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Controllati se faremo versamenti o prelievi in banca superiori a 2500 euro

4 Novembre 2013
Controllati se faremo versamenti o prelievi in banca superiori a 2500 euro

Scatta la verifica se si raggiungono 2.500 euro di spesa, purché si utilizzino banconote di grosso taglio da 200 e 500 euro.

Dal 1° gennaio scatta un nuovo tipo di controllo nei confronti dei cittadini: banche, poste, istituti di pagamento, fiduciarie e, insomma, ogni altro intermediario finanziario saranno obbligati a effettuare una “verifica rafforzata” ogni volta che un loro cliente effettui depositi, prelievi e operazioni di pagamento, per importi unitari superiori a 2.500 euro, ciò però a patto che tale limite sia superato utilizzando banconote di grosso taglio (200 euro e 500 euro).

Per esempio, la verifica dovrà essere effettuata in caso di un versamento di 3mila euro, utilizzando sei banconote da 500 euro, mentre non dovrà essere adottata se vengono usate cinque banconote da 500 euro e cinque da 100 euro.

L’obbligo di verifica scatta indipendentemente dalla circostanza che l’operazione preveda, oltre all’importo di 2.500 euro, l’utilizzo di altri tagli più piccoli di 500 e 200 euro.

Secondo il provvedimento della Banca d’Italia 3 aprile 2013, l’utilizzo di banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) comporta un maggiore rischio di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo, in quanto favorisce le transazioni finanziarie non tracciabili.

Inoltre, il ricorso frequente e per importi significativi a banconote di grosso taglio espone il possessore a rischi di furto, smarrimento, deterioramento.

In cosa consiste la “verifica rafforzata”?

Gli intermediari finanziari dovranno effettuare specifici approfondimenti, anche con il cliente, al fine di verificare che le ragioni di queste operazioni consentano di escludere la connessione delle stesse con fenomeni di riciclaggio.

Quindi, ad esempio, potranno essere acquisite informazioni relative a familiari, conviventi, società, soggetti in affari con il cliente; per le operazioni occasionali, potranno essere acquisite informazioni sulla natura e lo scopo delle stesse.

In mancanza di ragionevoli motivazioni, la banca dovrà astenersi dall’effettuare l’operazione e/o non potrà proseguire il rapporto continuativo già in essere. Inoltre, dovrà valutare se inviare una segnalazione di operazione sospetta alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria.



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