La miglior dieta secondo gli esperti

1 Luglio 2020
La miglior dieta secondo gli esperti

Bocciate le iperproteiche, che promettono di ottenere risultati in poco tempo: «Rischiose e non efficaci nel lungo periodo».

Qual è la miglior dieta? Gli esperti non hanno dubbi: incoronano la mediterranea e lanciano l’allarme sui rischi delle iperproteiche. La tentazione di seguirne una per perdere più chili possibili in poco tempo è forte, soprattutto per i ritardatari all’appuntamento con la prova costume. Ebbene: a loro rischio e pericolo di non ottenere benefici a lungo termine. L’analisi è contenuta in una ricerca di cui ci parla l’agenzia di stampa Adnkronos. È stata realizzata dal Gruppo giovani della Società italiana di nutrizione umana (Sinu) e pubblicata su Advances in Nutrition. Passando in rassegna gli studi condotti su 11 modelli alimentari, suggeriti da altrettante diete popolari, l’équipe ha concluso che la dieta mediterranea è risultata la migliore per gestire il peso e prevenire malattie croniche, prima fra tutte il diabete di tipo 2.

La ricerca

Gli studiosi ne hanno analizzato i benefici, in concorrenza con diete di tendenza come low carb, iperproteiche, ipolipidiche, paleolitiche, dieta Zona, mima-digiuno, vegetariana, nordica, portfolio, Dash. Sono stati considerati tutti gli interventi dietetici per i quali, in letteratura, sia presente almeno una meta-analisi di studi d’intervento condotti su adulti e con un confronto con diete di controllo. I parametri valutati, oltre al peso, sono stati l’indice di massa corporea, i livelli ematici di colesterolo totale, Ldl, Hdl e trigliceridi, quelli di glucosio, insulina, emoglobina glicata e pressione arteriosa.

Secondo Monica Dinu, autrice dello studio e ricercatrice presso il Dipartimento di Medicina sperimentale e clinica all’Università di Firenze, «la ricerca suggerisce che, a prescindere dal tipo di dieta utilizzato, è la riduzione dell’apporto energetico a tradursi quasi sempre in una perdita di peso. L’effetto sui fattori di rischio cardiometabolico, invece, appare più eterogeneo».

I pericoli delle diete drastiche

Non solo. Sono emersi possibili effetti collaterali di diete drastiche o squilibrate. «Le diete iperproteiche o la dieta paleolitica, per esempio, non solo non risultano più efficaci rispetto ad altre nel promuovere la perdita di peso nel lungo periodo, ma possono indurre effetti indesiderati su alcuni parametri rilevanti, primo tra tutti il profilo lipidico. Per altri modelli alimentari, come la dieta vegetariana o la dieta nordica, le evidenze a supporto sono ancora troppo limitate. Mentre – conclude l’esperta – la dieta mediterranea e la Dash (Dietary Approaches to Stop Hypertension) sono risultate le più bilanciate».

Il problema delle diete iperproteiche, quindi, è quello di poter avere conseguenze negative sulla salute e di non assicurare il mantenimento della perdita di peso nel lungo periodo.

Bassa qualità degli studi scientifici

Gli autori dello studio invitano inoltre a riflettere sul fatto che l’81% dei lavori scientifici analizzati è risultato di qualità bassa o molto bassa. I criteri con cui sono state definite le diete di intervento e le diete di controllo sono risultati molto eterogenei, rendendo piuttosto difficoltoso il confronto tra i diversi protocolli.

Alcuni autori, per esempio, definivano low-carb una dieta in cui la percentuale di energia proveniente da carboidrati era pari o inferiore al 45%; altri utilizzavano percentuali molto inferiori o, addirittura, non indicavano la quantità di carboidrati inclusi. Non solo: nella maggior parte delle meta-analisi erano stati inclusi sia soggetti sani e sia soggetti con patologie, a volte nemmeno specificate.



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