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Tamponi a badanti, colf e baby sitter: quando c’è l’obbligo

2 Luglio 2020
Tamponi a badanti, colf e baby sitter: quando c’è l’obbligo

La misura avviata in Veneto potrebbe essere estesa ad altre regioni sui lavoratori domestici extraeuropei: l’isolamento non basta a proteggere anziani e bambini.

L’iniziativa annunciata dalla Regione Veneto, che rende obbligatorio e gratuito il tampone per i lavoratori domestici che tornano a lavorare in Italia, piace ai sindacati, che propongono di estenderla all’intero territorio nazionale per tutte le categorie interessate: badanti, colf e baby sitter di nazionalità straniera.

La misura serve ad evitare i “contagi di rientro” da Covid-19, perché nella situazione attuale si ravvisa il pericolo di nuovi focolai provocati da stranieri che stanno rientrando nel nostro Paese, provenienti da Stati dove l’epidemia non è ancora sotto controllo: basti pensare a Stati Uniti, Russia o India. Pochi giorni fa, l’ultimo focolaio acceso a Fiumicino, alle porte di Roma, era stato innescato da un cittadino del Bangladesh tornato in Italia. Così adesso c’è attenzione massima sugli arrivi di lavoratori immigrati extraeuropei.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ammesso che «in Nord America, in Sud America, in Asia ci sono ancora numeri molto problematici; oggi la situazione del Coronavirus è peggiore rispetto alle settimane precedenti» ed ha spiegato che la quarantena imposta dall’Italia per i viaggiatori in arrivo da Paesi esterni all’area Schengen «è una cautela giusta e condivisa dalla nostra comunità scientifica». Speranza sottolinea che «abbiamo chiesto un meccanismo di quarantena di 14 giorni perché non possiamo per qualche leggerezza immaginare di tornare alla situazione precedente».

Ma all’associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, Assindatcolf, la linea scelta dall’Italia, che prevede l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per 14 giorni agli arrivi dall’estero, non basta. «Riteniamo che il modo migliore per proteggere anziani e bambini sia quello di rendere obbligatorio il tampone, soprattutto alla luce del fatto che la stragrande maggioranza dei domestici sono stranieri, oltre il 70% del totale».

«Tamponi obbligatori e gratuiti alle badanti, colf e baby sitter straniere che rientrano in Italia per motivi di lavoro: solo in questo modo sarà possibile evitare nuovi focolai domestici e proteggere le famiglie che a questi lavoratori quotidianamente si affidano», dichiara all’agenzia stampa Adnkronos il vicepresidente di Assindatcolf, che sottolinea come la misura annunciata dal governatore del Veneto, Luca Zaia «dovrebbe essere replicata in tutte le Regioni soprattutto alla luce della riapertura delle frontiere dell’Unione Europea».

«Molte famiglie si sono già auto-organizzate in questa direzione, pagando a proprie spese il test ai propri dipendenti: ora, quello che chiediamo è che il costo non sia a carico dei singoli cittadini ma che sia effettuato dal Sistema sanitario nazionale e che quindi venga erogato gratuitamente», conclude.



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