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Come faccio a omologare i cerchi

12 Settembre 2020 | Autore:
Come faccio a omologare i cerchi

Modifica dei sistemi ruota: l’omologazione, la documentazione occorrente per l’aggiornamento della carta di circolazione e le sanzioni previste.

La materia relativa al montaggio su un veicolo, di un sistema ruota diverso, cioè di cerchi/pneumatici di dimensioni differenti rispetto a quelli riportati nel libretto di circolazione, è regolamentata dal così detto decreto ruote [1]. Grazie a tale decreto sono state snellite le pratiche per l’installazione di cerchi/ruote più grandi degli originali ed è possibile l’omologazione dei cerchi in lega, dei pneumatici o di entrambi. Prima dell’entrata in vigore della normativa sopra richiamata, invece, era necessario richiedere il nulla osta alla casa produttrice, indicando il modello e il tipo di cerchio o il pneumatico sostitutivo. La casa produttrice verificava la fattibilità della sostituzione e, all’esito, rilasciava un’apposita autorizzazione oppure rifiutava la modifica per incompatibilità.

L’iter burocratico era, quindi, lungo e farraginoso tanto che in molti effettuavano il montaggio di un sistema ruota differente senza considerare le indicazioni del produttore circa la capacità del veicolo di sopportare e gestire cerchi/ruote di dimensioni maggiorate rispetto a quelle originali.

Se ti stai chiedendo come faccio ad omologare cerchi/ruote differenti da quelli già in dotazione al mezzo, non devi fare altro che seguire l’apposita procedura contenuta nel decreto, evitando così di incorrere nelle sanzioni previste in caso di inosservanza.

Quali sono le novità introdotte dal decreto ruote

Il decreto sopra richiamato consente di equipaggiare il proprio veicolo con cerchi/ruote diversi rispetto a quelli in dotazione del mezzo, che devono essere appositamente omologati.

All’uopo si possono distinguere due differenti tipologie di omologazione:

  1. l’omologazione italiana Nad, rilasciata dal ministero dei Trasporti;
  2. l’omologazione europea UN/ECE124, rilasciata dalla Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite.

Alla stregua delle normativa oggi vigente se si monta sul veicolo un cerchio/pneumatico omologato Nad non è neccesario richiedere il nulla osta della casa produttrice.

Viceversa, se si installa un prodotto non omologato Nad, il quale comunque presenta l’omologazione UN/ECE124, bisogna osservare quanto espressamente riportato nel libretto di circolazione.

In altre parole, il decreto ruote permette l’istallazione di cerchi/ruote con una dimensione maggiore o minore da quella originale solo se si tratta di sistemi ruote omologati Nad. La combinazione cerchio/pneumatico scelta deve essere stata appositamente omologata e deve riportare in maniera visibile sulla ruota installata, il numero progressivo di omologazione rilasciata dal ministero dei Trasporti.

Il veicolo deve rientrare nell’”ambito di impiego”, (in inglese fitment list), che è una lista nella quale sono indicati tutti i veicoli per i quali un determinato cerchio è stato omologato, le dimensioni dei pneumatici che si possono montare e gli elementi di fissaggio.

Se per il cerchio X non è indicato un determinato modello di veicolo, allora non sarà possibile richiedere l’omologazione. Se, invece, si vuole cambiare solo il modello della ruota senza modificarne le dimensioni, bisogna acquistare un prodotto omologato UN/ECE124.

A quali veicoli non si applica il decreto ruote

Il decreto ruote non è retroattivo. Pertanto, non si applica ai veicoli immatricolati in epoca antecedente al 1° gennaio 2015.

Ne consegue che a tali mezzi si possono montare cerchi di qualsiasi tipo, le cui dimensioni devono comunque essere conformi all’equilibrio strutturale del veicolo. Il sistema ruota cioè non deve sporgere dal passaruota e deve essere incluso all’interno della sagoma del veicolo. Le misure dei pneumatici, altresì, devono rientrare in quelle indicate nel libretto.

Tuttavia, ai veicoli immatricolati tra il 1° gennaio 2015 e il 1° ottobre dello stesso anno, data di entrata in vigore del decreto ruote, si applicano regole ancora diverse, essendo prevista una deroga.

A tali mezzi, infatti, si possono montare cerchi di qualunque tipologia, che non sporgono dal passaruota e rientrano nella sagoma del veicolo purché importati in Italia entro il 30 novembre 2014 da produttori iscritti nel registro tenuto dal ministero dei Trasporti. In ogni caso, tutti i veicoli che non rientrano nell’ambito di applicazione del decreto ruote, devono richiedere il nulla osta alla casa madre per montare ruote di dimensioni differenti.

Se la modifica viene comunque effettuata nonostante il parere negativo del costruttore, si commette una violazione punita con apposite sanzioni amministrative. Installare cerchi o pneumatici non consentiti determina, infatti, ripercussioni notevoli sulla stabilità e sulla sicurezza dei veicoli.

Qual è la documentazione necessaria per l’omologazione

Per il montaggio del sistema ruota diverso dall’originale è opportuno rivolgersi ad un gommista specializzato, il quale deve fornire una serie di documenti e certificati da tenere sempre a bordo del veicolo insieme al libretto di circolazione.

In particolare, il gommista deve consegnare:

  1. il certificato di conformità, detto anche COC;
  2. la dichiarazione di corretto montaggio.

Il primo viene rilasciato dal produttore e viene consegnato insieme al cerchio. La seconda, denominata anche Allegato E, viene rilasciata dal gommista che effettua il montaggio.

In particolare, per quanto attiene il montaggio di pneumatici di dimensioni diverse, va tenuto presente che il codice di velocità e l’indice di carico degli stessi devono sempre essere pari oppure superiori ai valori indicati nel libretto di circolazione.

Quando occorre aggiornare la carta di circolazione

Quando si monta un sistema ruota differente dall’originale, in alcuni casi bisogna aggiornare la carta di circolazione. Infatti, se nel certificato di conformità sono indicate delle misure già presenti nel libretto di circolazione, non va fatta alcuna modifica ma è sufficiente portare con sé nel veicolo, i documenti rilasciati dal gommista al momento dell’installazione, ovvero il COC e la dichiarazione di corretto montaggio.

Viceversa, se nel libretto di circolazione non sono riportate le misure indicate nel certificato di conformità, il proprietario del veicolo deve darne comunicazione alla Motorizzazione civile competente per territorio, consegnando la documentazione dalla quale è possibile evincere il lavoro eseguito e presentando il modulo scaricabile dal sito www.ilportaledellautomobilista.it.

Prima di procedere con l’installazione del nuovo sistema ruota sulla vettura, bisogna prenotare presso la Motorizzazione civile, il collaudo, richiedendo un permesso che consente la circolazione temporanea con i cerchi/ruote di misure diverse, in attesa che venga aggiornato il libretto.

La documentazione da presentare per l’aggiornamento è la seguente:

  • il certificato di conformità;
  • la dichiarazione di corretto montaggio;
  • le ricevute di pagamento dei bollettini postali, il cui importo varia da Regione a Regione. Di solito si tratta di un versamento di 25 euro + uno di 16 euro.

In particolare, per l’allegato E è fondamentale che il gommista che procede al montaggio, abbia l’officina ubicata nella stessa Provincia della Motorizzazione civile alla quale ci si rivolge per effettuare la modifica del libretto di circolazione. Ciò consente di effettuare i controlli necessari in modo più celere.

La richiesta di documentazione ulteriore da parte della Motorizzazione civile è da considerare arbitraria ed illegittima. In tal senso, ha stabilito il ministero dei Trasporti con una circolare apposita [2].

E’ consigliato tenere a bordo del veicolo la copia di entrambi i documenti (COC e Allegato E) anche dopo la modifica del libretto, da esibire in caso di controllo da parte delle forze di polizia.

Come va controllata l’omologazione degli pneumatici

Il decreto ruote prevede che tutti i sistemi ruota, sia quelli omologati Nad sia quelli omologati UN/ECE 124, riportino sul cerchio, in maniera visibile, il numero dell’omologazione.

Nel primo caso sulla ruota viene applicato uno speciale adesivo, appositamente pensato per evitare le contraffazioni, oltre ad essere stampigliato il numero di omologazione.

Nel secondo caso, invece, il numero deve essere stampigliato sulla ruota in maniera indelebile e permanente.

Quali sanzioni sono previste per l’inosservanza del decreto ruote

Il decreto ruote prevede l’applicazione di specifiche sanzioni amministrative per chi contravviene alle normative previste per il montaggio dei sistemi ruota e per chi vende tali sistemi non omologati.

Il codice della strada prevede che chiunque produce o mette in commercio un veicolo non conforme al tipo omologato è soggetto, se il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 868 euro a 3.471 euro. Inoltre, è prevista la confisca del veicolo anche nel caso in cui il sistema ruota sia stato già installato [3].

Chiunque viene trovato alla guida di un veicolo senza la documentazione di bordo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 42 euro a 173 euro. Quando si tratta di ciclomotori la sanzione è ricompresa tra 26 euro e 102 euro [4].

Se il soggetto contravvenzionato, senza giustificato motivo non ottempera all’invito dell’autorità di presentarsi, entro il termine stabilito nell’invito medesimo, ad uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti ai fini dell’accertamento delle violazioni amministrative, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 431 euro a 1.734 euro. A detta violazione consegue l’applicazione, da parte dell’ufficio dal quale dipende l’organo accertatore, della sanzione prevista per la mancanza del documento da presentare, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti [5].

Inoltre, chiunque circola con un veicolo al quale sono state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 431 euro a 1.734 euro. Le violazioni suddette importano la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione [6].


note

[1] D.M. n. 20 del 10.01.2013, entrato in vigore il 1.10.2015.

[2] Direzione generale Motorizzazione civile – circolare del 14.04.2016.

[3] Art. 77 co. 3 cod. strada.

[4] Art. 180 co. 7 cod. strada.

[5] Art. 180 co. 8 cod. strada.

[6] Art. 78 co. 3 e 4 cod. strada.


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