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Isee: come far uscire il figlio dal nucleo familiare?

4 Luglio 2020
Isee: come far uscire il figlio dal nucleo familiare?

Avrei la necessità di separare un figlio di 22 anni dal nostro nucleo familiare con l’unico intento di fargli aver un Isee (suo) senza reddito.

Vorrei pertanto spostare la sua residenza presso un’altra casa dove abita – già da un anno – un altro figlio, il quale ha già un nucleo familiare ed Isee proprio.

Il nostro obiettivo è che i due fratelli abbiano due Isee separati. Quale soluzione si potrebbe mettere in pratica per raggiungere l’intento che ci siamo prefissi?

Il nucleo familiare ai fini Isee (articolo 3, comma 1, D.P.C.M. 159/2013) è costituito da:

  • soggetti componenti la famiglia anagrafica, ossia da coloro che risultano dallo stato di famiglia presso il Comune di residenza alla data di presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). Sono le persone conviventi, legate da un vincolo di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o semplicemente affettivo;
  • soggetti fiscalmente a carico anche se non conviventi: il coniuge (purché non separato) e figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) qualora abbiano un reddito lordo annuo inferiore a 2.840,51 euro, che per i figli minori di 24 anni è aumentato fino a 4.000,00 euro;
  • altri soggetti fiscalmente a carico conviventi, come ad esempio il coniuge legalmente separato, i nipoti, i genitori, i fratelli e le sorelle, i generi e le nuore, i suoceri ed i nonni qualora abbiano un reddito lordo annuo inferiore a 2.840,51 euro.

Per la legge, dunque, un figlio si considera fiscalmente a carico, a prescindere dalla convivenza coi genitori e/o dall’inserimento all’interno del nucleo familiare, se il suo reddito personale:

  • non supera 2.840,51 euro annui, se la sua età è superiore a 24 anni;
  • non supera 4mila euro annui, se la sua età non è superiore a 24 anni.

Recentemente, il D.L. n. 4/2019 ha stabilito che il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare di questi ultimi se è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini Irpef, non è coniugato e non ha figli.

Pertanto il figlio maggiorenne, non residente con i genitori, non coniugato e/o senza figli, non viene più attratto nel nucleo dei genitori stessi per il solo fatto di essere a loro carico Irpef, qualsiasi sia la sua età (come previsto dall’art. 3, comma 5, D.P.C.M. 159/2013) bensì, a seguito della novità introdotta dal legislatore, unicamente se di età inferiore a 26 anni. Nel caso in cui abbia 26 o più anni fa sempre nucleo a sé non essendo più rilevante il fatto che sia o meno fiscalmente a carico dei genitori.

Dunque, i figli maggiorenni:

  1. non conviventi con i genitori e fiscalmente a loro carico (ovvero, a carico di uno dei due genitori) e che
  2. non sono coniugati e non hanno figli

fanno parte del nucleo familiare dei genitori. Non rilevano infatti eventuali diverse abitazioni di fatto.

Diversamente se il figlio è coniugato e/o ha figli: in tal caso il figlio fa parte di un nucleo diverso da quello dei genitori.

Di conseguenza, il figlio maggiorenne che:

  1. non convive con i genitori (o uno di loro) e non è a carico fiscalmente
  2. oppure che è fiscalmente a carico ma coniugato e/o ha figli (criterio anagrafico)

fa parte di un nucleo familiare diverso.

Dunque, fintantoché il figlio resta fiscalmente a carico dei genitori e non ha una propria famiglia (moglie/figli), lo spostamento in altro immobile non influirebbe ai fini Isee, in quanto egli sarebbe comunque a carico della famiglia, cioè all’interno dell’originario nucleo familiare.

Da questo punto di vista, lo scrivente non ravvisa soluzioni: ai fini Isee il figlio non coniugato e residente con altri familiari, a meno che non sia fiscalmente a carico di questi ultimi, fa sempre parte dello stato di famiglia dei genitori.

Il figlio del lettore deve dichiarare di far parte di un nucleo familiare, quello del fratello oppure quello della famiglia di origine, perché la legge prevede l’obbligo di alimenti per i familiari, per cui non è possibile che un figlio senza reddito non abbia qualcuno che lo mantiene.

Si pone poi il problema della convivenza con il fratello. Se il figlio andasse a vivere con il fratello, in quanto legati da vincolo di parentela e conviventi si troverebbero a far parte dello stesso nucleo familiare: dunque risulterebbero nello stesso Isee.

Alla luce di ciò, se il figlio del lettore riuscisse a non essere più a fiscalmente a carico dei genitori, l’unico modo per far sì che il ragazzo si stacchi dal proprio nucleo familiare originario e, allo stesso tempo, non finisca per unirsi a quello del fratello, è di frazionare l’immobile di destinazione (cioè, quello in cui vive già il fratello) in due appartamenti autonomi e differenti.

In pratica, bisogna avviare una pratica edilizia in Comune per creare due abitazioni distinte. Il tutto deve essere fattibile tecnicamente; non si può infatti eseguire un frazionamento virtuale se l’immobile non è divisibile in natura. Solo in questo modo è possibile avere due nuclei familiari all’interno della stessa residenza in quanto facenti capo a due diverse unità abitative e, quindi, teoricamente, con due residenze distinte (anche se strettamente confinanti).

Si tratta di una pratica legale che, tuttavia, presenta i normali costi di una ristrutturazione edilizia conseguente alla divisione dell’appartamento, duplicazione degli impianti, creazione di un secondo accesso, ecc.

In sintesi, quindi, l’unico modo per formare un nucleo familiare, ma nella stessa residenza, è quello di sdoppiare l’unità immobiliare.

Tirando le fila di quanto detto sinora, affinché il figlio del lettore non risulti più nel nucleo familiare dei genitori e nemmeno in quello del fratello:

  • dovrebbe superare la soglia di reddito vista sopra per non risultare più fiscalmente a carico;
  • dovrebbe frazionare l’immobile ove vive il fratello, per evitare di rientrare nel nucleo di quest’ultimo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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2 Commenti

  1. Salve,
    Spostando le residenza in un altro comune e avendo appena firmato un contratto di apprendistato di due anni che mi garantisce tranquillamente l’indipendenza economica, posso definirmi fuori dal nucleo familiare (anche a fini ISEE)?

    1. Puoi trovare tutte le informazioni nei nostri articoli:
      -Come uscire dal nucleo familiare https://www.laleggepertutti.it/278864_come-uscire-dal-nucleo-familiare
      -Uscire fiscalmente dal nucleo familiare https://www.laleggepertutti.it/295943_uscire-fiscalmente-dal-nucleo-familiare
      -Cos’è il nucleo familiare https://www.laleggepertutti.it/349393_cose-il-nucleo-familiare
      -Differenza tra stato di famiglia e nucleo familiare https://www.laleggepertutti.it/194276_differenza-tra-stato-di-famiglia-e-nucleo-familiare

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