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Rettificazione di sesso: ultime sentenze

7 Aprile 2021
Rettificazione di sesso: ultime sentenze

Intervento chirurgico di riassegnazione dei caratteri sessuali; modificazione del nome; diritto all’identità personale.

La sentenza di rettificazione di sesso comporta l’automatico scioglimento del vincolo coniugale? Per scoprirlo, leggi le ultime pronunce giurisprudenziali.

L’attribuzione del nuovo nome

L’attribuzione del nuovo nome – pur non essendo espressamente disciplinata dalla legge 164/1982 – consegue necessariamente all’attribuzione di sesso differente, al fine di evitare una discrepanza inammissibile tra sesso e nome, come, peraltro si evince sia dall’art. 5 l. 164/82 (le attestazioni sono rilasciate con la sola indicazione del nuovo sesso e nome), sia dalla normativa in materia di stato civile (art. 35 DPR 3.11.2000 n. 396) che prevede che il nome di una persona deve corrispondere al sesso.

Tribunale Torino sez. VII, 21/09/2020, n.3095

Rettificazione dell’attribuzione anagrafica di sesso

In tema di procedimento di rettificazione dell’attribuzione anagrafica di sesso, il trattamento chirurgico non si configura come prerequisito necessario per accedere al procedimento di rettificazione, bensì come un possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico. Ne consegue che il giudice può autorizzare la rettificazione dei dati anagrafici al fine di assicurare la piena ed effettiva tutela della salute psicofisica della parte attrice nelle more dell’intervento.

Tribunale Civitavecchia sez. I, 25/06/2020, n.540

Unione civile e relativo scioglimento

L’unione civile, così come il matrimonio, può sciogliersi esclusivamente in presenza di una delle cause previste dalla legge, individuate nella morte o nella dichiarazione di morte presunta di una parte, nella rettificazione di sesso, in una delle cause previste dall’art. 3, n. 1, 2, lett. a), c), d), e) l. n. 898/1970 sul divorzio, ovvero, come nel caso di specie, nella manifestazione della volontà di scioglimento dell’unione resa da una o da entrambe le parti dinanzi all’ufficiale dello stato civile, con la precisazione che quest’ultima legittima la proposizione della domanda di scioglimento dell’unione decorsi tre mesi tra la predetta manifestazione di volontà e la proposizione della domanda ( nel caso di specie risultavano rispettate anche le formalità dell’invio della lettera raccomandata ed infine attesa la contumacia del resistente che ha impedito il tentativo di conciliazione e l’assenza di prole e di domande di contenuto economico il Tribunale non ha ritenuto di dover assumere altre statuizioni.)

Tribunale Milano sez. IX, 03/06/2020

Cambio di sesso ancora non completato

In tema di rettificazione di sesso, non rappresenta presupposto imprescindibile il trattamento chirurgico di modificazione dei caratteri sessuali anatomici primari allorché si accerti che non corrispondono più al sesso attribuito nell’atto di nascita i caratteri sessuali ed identitari attuali del ricorrente, così disponendo la rettificazione di attribuzione di sesso da maschile a femminile, con conseguente ordine all’Ufficiale di Stato Civile di provvedere alle necessarie rettifiche sul relativo registro.

Cassazione civile sez. I, 17/02/2020, n.3877

Attribuzione di nuovo nome e intervento chirurgico

Va accolta la domanda di rettificazione di sesso di colui che, a seguito della terapia ormonale, dei trattamenti cui si è sottoposto e degli aspetti psicologici comportamentali e fisici che presenta, che concorrono a comporre la sua identità di genere, abbia assunto lo status di “uomo – maschio”, con conseguente autorizzazione a sottoporsi a tutti i trattamenti medico-chirurgici che saranno necessari per adeguare i propri caratteri ed organi sessuali, primari e secondari, da femminili a maschili, nel rispetto del suo benessere psicofisico ed ordine all’ Ufficio Anagrafe del Comune di rettificare il certificato di nascita facendo constare, per mezzo di annotazioni, che il sesso ed il prenome della persona cui l’atto si riferisce devono leggersi ed intendersi rispettivamente come “maschile”.

Tribunale Pavia, 08/01/2020, n.13

Rettificazione di sesso di un coniuge: disciplina applicabile

In  assenza di normativa che contempli espressamente la possibilità di procedere alla conversione dell’atto di stato civile avente ad oggetto l’unione civile in atto di matrimonio per effetto di rettificazione di sesso da parte di uno dei due coniugi, deve ritenersi applicabile l’art. 70-octies Dpr 396/2000 a norma del quale: Nell’ipotesi di cui all’articolo 31, comma 4-bis, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, l’ufficiale dello stato civile del comune di celebrazione del matrimonio o di trascrizione se avvenuto all’estero, ricevuta la comunicazione della sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso, procede all’iscrizione dell’unione civile nel registro delle unioni civili con le eventuali annotazioni relative alla scelta del cognome ed al regime patrimoniale.

Tribunale Brescia sez. III, 17/10/2019, n.11990

Rettificazione di sesso all’anagrafe: è obbligatorio l’intervento chirurgico?

In tema di rettifica di sesso, l’esclusione del carattere necessario dell’intervento chirurgico ai fini della rettificazione anagrafica appare il corollario di un’impostazione che – in coerenza con supremi valori costituzionali – rimette al singolo la scelta delle modalità attraverso le quali realizzare, con l’assistenza del medico e di altri specialisti, il proprio percorso di transizione, il quale deve comunque riguardare gli aspetti psicologici, comportamentali e fisici che concorrono a comporre l’identità di genere. L’ampiezza del dato letterale dell’art. 1, comma 1, della legge n. 164 del 1982 e la mancanza di rigide griglie normative sulla tipologia dei trattamenti rispondono all’irriducibile varietà delle singole situazioni soggettive.

Tribunale Mantova sez. I, 21/04/2017

La sentenza di rettificazione di sesso

La sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso determina come automatica conseguenza, in assenza della dichiarazione congiunta delle parti di volere costituire una unione civile, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, con conseguente relativa annotazione sull’atto di matrimonio.

Tribunale Milano sez. IX, 23/10/2017, n.10622

Trattamenti clinici altamente invasivi o pericolosi

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, l. 14 aprile 1982 n. 164 (Norme in materia di rettificazione di sesso) sollevata, in riferimento agli art. 2, 3, 32, 117, comma 1, cost., quest’ultimo in relazione all’art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata e resa esecutiva con la l. 4 agosto 1955 n. 848.

Corte Costituzionale, 05/11/2015, n.221

Domanda di rettificazione di sesso: la competenza territoriale

La competenza per la domanda di rettificazione di sesso e conseguentemente del nome deve essere proposto secondo quanto stabilito inconfutabilmente dall’art. 2 della legg n. 164 del 1982 e attualmente dall’art. 31, secondo comma del d.lg. n. 150 del 2011, nel luogo di residenza dell’attore. L’annotazione costituisce un adempimento successivo, dovuto all’ordine contenuto nel dispositivo della pronuncia di rettificazione di sesso. Non può, pertanto, applicarsi il criterio di radicamento della competenza territoriale stabilito nell’art. 96 del d.p.r. n. 396 del 2000, da utilizzarsi soltanto per i ricorsi rivolti a rettificare una precedente annotazione o a procedere alla ricostituzione, la cancellazione o la formazione di un atto dello stato civile, non essendo stata richiesta alcuna di queste domande nella fattispecie.

Cassazione civile sez. I, 18/06/2015, n.12638

Rettificazione di sesso proposta da un minore

È inammissibile per mancanza di legittimazione attiva l’azione per la rettificazione di sesso proposta da un minore in quanto privo della capacità di agire; egualmente inammissibile è l’azione proposta dal genitore esercente la potestà trattandosi di azione strettamente personale.

Tribunale Catania, 12/03/2004

Condizioni per l’accoglimento della richiesta di rettificazione di attribuzione di sesso

Sotto il profilo procedimentale la l. n. 164 del 1982 prevede in via ordinaria che l’intervento medico chirurgico di adeguamento dei caratteri sessuali venga effettuato previa autorizzazione giudiziale, ma al tempo stesso consente a norma dell’art. 1, la rettificazione di sesso in forza di sentenza passata in giudicato a seguito di intervenute modificazioni dei caratteri sessuali. Pertanto, nel momento in cui si rileva che l’atto di autorizzazione, si inserisce nell’ambito del giudizio per la rettificazione di sesso, senza connotati di autonomia, deve escludersi che costituisca un presupposto processuale o una condizione dell’azione, dovendo essere emesso quando è necessario ed avendo comunque, per oggetto, non già l’esercizio dell’azione, bensì l’espletamento di un’attività materiale, cioè l’intervento medico chirurgico.

Alla luce dei principi espressi dalla Corte cost. nella sentenza del 24 maggio 1985 n. 161, deve ritenersi obiettivo non contrastante con l’ordinamento, la modificazione chirurgica del sesso, nell’ipotesi di conflitto irriducibile fra connotati fisici e aspetti individualizzanti di ordine psichico sessuale. In tale ipotesi la modificazione chirurgica del sesso ha natura terapeutica, e non è di per sè atto illecito. Di conseguenza può essere valutata anche a posteriori la sussistenza delle condizioni per l’accoglimento della richiesta di rettificazione di attribuzione di sesso e del prenome.

Tribunale Milano, 05/10/2000

La necessità di rettificazione del nome

In sede di rettificazione di sesso – che comporta la necessità di corrispondente rettificazione del nome – non è possibile modificare radicalmente il nome stesso, adottandone un altro, essendo necessario azionare all’uopo la diversa procedura dettata dall’art. 158 dell’ordinamento dello Stato civile che disciplina il vero e proprio cambiamento del nome.

Tribunale Ancona, 04/11/1990

Pronuncia di rettificazione di sesso

Per quanto concerne il nuovo nome da assumere, a seguito della pronuncia di rettificazione di sesso, pur trattandosi di adempimento dell’ufficiale si stato civile in sede di esecuzione della sentenza, non occorre una ulteriore e successiva dichiarazione dell’interessato, ogniqualvolta il medesimo, contestualmente alla domanda chiedeva al giudice di ordinare la rettifica del nome facendone idonea e legittima indicazione.

Tribunale Messina, 05/12/1985



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