della prova testimoniale o di altra prova può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui esso investa un punto decisivo della controversia e, quindi, ove la prova non ammessa o non esaminata in concreto sia idonea a dimostrare circostanze tali da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito, di modo che la ratio decidendi risulti priva di fondamento.

Cassazione civile sez. II, 14/02/2022, n.4716

Omessa ammissione di una prova: vizio di motivazione

Il vizio di motivazione per omessa ammissione della prova testimoniale o di altra prova può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui esso investa un punto decisivo della controversia e, quindi, ove la prova non ammessa o non esaminata in concreto sia idonea a dimostrare circostanze tali da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito, di modo che la ratio decidendi risulti priva di fondamento.

Cassazione civile sez. II, 11/02/2022, n.4476

Divieto di ammissione della prova testimoniale

Nel concetto di patti aggiunti o contrari al contenuto del documento contrattuale, in relazione ai quali opera il divieto di ammissione della prova testimoniale di cui all’art. 2722 c.c., non rientrano quelle pattuizioni il cui contenuto od oggetto non risulti in alcun modo previsto dal contratto e che non possono, perciò, ritenersi comprese nel negozio consacrato nell’atto scritto, ma che non siano in contrasto con la volontà contrattuale precisamente e compiutamente espressa, così che la prova testimoniale deve ritenersi ammissibile quando essa non miri ad ampliare, modificare o alterare la disciplina obiettiva prevista nel contratto stipulato per iscritto ma abbia ad oggetto elementi di mera integrazione e chiarificazione del contenuto della volontà negoziale.

Ne consegue che, in caso di vendita di un immobile, quando il bene sia stato contrattualmente individuato, nella sua localizzazione e struttura, in modo sufficientemente certo, ma non ne sia stata precisata la consistenza e siano da escludere sia la vendita a corpo che quella a misura oppure di specie, è ammissibile la prova testimoniale volta ad accertare l’intervenuta pattuizione circa la misura del bene e la sua entità.

Cassazione civile sez. II, 20/01/2022, n.1742

Limiti alla prova testimoniale

Il divieto dell’ammissione della prova testimoniale stabilito dall’art. 2722 c.c., in ordine ai patti aggiunti o contrari al contenuto negoziale di un documento, riguarda solo gli accordi diretti a modificare ampliandolo o restringendolo, il contenuto del negozio, mentre il divieto non riguarda la prova diretta ad individuarne la reale portata attraverso l’accertamento degli elementi di fatto che determinarono il consenso dei contraenti.

Tribunale Milano sez. IV, 27/12/2021, n.10858

Mancata ammissione della prova testimoniale

La mancata ammissione della prova testimoniale può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui essa abbia determinato l’omissione di motivazione su un punto decisivo della controversia e, quindi, ove la prova non ammessa ovvero non esaminata in concreto sia idonea a dimostrare circostanze tali da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito, di modo che la ratio decidendi venga a trovarsi priva di fondamento.

Cassazione civile sez. II, 09/09/2021, n.24377

Prova testimoniale civile

La prova di determinate mansioni deve vertere sui nudi fatti del loro svolgimento e non sui connotati valutativi che, all’esito di un’istruttoria, consentono di ricavare la natura delle mansioni stesse, operazione – quest’ultima – interpretativa e, in quanto tale, demandata non ai testi, ma al giudice nel contraddittorio fra le parti.

(Nella specie, la S.C., ai fini dell’accertamento della natura giornalistica del rapporto di lavoro, ha affermato l’ammissibilità della prova testimoniale articolata su nudi fatti, correlati alle mansioni svolte in programmi “di frontiera” fra l’intrattenimento e l’informazione, spettando all’esito dell’istruttoria al giudice la verifica valutativa).

Cassazione civile sez. lav., 04/08/2021, n.22254

Vizio della sentenza

La mancata ammissione di un mezzo istruttorio (nella specie, prova testimoniale) si traduce in un vizio della sentenza se il giudice pone a fondamento della propria decisione l’inosservanza dell’onere probatorio ex art. 2697 c.c., benché la parte abbia offerto di adempierlo. (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva respinto la domanda di personalizzazione del danno non patrimoniale subito dalla madre della neonata deceduta, sebbene la parte avesse formulato capitoli di prova – poi non ammessi – volti a dimostrare le sofferenze patite in conseguenza del lutto).

Cassazione civile sez. III, 25/06/2021, n.18285

Inammissibilità prova testimoniale

L’inammissibilità della prova testimoniale, ai sensi degli articoli 2722 e 2723 del codice civile, derivando non da ragioni di ordine pubblico processuale, quanto dall’esigenza di tutelare interessi di natura privata, non può essere rilevata d’ufficio, ma deve essere eccepita dalla parte interessata, prima dell’ammissione del mezzo istruttorio.

Corte appello Bari sez. II, 01/06/2021, n.985

Prove atipiche e loro utilizzo nel processo civile

In tema di utilizzo nel processo di prove atipiche, il giudice civile, in assenza di divieti di legge, può formare il proprio convincimento anche in base a prove atipiche come quelle raccolte in un altro giudizio tra le stesse o tra altre parti, delle quali la sentenza ivi pronunciata costituisce documentazione, fornendo adeguata motivazione della relativa utilizzazione, senza che rilevi la divergenza delle regole, proprie di quel procedimento, relative all’ammissione e all’assunzione della prova.

Costituiscono prove atipiche, ad esempio, gli scritti provenienti da terzi a contenuto testimoniale; gli atti dell’istruttoria penale o amministrativa; i verbali di prove espletati in altri giudizi; le sentenze rese in altri giudizi civili o penali, comprese le sentenze di patteggiamento. In particolare costituiscono prove atipiche: le risultanze derivanti dagli atti delle indagini preliminari; le prove raccolte in un processo penale e, segnatamente, le dichiarazioni verbalizzate dagli organi di polizia giudiziaria in sede di sommarie informazioni testimoniali, e ciò anche se sia mancato il vaglio critico del dibattimento nel procedimento penale.

Corte appello Ancona sez. I, 07/05/2021, n.541

Acquisizione al fascicolo dibattimentale delle dichiarazioni rese dal teste

In tema di prova testimoniale, ai fini dell’acquisizione al fascicolo del dibattimento ex art. 500, comma 4, cod. proc. pen., delle dichiarazioni in precedenza rese dal teste che rifiuti di deporre, è richiesta la sussistenza di «elementi concreti» per ritenere che il predetto sia stato sottoposto a pressioni, desumibili da qualunque circostanza sintomatica della subita intimidazione, purché connotata da precisione, obiettività e significatività. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto immune da vizi la decisione acquisitiva dei giudici di merito, giustificata alla luce del contesto ambientale di provenienza della dichiarante, in precedenza sfruttata come prostituta, caratterizzato dall’utilizzo del rito “voodoo” per garantire la sottomissione delle vittime, inducendo in esse uno stato di gravissimo turbamento ed il timore di ritorsioni ai danni dei parenti rimasti nel Paese di origine).

Cassazione penale sez. III, 15/04/2021, n.19155

La scelta dei testimoni da assumere

In tema di prova testimoniale, la parte che abbia presentato una lista testi ritenuta sovrabbondante e che abbia esercitato la facoltà, attribuitale dal giudice, di scelta dei testimoni da assumere, non è legittimata a dedurre, in seguito, la nullità dell’esclusione di quelli non espressamente indicati, essendo stata la sua scelta liberamente esercitata, con conseguente assenza di ogni lesione del diritto di difesa.

Cassazione penale sez. III, 02/03/2021, n.16677

Capitoli di prova

In tema di prova testimoniale, l’apprezzamento circa la specificità dei capitoli di prova dedotti dalla parte istante deve essere compiuto dal giudice del merito, con adeguata motivazione, non solo alla stregua della loro formulazione letterale, ma ponendo il loro contenuto in relazione agli altri atti di causa e alle deduzioni delle altre parti.

Cassazione civile sez. III, 29/01/2021, n.2149

L’intempestiva citazione dei testimoni già ammessi dal giudice

In tema di prova testimoniale, l’intempestiva citazione dei testimoni già ammessi dal giudice non comporta la decadenza della parte dalla prova, in quanto nessuna norma processuale prevede un termine per la citazione dei testimoni, né contempla l’intempestività di tale citazione quale causa di decadenza dalla prova orale.

Cassazione penale sez. VI, 17/09/2020, n.28951

Domande utili al chiarimento dei fatti

In sede di assunzione della prova testimoniale, il giudice del merito non è un mero registratore passivo di quanto dichiarato dal testimone, ma un soggetto attivo partecipe dell’escussione, al quale l’ordinamento attribuisce il potere-dovere, non solo di sondare con zelo l’attendibilità del testimone, ma anche di acquisire da esso tutte le informazioni indispensabili per una giusta decisione, sicché egli non può, senza contraddirsi, dapprima, astenersi dal rivolgere al testimone domande a chiarimento, e, successivamente, ritenerne lacunosa la deposizione perché carente su circostanze non capitolate, sulle quali nessuno ha chiesto al testimone di riferire; in tale ipotesi, pertanto, la devalutazione della testimonianza fondata sul rilievo che il teste si è limitato a confermare la rispondenza al vero delle circostanze dedotte nei capitoli di prova senza aggiungere dettagli mai richiestigli, riposa su argomentazioni tra loro logicamente inconciliabili, sì da costituire motivazione solo apparente.

Cassazione civile sez. VI, 28/08/2020, n.17981

Mancata ammissione della prova testimoniale

La censura contenuta nel ricorso per cassazione relativa alla mancata ammissione della prova testimoniale è inammissibile qualora con essa il ricorrente si dolga della valutazione rimessa al giudice del merito, quale è quella di non pertinenza della denunciata mancata ammissione della prova orale rispetto ai fondamenti della decisione, senza allegare le ragioni che avrebbero dovuto indurre ad ammettere tale prova, nè adempiere agli oneri di allegazione necessari a individuare la decisività del mezzo istruttorio richiesto e la tempestività e ritualità della relativa istanza di ammissione.

Cassazione civile sez. lav., 20/07/2020, n.15409

Prova testimoniale: eccezione di inammissibilità e eccezione di nullità

L’inammissibilità della prova testimoniale, ai sensi degli articoli 2722 e 2723 del codice civile, derivando non da ragioni di ordine pubblico processuale, quanto dall’esigenza di tutelare interessi di natura privata, non può essere rilevata d’ufficio, ma deve essere eccepita dalla parte interessata, prima dell’ammissione del mezzo istruttorio; qualora, peraltro, nonostante l’eccezione d’inammissibilità, la prova sia stata egualmente espletata, è onere della parte interessata eccepirne la nullità, nella prima istanza o difesa successiva all’atto, o alla notizia di esso, ai sensi dell’articolo 157, secondo comma del codice di procedura civile, l’una eccezione, quella d’inammissibilità, non dovendo essere confusa con l’altra, quella di nullità, né potendo a essa sovrapporsi, perché la prima eccezione opera ex ante, per impedire un atto invalido, mentre la seconda agisce ex post, per evitare che i suoi effetti si consolidino.

Cassazione civile sez. II, 25/06/2020, n.12639

Denunciabilità per cassazione dell’omessa ammissione della prova testimoniale o di altro mezzo di prova: limiti
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La omessa ammissione della prova testimoniale o di altro mezzo di prova può essere denunciata per cassazione solo nel caso in cui essa abbia determinato l’omissione di motivazione su un punto decisivo della controversia e, quindi, ove la prova non ammessa ovvero non esaminata in concreto sia idonea a dimostrare circostanze tali da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito, di modo che la ratio decidendi venga a trovarsi priva di fondamento.

Cassazione civile sez. I, 07/02/2020, n.2978

La mancata citazione dei testi già ammessi dal giudice

In tema di prova testimoniale, la mancata citazione dei testimoni già ammessi dal giudice comporta la decadenza della parte dalla prova, poiché il termine per la citazione dei testimoni è inserito in una sequenza procedimentale che non ammette ritardi o rinvii dovuti alla mera negligenza delle parti ed ha, pertanto, natura perentoria.

Cassazione penale sez. V, 20/01/2020, n.17351

Assunzione di nuovi mezzi di prova nel processo penale

Il potere di disporre d’ufficio, l’assunzione di nuovi mezzi di prova, previsto dall’art. 507 c.p.p., può essere legittimamente esercitato dal giudice anche con riferimento a quelle prove in ordine alla cui ammissione si sia verificata la decadenza delle parti per omesso tempestivo deposito della lista testimoniale ai sensi dell’art. 468 c.p.p. E’ necessario però che in relazione a detta assunzione probatoria, disposta d’ufficio, sussista il requisito dell’assoluta necessità ai fini decisori.

Corte appello Ancona, 15/01/2020, n.28

Ricorso per Cassazione

In sede di ricorso per cassazione, qualora il ricorrente intenda lamentare la mancata ammissione da parte del giudice di appello della prova testimoniale – non ammessa in primo grado perché superflua e riproposta in secondo grado – deve dimostrare, a pena di inammissibilità, di aver ribadito la richiesta istruttoria in sede di precisazione delle conclusioni davanti al giudice di appello.

Cassazione civile sez. III, 13/09/2019, n.22883

Vizio di motivazione per omessa ammissione della prova

Il vizio di motivazione per omessa ammissione della prova testimoniale o di altra prova può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui esso investa un punto decisivo della controversia e, quindi, ove la prova non ammessa o non esaminata in concreto sia idonea a dimostrare circostanze tali da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito, di modo che la “ratio decidendi” risulti priva di fondamento.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza del Tribunale di rigetto della domanda di ammissione al passivo del credito senza espletamento di attività istruttoria sull’assunto dell’inidoneità probatoria dei documenti offerti, nonostante fosse stata chiesta anche l’ammissione della testimonianza del vettore per dimostrare l'”an” del credito e l’avvenuta consegna della merce).

Cassazione civile sez. VI, 17/06/2019, n.16214

Il ruolo delle dichiarazioni rese da terzi nel processo tributario

Nel procedimento tributario il contribuente ha a carico la possibilità di far  entrare tutte le dichiarazioni rese da terzi agli organi dall’Amministrazione Finanziaria, restando il divieto di ammissione della “prova testimoniale”, ex art. 7 del d. lgs. n. 546 del 1992, ed inoltre il contribuente stesso può introdurre dichiarazioni rese da terzi a suo favore in sede extra-processuale, poiché, grazie a tali dichiarazioni, si dà concreta attuazione ai principi del giusto processo e garantire così il principio supremo della parità delle armi processuali e quello dell’effettivo diritto di difesa.

Comm. trib. reg. Lecce, (Puglia) sez. XXIII, 23/01/2018, n.164

Ammissibilità della prova testimoniale

La statuizione di ammissibilità della prova testimoniale, pur se contenuta in una sentenza non definitiva, ha la natura di ordinanza, limitandosi a provvedere, impregiudicata la decisione finale, in ordine all’ammissione delle prove richieste dalle parti; in quanto priva di efficacia decisoria, essa non può essere oggetto di impugnazione, segnatamente di ricorso per cassazione.

Cassazione civile sez. II, 19/03/2014, n.6426

Omessa intimazione dei testimoni per l’udienza di discussione

Nel processo del lavoro, ove il procuratore del ricorrente (o, comunque, della parte interessata) – rimasto assente all’udienza fissata ai sensi dell’art. 415 c.p.c. – si sia limitato, nella successiva udienza fissata per l’audizione dei testi sulla prova chiesta dalla controparte, a chiedere il rinvio della causa “per prosieguo prova” senza chiedere espressamente l’esame dei testi non intimati da espletare in una successiva udienza, il giudice, anche in mancanza di un formale provvedimento di ammissione, deve dichiarare, in assenza di istanza della controparte perché si proceda all’esame e su preventiva eccezione di controparte, la decadenza dalla prova, derivando l’onere dell’intimazione dei testimoni – a prescindere da un formale provvedimento di ammissione della prova – direttamente dall’art. 420, comma 5, c.p.c., che attribuisce al giudice il potere di ammettere la prova ed assumerla nella stessa udienza di discussione. Tale meccanismo risponde ai principi – di ordine pubblico, immediatezza e concentrazione del processo del lavoro – di cui costituiscono espressione le disposizioni sulla immediata assunzione dei mezzi di prova e sul divieto delle udienze di mero rinvio.

Cassazione civile sez. lav., 08/04/2008, n.9136

La revoca del provvedimento ammissivo della prova testimoniale

In controversia soggetta alla disciplina successiva alla l. 26 novembre 1990 n. 353, la parte che si opponga all’ammissione di prova testimoniale, oltre a dover sollevare tempestivamente la sua eccezione, deve chiedere, in sede di precisazione delle conclusioni, la revoca del provvedimento ammissivo, che, in difetto di tale istanza, diviene definitivo, con conseguente preclusione della possibilità di dedurre la questione in sede d’impugnazione.

Cassazione civile sez. III, 24/11/2004, n.22146

La statuizione di ammissibilità della prova testimoniale

La statuizione di ammissibilità della prova testimoniale, pur se contenuta in una sentenza non definitiva, ha la natura di ordinanza, limitandosi a provvedere, impregiudicata la decisione finale, in ordine all’ammissione delle prove richieste dalle parti; in quanto priva di efficacia decisoria, essa non può essere oggetto di impugnazione, segnatamente di ricorso per cassazione.

Cassazione civile sez. I, 02/02/2001, n.1503

L’ordinanza istruttoria relativa all’ammissione di una prova

L’ordinanza istruttoria relativa all’ammissione di una prova, anche quando, al solo fine di decidere sull’ammissione del mezzo istruttorio e disponendo per l’ulteriore corso del processo, prenda in esame questioni attinenti a presupposti, condizioni processuali o profili di merito, è provvedimento tipicamente ordinatorio, con funzione strumentale e preparatoria rispetto alla futura definizione della controversia, privo come tale di qualunque efficacia decisoria e quindi insuscettibile di impugnazione davanti al giudice superiore, e tanto meno di ricorso per cassazione.

Cassazione civile sez. I, 04/05/1992, n.5238

Giudizio di primo grado: opposizione all’ammissione di una prova testimoniale

Qualora nel giudizio di I grado, la parte che si sia opposta all’ammissione di una prova testimoniale, non proponga reclamo contro l’ordinanza del giudice istruttore che la prova ammette in deroga ai limiti di valore previsti dall’art. 2721 c.c., nè chieda, in sede di conclusioni definitive, la revoca della detta ordinanza, la questione in ordine all’ammissibilità della prova, espletata in I grado, non può essere sollevata in grado di appello, restando, pertanto, precluso al giudice di II grado di dichiarare inammissibile quella prova e di omettere il relativo esame.

Cassazione civile sez. II, 19/10/1988, n.5682

Appello: l’ammissione di una prova testimoniale

Nell’ordinanza collegiale con cui il giudice di appello abbia ammesso una prova testimoniale e rimesso per l’espletamento di essa davanti all’istruttore, in mancanza di una espressa e precisa disposizione contraria, è da presumere l’osservanza della regola generale, ricavabile dal combinato disposto dagli art. 356 e 191 e segg, c.p.c., secondo cui il giudice, quando dispone l’assunzione o la rinnovazione di una prova, si limita a rimettere le parti ad un’udienza fissa davanti all’istruttore, spettando poi a questo ultimo di fissare l’udienza per l’espletamento della prova medesima.

Conseguentemente, non può essere dichiarata la decadenza della parte per non aver provveduto all’intimazione dei testi per l’udienza fissata dal collegio per la mera ripresa del processo davanti all’istruttore.

Cassazione civile sez. III, 20/03/1980, n.1864

Rinuncia alla prova testimoniale

Compete al Collegio in sede di reclamo per il controllo delle ordinanze istruttorie la stessa facoltà concessa all’istruttore di apprezzare la superfluità dell’escussione di altri testi e quindi la sufficienza degli elementi già acquisiti al giudizio; facoltà che sussiste anche nell’ipotesi in cui una parte rinunci alla prova testimoniale dedotta e l’altra non vi aderisca.

Cassazione civile sez. II, 04/11/1978, n.5008



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