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Malattia lavoro: codice V07 e periodo di comporto

4 Luglio 2020
Malattia lavoro: codice V07 e periodo di comporto

Durante l’emergenza COVID, a causa di un mio problema pregresso di immunodeficienza, rientro nella categoria di persone appartenenti a “lavoratori fragili”. Con il decreto Cura Italia, vista la mia patologia e la tutela della legge 104 comma 3 art. 1 di cui io sono in possesso, tutti i miei certificati medici sono stati emessi dal mio medico curante con il codice a tutela V07.

Con tale codice la malattia è equiparata a ricovero ospedaliero. Data la particolare situazione sono preoccupata della mia tutela a livello lavorativo, vorrei una conferma che la malattia che sto facendo con il codice a tutela V07, equiparata a ricovero ospedaliero, mi garantisca e mi tuteli nel mantenere il posto di lavoro, e che non ne possa avere ripercussioni.

Ai sensi dell’art. 26, comma secondo, del d.l. n. 18/2020 (convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27), successivamente modificato dall’art. 74 del cosiddetto Decreto Rilancio (D.l. 19 maggio 2020, n. 34), fino al 31 luglio 2020, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché per i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 87, comma 1, primo periodo, del presente decreto ed é prescritto dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilità o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali di cui sopra, i cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di competenza, nel medesimo certificato.

Alla luce di ciò, l’assenza, certificata a norma dell’articolo 26, comma 2 del succitato Decreto Legge Cura Italia, è equiparata, dal punto di vista giuridico ed economico, al ricovero ospedaliero; pertanto, l’assenza non è computata ai fini del comporto.

Sul punto è peraltro intervenuta una circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri (del 27 marzo 2020) che ha fatto ulteriore chiarezza sull’art. 26 del d.l. 18/2020, in particolar modo sugli organi competenti a rilasciare la certificazione medica.

La circolare si concentra sulla definizione di “competenti organi medico legali” ed evidenzia che risultano preposti al rilascio di tali certificazioni sia i medici di base che i medici convenzionati con il Ssn la cui qualificazione giuridica è legalmente riconosciuta.

Ed infatti, prosegue la circolare, un’interpretazione restrittiva di tale norma comporterebbe la possibilità di rilasciare la certificazione richiesta esclusivamente al servizio di medicina legale delle Asl, con l’effetto di complicare inutilmente “le modalità e le tempistiche di accesso al beneficio, paradossalmente aumentando la circolazione” di soggetti particolarmente esposti al contagio da COVID-19.

Pertanto, alla stregua dell’interpretazione autentica fornita, le aziende saranno tenute a recepire i suddetti certificati medici rilasciati dal medico di base in cui, usualmente, è apposto il codice V07 (persone con necessità di isolamento, altri rischi potenziali di malattie e misure profilattiche).

Inoltre, sempre ai sensi dell’art. 26 del DL n. 18/2020, il relativo periodo di assenza sarà equiparabile al ricovero ospedaliero di cui all’art. 19 del DL n. 9/2020 e, pertanto, non sarà computabile nel comporto.

Dunque, tirando le fila di quanto detto sinora, l’articolo 26 comma 2 del D.L. n. 18 del 17 Marzo 2020 (così come convertito in legge e successivamente modificato) concede la possibilità di assentarsi per malattia (a scopo precauzionale in quanto soggetti vulnerabili):

  • a coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di soggetti svantaggiati con connotazione di gravità (ai sensi della legge 104/92, art. 3 comma 3);
  • a coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di soggetti svantaggiati senza connotazione di gravità (ai sensi della legge 104/92, art. 3 comma 1) solo se:
    • immunodepressi;
    • oncologici;
    • con necessità di terapie salvavita connesse a questi stati morbosi.

Per questi soggetti il periodo di malattia è equiparato alla ospedalizzazione, o alla quarantena, e tale periodo non è computabile ai fini del comporto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



2 Commenti

  1. salve, non è chiaro se dopo il 31 luglio 2020 sia stata prorogata la malattia v07 fino alla scadenza dello stato di emergenza al 15 ottobre 2020, alcuni dicono che sia possibile fino al 10 agosto in attesa del nuovo dpcm agosto che farà chiarezza, altri che non ci sia nessuna proroga. Qualcuno ha notizie certe in merito? grazie

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