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L’Italia non vuole entrare nel Patto di Stabilità con l’Europa

2 Luglio 2020 | Autore:
L’Italia non vuole entrare nel Patto di Stabilità con l’Europa

L’Ue preme per riprendere le regole di risanamento entro la primavera 2021. Ma per il ministro Gualtieri «non è in linea con le previsioni attuali».

Prima o poi bisognerà tornare al Patto di Stabilità dell’Ue, sospeso per via dell’emergenza coronavirus. Lo ha appena ricordato la Commissione europea, che ha chiesto agli Stati membri di prepararsi entro la prossima primavera a rimettere in moto il meccanismo di risanamento della finanza pubblica. L’Italia, però, ha risposto «picche»: secondo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, «è evidente che tornare a una meccanica applicazione delle regole del Patto di Stabilità nel 2021 non appare in linea con le previsioni attuali». Si vuole restare fuori, insomma. Per ora, il nostro Governo è più concentrato – tra le altre cose – sui livelli di deficit e di debito. Tra oggi e domani, il Piano nazionale di riforma darà delle risposte in merito, per definire il programma di rilancio con cui l’Italia si candiderà ai fondi europei.

«È possibile conciliare una politica di ripresa degli investimenti con la riduzione del debito pubblico», ha commentato ieri in audizione alla Camera il ministro Gualtieri. Il Governo punta sugli obiettivi di avanzo primario, che le bozze del Piano di riforma definiscono «ambiziosi», grazie anche ad una ripresa che proprio attraverso i soldi dell’Europa sarebbe trainata da investimenti pubblici in risalita sopra quota 3% del Pil nei prossimi quattro anni.

Bruxelles, comunque, ritiene che quando si parla di un ritorno al Patto di Stabilità non si possa voltare la testa e guardare altrove. Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, è necessario sapere quando fare una analisi della situazione. «Ora l’incertezza è troppo grande – ammette Dombrovskis – ma ci torneremo in autunno per prendere decisioni allora o in primavera». Tempi e modi non vanno sottovalutati, avverte il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni: «Dobbiamo essere politicamente molto saggi per andare gradualmente verso una diversa politica di bilancio».

Per ora, nessuno chiede il ritorno alle regole del Patto, ma appare evidente che i partner europei vorranno fare prima o poi una seria e necessaria analisi della situazione. Anche perché stanno per arrivare degli aiuti piuttosto consistenti che non devono apparire come un’occasione per abbandonare la presa sui conti pubblici nazionali.

Occorrerà, comunque, stare attenti a non rimanere politicamente isolati nella nuova Europa che si sta ridisegnando. Tanto più che in autunno potrebbe pesare come un macigno sull’Italia il debito pubblico, proprio nel momento in cui Dombrovskis chiederà di tornare a discutere del possibile ripristino nella primavera 2021 delle regole del Patto di Stabilità.

Nel frattempo, e mentre l’Italia ha già detto che vuole stare alla larga dal Patto, bisognerà vedere come si muove da presidente di turno dell’Unione la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha iniziato ieri il suo mandato semestrale. Le priorità sono il nuovo bilancio comunitario 2021-2027 ed il Recovery Fund che garantisce al nostro Paese parecchi soldi per la ripartenza. Trovare un accordo non sarà una passeggiata, e non soltanto per l’atteggiamento dei cosiddetti Paesi Frugali, ma anche per quello proprio dell’Italia sul Mes. Se anche l’intesa verrà trovata – e la si troverà – la credibilità del Governo Conte ne risentirà da un punto di vista negoziale, viste le guerre intestine al suo interno. E questo potrebbe avere delle ripercussioni piuttosto negative quando si continuerà a chiedere aiuto all’Europa.



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