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Marò: l’Italia ha ragione ma deve pagare i danni

2 Luglio 2020
Marò: l’Italia ha ragione ma deve pagare i danni

Riconosciuta l’immunità ai due fucilieri perché hanno agito nell’esercizio delle loro funzioni; ma l’India dovrà essere compensata per la perdita di vite umane.

Nuovi sviluppi sul caso dei marò, la vicenda dei due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che nel 2012 erano imbarcati a protezione di una petroliera in navigazione nell’Oceano Indiano e poi furono arrestati e incarcerati per un lungo periodo in India, con l’accusa di omicidio di due pescatori locali.

Ora, arriva la decisione del Tribunale arbitrale internazionale, costituito all’Aja nel 2015, che, come ci anticipa la nostra agenzia stampa Adnkronos, dà ragione all’Italia ma stabilisce anche che il nostro Paese dovrà comunque «compensare l’India per la perdita di vite umane e i danni fisici, materiali e umani».

I giudici internazionali hanno riconosciuto l’immunità penale dei due marò dalla giurisdizione straniera perché al momento dei fatti di cui sono stati accusati erano «impegnati nell’esercizio delle loro funzioni» e perciò sarà l’Italia a dover esercitare la propria giurisdizione sulla vicenda, riavviando il processo penale.

Ma l’Italia sarà tenuta a risarcire l’India per i danni subiti dagli occupanti del peschereccio indiano a bordo del quale morirono due occupanti in circostanze sinora mai completamente chiarite.

«L’Italia ha violato la libertà di navigazione», si legge nella sentenza. Così il Tribunale ha invitato i due Stati a raggiungere un accordo «attraverso contatti diretti» e la Farnesina ha assicurato che l’Italia «è pronta ad adempiere quanto stabilito».

Il nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio dichiara che «La tesi dell’Italia, dopo anni di lunghe battaglie, ha dunque prevalso. I nostri due militari, funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni sono  immuni dalla giustizia straniera».

«L’Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione», ha proseguito il ministro, che ha ringraziato anche i suoi predecessori per la «costanza e determinazione» con cui si sono occupati del caso e ha affermato che «oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia».



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1 Commento

  1. Se i due militari sono immuni dalla giustizia straniera, perché non è l’Italia a chiedere danni all’India per prolungato arresto illegale dei militari? O forse è configurabile il reato di sequestro di persona? Ormai tutto il pianeta terra ha capito quanto è ridicola, e inutile, questa nazione, grazie a questa insignificante politica di sinistra. Tutti chiedono e voglio tutto.

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