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Palpeggiamenti: ultime sentenze

17 Maggio 2021
Palpeggiamenti: ultime sentenze

Atti insidiosi e rapidi riguardanti zone erogene su una persona non consenziente; piacere sessuale del soggetto agente; costringimento psico-fisico idoneo a superare la resistenza della vittima e limitarne la libertà di autodeterminazione.

Reiterati palpeggiamenti

Integra il reato di violenza sessuale e non quello di molestia sessuale la condotta consistente nel toccamento non casuale dei glutei, ancorché sopra i vestiti, essendo configurabile la contravvenzione solo in presenza di espressioni verbali a sfondo sessuale o di atti di corteggiamento invasivo e insistito, diversi dall’abuso sessuale (nella specie, le avances dell’imputato, che si erano concretizzate in palpeggiamento dei glutei della persona offesa, erano senz’altro idonee a compromettere la sfera sessuale della stessa e ad appagare gli istinti erotici dell’imputato, a nulla rilevando che i toccamenti fossero stati di breve durata, assumendo piuttosto rilievo, anche dal punto di vista soggettivo, il fatto che si fosse trattato di gesti non occasionali ma reiterati).

Cassazione penale sez. III, 20/10/2020, n.9146

Violenza sessuale: quali atti?

Devono considerarsi atti sessuali quelli che siano idonei a compromettere la libera determinazione della sessualità della persona o ad invaderne la sfera sessuale con modalità connotate dalla costrizione che può manifestarsi tramite violenza, minaccia, od abuso di autorità, o di inferiorità fisica o psichica. Tra tali atti possono ricomprendersi anche quelli insidiosi e rapidi riguardanti zone erogene su una persona non consenziente, come palpeggiamenti, sfregamenti, baci, che ben possono soddisfare o stimolare il piacere sessuale del soggetto agente.

Tribunale Taranto sez. II, 29/01/2020, n.1889

Palpeggiamenti e sfregamenti sulle parti intime

Integra la fattispecie criminosa di violenza sessuale nella forma consumata, e non tentata, la condotta che si estrinsechi in toccamenti, palpeggiamenti e sfregamenti sulle parti intime della vittima, o, comunque, su zone erogene suscettibili di eccitare la concupiscenza sessuale, anche in modo non completo e/o di breve durata, essendo a tal fine irrilevante che il soggetto attivo consegua la soddisfazione erotica (condanna per l’imputato che aveva costretto la vittima a subire atti sessuali consistiti nel palpeggiarla sulle natiche prima di appoggiarsi con violenza sul suo corpo).

Cassazione penale sez. III, 18/05/2018, n.49182

Avances sessuali 

La minaccia di un funzionario dell’ufficio di non rilasciare il certificato di abitabilità di un immobile se la vittima non avesse acconsentito ai palpeggiamenti configura il reato di tentata concussione qualora egli non riesca nel proprio intento.

Cassazione penale sez. VI, 15/02/2018, n.11369

Palpeggiamento del seno

Il palpeggiamento del seno, e, in genere, i toccamenti, i palpeggiamenti e gli sfregamenti nelle parti intime della vittima, senza il consenso della medesima, sebbene fulminei e al di sopra dei vestiti, integrano gli estremi del reato di violenza sessuale, in quanto sono atti diretti a mettere in pericolo la libertà di autodeterminazione del soggetto passivo nella sfera sessuale.

Tribunale Taranto sez. I, 21/07/2017, n.1550

Palpeggiamento dei glutei

In tema di reati sessuali, la condotta vietata dall’art. 609 -bis c.p. comprende, oltre ad ogni forma di congiunzione carnale, qualsiasi atto idoneo, secondo canoni scientifici e culturali, a soddisfare il piacere sessuale o a suscitarne lo stimolo, a prescindere dalle intenzioni dell’agente, purché questi sia consapevole della natura oggettivamente “sessuale” dell’atto posto in essere con la propria condotta cosciente e volontaria (fattispecie di palpeggiamenti sui glutei della vittima).

Cassazione penale sez. III, 02/02/2017, n.15245

Palpeggiamenti attraverso i vestiti

I palpeggiamenti, anche se avvenuti attraverso le vesti, assurgono ad atto sessuale e non a mero tentativo, tanto più se, come nella specie, gli indumenti indossati dalla vittima consistevano solamente in un leggero costume da bagno.

Cassazione penale sez. III, 03/02/2017, n.45531

L’impulso sessuale dell’agente

La nozione di atto sessuale comprende tutti gli atti che esprimono l’impulso sessuale del soggetto attivo e che invadono la sfera sessuale del soggetto passivo, inclusi toccamenti, palpeggiamenti, e sfregamenti delle parti intime, senza che, ai fini della consumazione del reato, sia necessario il conseguimento della soddisfazione erotica dell’agente.

Tribunale Bari sez. I, 11/03/2016, n.1225

Invalidità della vittima e violenza sessuale

Il reato di violenza sessuale (art. 609 bis c.p.) nei confronti di soggetto menomato consiste nello sfruttamento doloso da parte dell’autore del reato con il fine di accedere alla sfera intima ai fini del soddisfacimento degli impulsi sessuali.

(Nel caso di specie, la persona offesa, vittima di palpeggiamenti e toccamenti anche sotto gli indumenti era invalida al 100% in quanto affetta da sindrome depressiva con disturbi della personalità che la facevano ritenere non in grado di prestare un valido consenso).

Tribunale Bari sez. uff. indagini prel., 27/01/2016

Palpeggiamenti e toccamenti non limitati alle zone genitali

In tema di reati contro la libertà sessuale, integra la violazione dell’art. 609 bis qualsiasi forma di costringimento psico – fisico idoneo a superare la resistenza della vittima e a limitarne la libertà di autodeterminazione (Nella fattispecie il Tribunale di Firenze ha ritenuto integrato il reato di violenza sessuale anche in presenza di palpeggiamenti e toccamenti, non limitati alle zone genitali, perpetrate dall’imputato ai danni della vittima).

Tribunale Firenze sez. II, 09/12/2016, n.5440

Violenza sessuale e molestie sessuali: differenze

Le ripetute condotte di palpeggiamenti dei glutei e delle cosce della persona oggetto di attenzioni sessuali integrano il reato di violenza sessuale e non quello di molestie sessuali, il quale ricorre solo in presenza di espressioni verbali a sfondo sessuale o di atti di corteggiamento invasivo ed insistito diversi dall’abuso sessuale.

Cassazione penale sez. III, 17/04/2013, n.40973

Palpeggiamenti e congiunzione carnale

Anche la condotta di palpeggiamenti non seguita da congiunzione carnale può integrare l’ipotesi prevista dal comma 1 dell’art. 609 bis c.p. e non l’ipotesi lieve se la libertà di autodeterminazione della vittima e il suo stato d’animo siano stati gravemente compromessi e turbati.

(Nel caso di specie, in cui è stata riconosciuta l’integrazione del comma 1 dell’art. 609 bis c.p., si trattava di un palpeggiamento avvenuto dopo un breve inseguimento della vittima, che era scesa dall’autobus, terminato con percosse subite a causa della resistenza opposta, che portarono a lesioni al volto con trauma cranico).

Corte appello Roma sez. III, 17/01/2011, n.44



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9 Commenti

  1. Ci sono dei porci assurdi anche sugli autobus che con la scusa della folla allungano le mani sul fondoschiena. Roba da matti. E magari nel caos non sai neppure a chi dare la colpa

    1. La Cassazione ha confermato la condanna per un uomo che aveva molestato una signora, toccandole il fondoschiena. Per i giudici non vi sono dubbi sulla lettura dell’episodio: il palpeggiamento era stato sufficientemente invasivo dell’intimità della donna.Evidente, quindi, la consumazione del reato di «violenza sessuale», spiegano i giudici della Cassazione, poiché, come detto, «vi fu lascivo contatto con la zona erogena del fondoschiena della donna». Tale dato è decisivo, poiché «è sufficiente che il colpevole raggiunga le parti intime della persona offesa (zone genitali o comunque erogene), essendo indifferente che il contatto corporeo sia di breve durata o che la vittima sia riuscita a sottrarsi all’azione dell’aggressore o che quest’ultimo consegua» o meno «la soddisfazione erotica».Tirando le somme, anche il palpeggiamento del sedere è catalogabile come «violenza sessuale», poiché «l’elemento della violenza può estrinsecarsi anche nel compimento insidiosamente rapido dell’azione criminosa, tale da sorprendere la vittima e da superare la sua contraria volontà, così ponendola nell’impossibilità di difendersi».

  2. Ma che uomini sono quelli che cercano di fare i furbetti e tentano di approcciarsi a te allungando le mani senza che ancora non si siano creati i presupposti per avere una certa intimità. Bisogna rispettare i tempi della persona e instaurare un rapporto prima di andare oltre.. Certo che la colpa è anche di molte donne che non sanno più che significa il rispetto per se stesse e gli uomini pensano di poter fare quello che vogliono con tutte

  3. Se io non ti mando dei segnali chiari, tu devi stare al posto tuo altrimenti ti prendi un bel ceffone e una denuncia. Un conto è provarci,altra cosa è superare certi limiti senza che ti sia concesso dall’altra parte.

  4. Si vabbè ora vogliono fare tutte le finte sante, quando si girano più uomini contemporaneamente. Ho frequentato una ragazza. Ero molto preso, mi stavo innamorando. Poi,una volta le arrivano dei messaggi la sera… riesco a spiare con la coda dell’occhio e scopro che un tizio le scriveva messaggi provocanti. Un’altra volta mentre passeggiavamo, lei mi fa cambiare strada, dicendo che c’era un suo ex. Ex il cavolo. Lei si stava frequentando anche con quel ragazzo. Ben 3 uomini allo stesso tempo e faceva la finta innamorata con tutti. Ora, che stima si può avere di una così?

  5. Io credo che molti uomini non abbiamo ben compreso che cosa significa “NO” oppure “Basta”. Se una persona si lascia andare e poi ci ripensa, tu devi bloccarti… Non devi costringerla ad avere un rapporto che magari lei ha con te per paura che possa succederle qualcosa. Devono finire queste situazioni di violenza sessuale. Imparate a rispettare le donne e anche voi stessi perché non credo che siate più uomini costringendo una donna a venire a letto con voi

  6. Ma se un uomo fa la mano morta commette un reato? Cioè posso denunciarlo per violenza sessuale? Qui, scherzando scherzando, con gli scusa, ops e non volevo, molti uomini si sentono autorizzati ad allungare le mani e rimangono impuniti perché magari si pensa che non si tratti di un comportamento giuridicamente punito. Voi come la vedete?

    1. I luoghi affollati, come autobus e metro, sono quelli in cui la mano morta trova maggiore facilità di esecuzione. Ma, secondo la Cassazione, la calca non è una scusa per avvicinarsi alle zone intime di una donna. Né si può parlare di semplice “rozzezza culturale”. Il «toccamento non casuale dei glutei, o di altre parti anatomiche ‘sensibili’», è da catalogare, senza dubbio, come «violenza sessuale». Per chiarezza, poi, i giudici sottolineano che si sarebbe potuto parlare di «molestia» se ci si fosse trovati di fronte ad «espressioni verbali a sfondo sessuale» o ad «atti di corteggiamento invasivo». Ma qui sono in gioco non le parole ma i fatti. E questi contano mille volte di più. Almeno ai fini penali.

    2. Anche il palpeggiamento del sedere è catalogabile come «violenza sessuale», poiché «l’elemento della violenza può estrinsecarsi anche nel compimento insidiosamente rapido dell’azione criminosa, tale da sorprendere la vittima e da superare la sua contraria volontà, così ponendola nell’impossibilità di difendersi».

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