Coronavirus, l’America sta lasciando il mondo senza farmaci

1 Luglio 2020
Coronavirus, l’America sta lasciando il mondo senza farmaci

Gli Stati Uniti di Donald Trump fanno incetta di Remdesivir, uno dei due medicinali che finora hanno dimostrato di funzionare contro il Covid.

America first, nonostante gli appelli all’unità nella lotta a una piaga mondiale come il Coronavirus. È un’inchiesta del Guardian a fare luce sul comportamento a dir poco anticollaborativo degli Stati Uniti di Donald Trump. Secondo il quotidiano britannico, gli Usa avrebbero comprato praticamente tutte le scorte rimaste di Remdesivir, l’antivirale ritenuto un valido aiuto per contrastare le forme più gravi di infezione da Sars-CoV-2.

Acquisti online per accaparrarsi le forniture, dichiara Andrew Hill, senior visiting reserach fellow della Liverpool University, intervistato dal giornale inglese: «Gli Usa – ha detto Hill – hanno acquistato virtualmente tutte le scorte per i prossimi tre mesi di uno dei due farmaci che hanno dimostrato di funzionare contro Covid-19, senza lasciare praticamente nulla a Regno Unito, Europa o alla maggior parte del resto del mondo». L’ennesima dimostrazione che l’America di Trump non è esattamente tagliata per la cooperazione.

Il mondo a bocca asciutta

Al momento, solo due medicinali hanno dimostrato di funzionare nella cura del Covid. Uno è il desametasone (ne abbiamo parlato qui: “Coronavirus, il farmaco che sembra funzionare“; “Coronavirus, l’Oms: «Abbiamo un farmaco che può salvare vite»”), un antinfiammatorio steroideo già autorizzato e venduto in molti Stati e particolarmente economico. L’altro è Remdesivir, prodotto da Gilead, primo farmaco approvato dalle autorità regolatorie negli Usa per curare pazienti affetti da Covid.

Ora il rischio di carenze per chi si ammala in Europa e in altri Paesi del mondo e avrebbe bisogno del farmaco è praticamente certo. «Le prime 140mila dosi, fornite per le sperimentazioni farmacologiche in tutto il mondo, sono state esaurite – si legge sul quotidiano britannico – e l’amministrazione Trump ha ora acquistato più di 500mila dosi, che è tutta la produzione di Gilead per luglio e il 90% di agosto e settembre».

Schiaffo all’Europa e alla cooperazione

Uno schiaffo all’Europa e ai plurimi richiami alla collaborazione da parte della presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen. «La cooperazione mondiale e gli sforzi multilaterali di solidarietà sono l’unica strada efficace e praticabile per vincere la battaglia che il mondo sta combattendo. Le azioni che indeboliscono i risultati internazionali devono essere evitate», ha dichiarato Von Der Leyen all’indomani dell’annuncio degli Stati Uniti di voler interrompere i rapporti con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Priorità Usa: l’accesso al popolo americano

Negli Stati Uniti, d’altra parte, si festeggia quello che il segretario Usa alla Salute Alex Azar definisce «un accordo straordinario per garantire agli americani l’accesso al primo medicinale autorizzato per Covid-19. Per quanto possibile vogliamo garantire che ogni paziente americano che abbia bisogno di Remdesivir possa riceverlo. L’amministrazione Trump sta facendo tutto ciò che è in nostro potere per apprendere di più sulle terapie salvavita per Covid-19 e per assicurare l’accesso al popolo americano», ha dichiarato il segretario Usa alla Salute Alex Azar.

L’Oms promette chiarezza sul contratto Usa

Intanto, sulla vicenda oggi è intervenuta l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), durante la consueta conferenza stampa per fare il punto sull’andamento dei contagi nel mondo. «Dobbiamo assicurarci che tutti abbiano accesso a trattamenti salvavita come Remdesivir – ha spiegato Mike Ryan, capo del programma per le emergenze sanitarie Oms -. Siamo impegnati a capire l’esatta natura del contratto di fornitura del farmaco anti-Covid-19 negli Stati Uniti e nello stringere accordi di licenza e di produzione per un accesso equo a terapie come questa».



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