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Incauto acquisto: cos’è

2 Luglio 2020 | Autore:
Incauto acquisto: cos’è

Sospetto sulla provenienza di un bene: quando scatta il reato di incauto acquisto? Qual è la differenza con la ricettazione?

Acquistare un bene a prezzo scontato è reato. O meglio, può diventarlo, nel caso in cui il prodotto sia di provenienza sospetta. Si tratta del reato di incauto acquisto, che punisce chiunque, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquista o riceve a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per la entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato. Insomma: se è troppo bello, non può essere vero (cioè legale). Ma cos’è l’incauto acquisto?

Il problema dell’incauto acquisto si pone non solo in riferimento ai casi in cui può scattare questo reato, ma anche con riguardo a un reato apparentemente simile ma molto più grave: sto parlando della ricettazione. Quando scatta l’incauto acquisto? Qual è la differenza con la ricettazione? Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prenditi cinque minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è l’incauto acquisto e quando si integra il reato.

Il reato di incauto acquisto

L’incauto acquisto è punito dalla legge [1] con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore a dieci euro. Il reato scatta nel momento in cui si acquista un bene che, per le proprie qualità, per le condizioni del venditore o per il prezzo, faccia sorgere in una persona di normale ragionevolezza il sospetto che l’oggetto provenga da un reato.

Dunque, affinché si integri il reato di incauto acquisto occorre che ricorrano almeno due requisiti:

  • uno di tipo oggettivo, riguardante il bene o le condizioni del venditore;
  • uno di tipo soggettivo, riguardante il sospetto che deve (o meglio, dovrebbe) sorgere nell’acquirente circa la provenienza del bene.

Analizziamo ciascuno di questi aspetti.

Le qualità del bene oggetto di incauto acquisto

Si rischia di incorrere nell’incauto acquisto quando si compra un bene che, per le proprie qualità, debba far sorgere il sospetto che esso provenga in qualche modo da un reato.

Ad esempio, costituirebbe un incauto acquisto la compera di una cosa difficilmente reperibile sul mercato per via del suo valore (oggetti preziosi, monili, dipinti pregiati, ecc.) oppure delle sue caratteristiche (pensa alle armi, oppure ad oggetti di sofisticata tecnologia militare, oppure ancora a cose ideate per commettere crimini).

Le condizioni del venditore

L’incauto acquisto può sorgere anche nel momento in cui il sospetto sulla liceità della provenienza del bene non sorga per via delle caratteristiche intrinseche dell’oggetto, ma per le condizioni del venditore. In questo caso, l’attenzione si sposta dal bene oggetto di compravendita all’offerente.

Quando le condizioni del venditore sono idonee a far sorgere dubbi sulla provenienza illecita del bene? È presto detto: pensa a colui che venda beni preziosi in strada, oppure che si nasconda in vicoli bui oppure nel retro di un locale.

Ancora, le condizioni dell’offerente devono destare sospetto anche per come lo stesso si presenti: pensa a colui che vende un prezioso orologio Rolex lasciando intravedere la pistola che nasconde in tasca.

Le condizioni del venditore o dell’offerente possono riferirsi anche all’attività lavorativa effettivamente svolta: pensa a colui che acquista una costosa bicicletta ancora non messa in commercio da chi lavora proprio nella fabbrica che le produce (è facile pensare che questi l’abbia rubata e poi rivenduta).

L’entità del prezzo nell’incauto acquisto

Infine, l’elemento che forse più di ogni altro è motivo di sospetto della legittima provenienza del bene è il prezzo. Acquistare un capo di marca a pochi euro deve sicuramente far sorgere il dubbio sulla liceità della provenienza del prodotto; stesso dicasi per il prezioso orologio venduto a pochi spiccioli.

A tal proposito, la Suprema Corte [2] ha stabilito che l’incauto acquisto sussiste solo quando viene accertata una differenza sproporzionata tra il valore del bene e la somma corrisposta per l’acquisto.

I sospetti sulla provenienza illecita del bene

Perché si integri il reato di incauto acquisto occorre non solo che ricorra una delle condizioni oggettive viste nei precedenti paragrafi, ma anche tali condizioni siano idonee a ingenerare nell’acquirente il fondato sospetto circa l’illegittima provenienza del bene stesso.

Affinché si integri il reato, però, non serve che l’acquirente si sia necessariamente interrogato sulla liceità della provenienza: è sufficiente che l’acquisto avvenga in condizioni che oggettivamente avrebbero dovuto destare sospetto, utilizzando come modello di riferimento una persona di media avvedutezza.

Dunque, se una persona particolarmente ingenua e poco avveduta acquista su una bancarella un Rolex a cinquanta euro non nutrendo alcun tipo di sospetto in merito alla compravendita, risponderà ugualmente del reato di incauto acquisto anche se era perfettamente in buona fede.

Alla luce di ciò, possiamo affermare che il reato di incauto acquisto scatta a prescindere dalla effettiva consapevolezza della natura sospetta dell’affare: è sufficiente che le circostanze siano oggettivamente idonee a far sorgere dubbi sulla liceità della provenienza del bene acquistato affinché il reato si integri.

La differenza con la ricettazione

Molto simile all’incauto acquisto è la ricettazione [3]. Quest’ultimo è un grave delitto che punisce chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare.

La differenza con l’incauto acquisto è labile ma c’è: colui che si macchia di ricettazione deve avere più di un semplice sospetto circa l’illecita provenienza del bene. In altre parole, il ricettatore deve avere la consapevolezza (quasi certezza) della probabile provenienza delittuosa del bene, col fine di trarne un vantaggio (ad esempio, l’acquisto a prezzo stracciato di un bene molto prezioso).

Dunque, se per far scattare il reato di ricettazione è necessaria la malafede (che si traduce nell’impossibilità di dimostrare la provenienza dell’oggetto), nell’incauto acquisto viene punita la semplice colpa, l’indifferenza da parte dell’acquirente circa le ragioni per cui gli è stata proposta una vendita sospetta.

Si ricade nell’incauto acquisto quando il soggetto abbia agito con negligenza nel senso che, pur sussistendo oggettivamente il dovere di sospettare circa l’illecita provenienza dell’oggetto, egli non si è posto il problema ed ha, quindi, colposamente realizzato la condotta vietata.

Quando non c’è ricettazione?

La giurisprudenza [4] ha escluso sussista il dolo tipico della ricettazione quando vi siano alcuni elementi che facciano pensare alla volontà assolutamente trasparente dell’acquirente di comperare un bene in piena legalità, elementi che possono essere costituiti anche dal canale di acquisto e dalle trasparenti modalità di pagamento.

In questo senso, dunque, acquistare online tramite canali sicuri (Amazon, E-bay, ecc.) è circostanza che, in genere, esclude la ricettazione, soprattutto se il pagamento della merce è avvenuto con metodi tracciabili.


note

[1] Art. 712 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 19548/2020.

[3] Art. 648 cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 41448 del 16.08.2018.

Autore immagine: Depositphotos.com


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