Amministratore condominio trattiene i soldi: è reato?

30 Giugno 2020 | Autore:
Amministratore condominio trattiene i soldi: è reato?

Depositare sul conto corrente personale, anziché su quello condominiale, il denaro ricevuto dai condòmini fa scattare l’appropriazione indebita.

L’attività di amministratore di condominio è sempre più professionale e succede spesso che ciascun professionista si occupi contemporaneamente di più condomini. In questi casi è facile fare “confusione” tra le somme provenienti da un condominio con quelle degli altri immobili amministrati.

Non dovrebbe accadere, perché da alcuni anni la legge impone espressamente la tenuta di uno specifico conto corrente condominiale, intestato al condominio e non all’amministratore, sul quale devono confluire tutte le somme ricevute dai condòmini e transitare tutte le spese effettuate per conto del condominio.

Talvolta, però, accade che i soldi pagati dai vari proprietari e inquilini per le quote condominiali vengano depositate sul conto corrente personale dell’amministratore. In questi casi si configura il grave reato di appropriazione indebita e non è un’esimente il fatto che la gestione sia stata comunque regolare e il denaro non sia stato prelevato per esigenze personali.

Lo afferma una nuova sentenza della Cassazione [1] che ha confermato la condanna irrogata dalla Corte d’Appello proprio per il reato di appropriazione indebita [2] che punisce, su querela di parte, con la reclusione da 2 a 5 anni e con la multa da 1.000 a 3.000 euro chi, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro o di altre cose mobili altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso.

Nel caso deciso dalla Cassazione, la querela era stata sporta da alcuni condomini ed era emerso che l’amministratore aveva nella sua disponibilità le somme di denaro relative al pagamento delle quote condominiali, avvenuto nel corso del tempo. L’imputato aveva provato a difendersi sostenendo di aver praticato una «gestione contabile unica», ma il suo ragionamento non ha persuaso i giudici di merito e di legittimità: la circostanza che egli avesse compiuto «un atto di dominio sulla cosa e con la volontà espressa o implicita di tenere questa cosa come propria» è risultata decisiva a ritenere commesso il reato.

L’amministratore coinvolto non solo aveva tenuto depositate le somme versate dai condòmini sul suo conto corrente personale, ma al momento di cessazione dalla carica, avvenuto per sue dimissioni, non le aveva riversate al condominio se non in minima parte: in quel momento, si era manifestata quell’«interversione del possesso», cioè la volontà, penalmente rilevante, di appropriarsi del denaro.

Questo al di là delle intenzioni e nonostante i buoni propositi, perché la gestione era risultata comunque corretta e i versamenti eseguiti dai condòmini risultavano dai rendiconti periodici elaborati dall’amministratore: la responsabilità penale sussiste comunque e non viene elisa da tali considerazioni e circostanze.

In realtà, per violare la norma penale basta che vi sia stata una «confusione» fra le poste riferibili all’uno o all’altro condominio tra quelli amministrati dal professionista. Il denaro è per sua natura un bene fungibile e conta il vincolo di destinazione che gli si imprime a far rilevare la condotta illecita, senza che importi se si sia verificata o meno la «dispersione» delle somme così acquisite e depositate sul conto personale anziché su quelli intestati ai rispettivi condomìni.

Perciò, «l’amministratore di più condomini che senza autorizzazione faccia confluire i saldi dei conti attivi dei singoli condomìni su un unico conto di gestione, a lui intestato, risponde del reato di appropriazione indebita, a prescindere dalla destinazione finale del saldo cumulativo ad esigenze personali dell’amministratore o ad esigenze dei condomìni amministrati, in quanto tale condotta comporta di per sé la violazione del vincolo di destinazione impresso al denaro al momento del suo conferimento», è il severo giudizio che si legge in sentenza e che risulta conforme alle ultime sentenze emesse in materia.

Per esaminare le condotte illecite che può commettere l’amministratore leggi “appropriazione indebita dell’amministratore di condominio“, mentre per approfondire quali sono gli obblighi dell’amministratore di condominio con particolare riferimento alla rendicontazione, leggi anche gli articoli “poteri e doveri dell’amministratore di condominio” e “obblighi e responsabilità dell’amministratore di condominio“.


note

[1] Cass. sent. n. 19519/20 del 30 giugno 2020.

[2] Art. 646 Cod. pen.


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