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La parcella dell’avvocato: in quanto tempo si prescrive?

4 Novembre 2013
La parcella dell’avvocato: in quanto tempo si prescrive?

La prescrizione presuntiva per i crediti del professionista è di tre anni, mentre ha 10 anni il cliente per far valere la responsabilità dell’avvocato.

 

Gli avvocati (e qualsiasi altro professionista) hanno un tempo piuttosto ristretto per poter richiedere il pagamento della parcella al cliente moroso. Tale termine (che viene detto “termine di prescrizione”) è di tre anni. In altre parole, scaduto tale periodo, il cliente potrà opporre un secco rifiuto al professionista che gli chieda il pagamento dell’onorario. E, anche ammettendo che quest’ultimo ottenga un decreto ingiuntivo dal tribunale (infatti, il giudice potrebbe ugualmente concederlo), il cliente potrà opporsi, eccependo la prescrizione e quindi non dovendo pagare alcunché.

 

Da quando decorrono i tre anni?

I tre anni decorrono dall’esecuzione della prestazione.

 

Cosa si intende con “esecuzione”?

In caso di giudizio può coincidere con la sentenza passata in giudicato, con l’accordo conciliativo o la revoca del mandato. Al contrario, per i procedimenti non terminati si fa riferimento all’ultima attività svolta nell’interesse del cliente, da valutare caso per caso.

In questo arco temporale dei tre anni non deve essere intervenuto alcun “atto interruttivo” da parte del presunto creditore. Sono “atti interruttivi”, per esempio, una raccomandata con cui si sollecita il pagamento, la notifica di un decreto ingiuntivo o di una citazione.

Dopo l’atto interruttivo, il decorso del termine triennale si interrompe e ricomincia a decorrere da capo.

Queste regole non valgono solo per avvocati, ma per qualsiasi altro professionista: geometri, ingegneri, commercialisti, notai, consulenti del lavoro, medici, ecc.

La natura presuntiva della prescrizione

In verità, la prescrizione triennale del professionista si dice che ha una natura “presuntiva”: ossia si presume che il debitore abbia pagato il credito offrendo semplicemente la prova dell’avvenuto decorso del termine. Ciò perché si tratta di prestazioni – quelle dei professionisti – il cui pagamento avviene, nella normale pratica commerciale, in maniera immediata o comunque in tempi brevi.

Quindi la legge “presume” che, dopo tre anni, certamente il creditore avrà chiesto l’adempimento e il debitore abbia pagato.

Il fatto però che “si presuma” il pagamento non implica che esso sia realmente avvenuto.

Ed infatti il creditore può dimostrare in causa che il cliente non lo ha davvero pagato. Insomma, per il creditore non è detta l’ultima parola. davvero

Il professionista, quindi, deve dimostrare davanti al giudice la mancata soddisfazione del proprio credito. Non si tratta, però, una cosa facile. Tale prova, infatti, può essere fornita solo in un modo, peraltro particolarmente difficile: ossia, con un giuramento (cosiddetto “giuramento decisorio”) del cliente. Il debitore, cioè, deve ammettere (o meglio, giurare) davanti al giudice che non ha pagato il professionista. Se il debitore giura di aver pagato, il creditore perde la causa e non potrà pretendere alcunché. Al contrario, se il debitore giura di non aver pagato, il professionista potrà richiedere il pagamento.

Se il debitore giura il falso, il giudice dovrà comunque ritenere avvenuto il pagamento e il creditore vedrà prescritto il proprio diritto. In altre parole, anche se mente, il cliente vince la causa.

A questo punto il creditore potrebbe iniziare una causa per falsa testimonianza in sede penale. Ma essa non avrebbe alcun effetto sull’esito dell’azione civile per il recupero del credito, che ormai non potrebbe essere più messa in discussione.

Al massimo, il creditore potrà chiedere il risarcimento del danno nei confronti del cliente spergiuro.

Conseguenza, dunque, della prestazione di falso giuramento da parte del debitore è che il creditore perde definitivamente il suo diritto, potendo invece far valere il diritto al risarcimento del danno in sede penale o, qualora il reato sia già estinto, in sede civile, sotto forma  di danno morale, ma deve comunque provare il falso del suo ormai ex cliente.

L’alternativa

Se il cliente non vuole sottoporsi al rischio di essere chiamato davanti al giudice e dover giurare, dovrà attendere i termini della prescrizione ordinaria, che si compie dopo 10 anni.

Si è detto, infatti, che quella dei tre anni è la cosiddetta “prescrizione presuntiva”.

Decorso il decennio, il credito del professionista è definitivamente prescritto e non può essere più “riesumato”.

E l’azione nei confronti dell’avvocato?

Al contrario, per quanto riguarda l’azione per il risarcimento del danno che può far valere il cliente nei confronti dell’avvocato, in caso di responsabilità di quest’ultimo per condotta inadempiente e non diligente, il termine di prescrizione è di 10 anni. In altre parole, il cliente ha 10 anni per chiedere il risarcimento del danno.

La Cassazione, a riguardo, ha precisato [1] che tale termine inizia a decorrere non dal momento in cui la condotta del professionista ha determinato il danno, ma da quando il danno si è manifestato all’esterno ed è stato percepibile dal cliente.


note

[1] Cass. sent. n. 16658 del 27.07.2007.


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8 Commenti

  1. e’ quando il ,pagamento viene effettuato senza aver ricevuto la relativa fattura da perte dell’avvocato in sede di causa come si fa’ a dimostrare l’avvenuto pagamento dell’onorario ?

  2. ho lo stesso problema con il mio avvocato per cortesia mi potrebbe dare alcuni chiarimenti in merito la ringrazio
    distinti saluti
    Giuseppe FALCONE

  3. buonasera.
    ho un analogo problema: ho una prima fattura per quanto concerne un pagamento in acconto, mentre mi manca la fattura a saldo nonostante il pagamento effettuato.
    ora -a distanza di 4-5 anni- l’avvocato mi richiede il pagamento a saldo!!! ovvio che non posso dimostrare nulla (tra l’altro, l’altro attore con me partecipante alla causa è deceduto due anni fa).
    grazie per un eventuale supporto.

  4. Buongiorno,
    l’avvocato che mi ha difeso in una causa civile conclusasi nel 2004 mi chiede il saldo dopo 12 anni. A tempo debito avevo già effettuato il saldo su richiesta del mio legale, ma il professionista non aveva emesso la fattura dell’avvenuto saldo. Vorrei saper come comportarmi essendo trascorsi oltre 10 anni dalla sentenza passata in giudicato

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