Confronto con Agenzia delle Entrate: come si fa

1 Luglio 2020 | Autore:
Confronto con Agenzia delle Entrate: come si fa

Partono da oggi le nuove regole sul contraddittorio preventivo per gli avvisi di accertamento che lo richiedano. Ecco come funziona.

Entrano in vigore da oggi le nuove regole sul contraddittorio preventivo. In pratica, e prima di emettere un avviso di accertamento che richieda un previo confronto con l’Agenzia delle Entrate, il Fisco deve convocare il contribuente con un invito a comparire.

Bisognerà fare riferimento agli atti datati e sottoscritti da oggi in poi dal titolare dell’ufficio, o da un suo delegato. Significa che, nel caso in cui vengano notificati atti sottoscritti con data 01.07.2020 non preceduti da un invito a comparire e/o da un contraddittorio con l’ufficio, tali atti possono essere dichiarati nulli, sempre che si ricada nell’ambito applicativo della nuova disposizione.

Le nuove regole sul contradittorio preventivo destano non poche perplessità, perché tendono a favorire il Fisco sia sul numero delle cause di nullità, sia perché concedono all’Agenzia maggiori tempi per l’emissione dell’atto impositivo.

I casi in cui può essere richiesto il contradittorio si riferiscono alle rettifiche, suscettibili di definizione, relative alle imposte sui redditi, addizionali, ritenute, imposte sostitutive, Irap, Iva, Ivie e Ivafe. Sono, invece, esclusi gli atti relativi alle altre imposte indirette, pure suscettibili di adesione (imposte sulle successioni e donazioni, registro, ipotecarie e catastali).

Esclusi anche – e questo è il punto – tutti gli accertamenti parziali ai fini delle imposte sui redditi, e quelli Iva relativi a rettifiche basate su elementi certi e diretti, che non presuppongono ricostruzioni induttive o utilizzo delle presunzioni.

Per quanto riguarda il modo in cui si svolge «l’interrogatorio» o, per usare un termine più morbido, il confronto con l’Agenzia delle Entrate, finora è stata preferita la modalità a distanza per questioni di sicurezza sanitaria, vista l’emergenza coronavirus ancora in atto. È probabile che molti uffici continuino ad utilizzare questo sistema, che presuppone (per chi ne dispone) l’utilizzo della Pec anziché della posta elettronica ordinaria.

Come si fa il confronto con l’Agenzia? Prima di tutto, l’ufficio identifica il contribuente o il suo rappresentante grazie all’invio della copia di un documento di identità e della procura a favore del professionista che lo assiste, nel caso il cui l’ufficio non ce l’avesse. L’invio viene fatto tramite Pec o e-mail.

Dopodiché, parte il contraddittorio preventivo via telefono o in video conferenza. Come nei confronti «in presenza», è possibile presentare memorie e produrre documenti, sempre via e-mail o Pec. Le memorie possono essere, comunque, allegate al verbale di contradittorio, il che farebbe venire meno la necessità di una telefonata o dela videochiamata.

L’esito del confronto viene riportato nel verbale del contraddittorio, dando atto delle modalità di svolgimento dello stesso e indicando gli indirizzi Pec o mail che saranno utilizzati per il successivo scambio del documento. Viene così inviata una prima bozza al contribuente o al suo rappresentante del verbale per una condivisione a distanza, utilizzando gli stessi canali telematici.

Fatte le eventuali correzioni o integrazioni, viene predisposta la versione definitiva. Il contribuente o il suo rappresentante deve sottoscriverlo con una sigla su tutte le pagine, farne una scansione ed inviarlo via Pec o e-mail all’Agenzia delle Entrate. Il verbale viene così firmato anche dal funzionario e rinviato definitivamente (con protocollo) al contribuente. La sottoscrizione può avvenire anche con firma digitale, per evitare la scansione e gli ulteriori passaggi.

L’intera procedura a distanza si deve concludere preferibilmente nello stesso giorno.



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