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Come riconoscere un passo carrabile autorizzato

2 Luglio 2020
Come riconoscere un passo carrabile autorizzato

Cartello fai da te divieto di sosta e passo carrabile: è valido?

Sarà capitato anche a te di imbatterti, lungo i margini del marciapiede, nella saracinesca di un garage o di un negozio chiuso, ma con sopra un cartello «divieto di sosta» fatto a mano o privo delle autorizzazioni del Comune. Si tratta chiaramente di avvisi non regolamentari.

Ti sarai allora chiesto se sia lecito lasciare l’auto lì davanti. Al netto di possibili ritorsioni da parte del proprietario dello spazio (purtroppo da preventivare anche nella nostra “evoluta” società), cosa prevede la legge in merito alla possibilità di parcheggiare su un passo carrabile non segnalato in modo ufficiale? I cartelli stradali “fatti in casa” sono validi o, se non dovessero esserlo, si potrebbe comunque elevare una multa per chi occupa lo spazio prospiciente un magazzino altrui? Ma soprattutto, come riconoscere un passo carrabile autorizzato? Cerchiamo di comprendere come stanno le cose. 

Come ottenere un passo carrabile

Partiamo dal concetto base di passo carrabile. Ai sensi del Codice della strada si tratta del punto di sbocco di un’area privata ad un’area di pubblico passaggio idonea allo stazionamento di uno o più veicoli [1].

Per istituire un passo carrabile è necessaria la preventiva autorizzazione dell’ente proprietario della strada (generalmente, il Comune). In assenza di questa, quindi, il proprietario di un garage o di altro magazzino non può creare diramazioni alla strada: non può cioè vietare agli automobilisti di parcheggiare davanti alla porta del proprio garage, riservarsi l’area o mettere cartelli abusivi. 

Proprio per evitare dubbi sul punto e non lasciare gli automobilisti col dubbio, affinché sussista un valido divieto di sosta in prossimità di un passo carrabile, questi ultimi devono essere individuati con l’apposito segnale, previa autorizzazione dell’ente proprietario della strada [2].

E difatti l’articolo 22 del Codice della strada impone a chiunque apra un nuovo accesso carrabile sulla strada pubblica di farsi prima rilasciare la relativa autorizzazione, rispettando a tal fine apposite distanze indicate dalla legge (distanze da intersezioni, del cancello, ecc. come stabilito dagli artt. 45 e 46 del D.P.R. 495/92).

C’è poi da considerare il decreto legislativo n. 507/93 a norma del quale i passi carrabili non a raso, ossia quelli che interrompono un marciapiede, che hanno l’abbassamento del marciapiede o che comunque sono delimitati da listoni in altro materiale, devono essere provvisti di apposita concessione comunale con pagamento della relativa TOSAP, la tassa di concessione per l’occupazione del suolo pubblico.

Dopo aver pagato la Tosap, si ottiene la concessione dall’ente proprietario della strada e, con essa, il relativo cartello che istituisce il divieto di sosta (con rimozione) davanti al passo carrabile.

Come riconoscere un passo carrabile autorizzato

Abbiamo appena detto che non esistono passi carrabili non autorizzati dal Comune. Non possono cioè essere istituiti arbitrariamente. Il proprietario dell’area non può quindi scrivere su di un foglio di carta «divieto di sosta» o «passo carrabile», né può acquistare la relativa segnaletica sprovvista dell’autorizzazione dell’amministrazione locale.

Qui sorge il problema: come riconoscere un passo carrabile autorizzato da uno abusivo? Lo spiega il Codice della strada che, all’articolo 120, ne fissa i requisiti. 

In particolare, la norma stabilisce che «il segnale passo carrabile indica la zona per l’accesso dei veicoli alle proprietà laterali, in corrispondenza della quale vige, in permanenza, il divieto di sosta. 

Il segnale ha dimensioni normali di 45×25 cm e dimensioni maggiorate di 60×40 cm. 

Sulla parte alta del segnale deve essere indicato l’ente proprietario della strada che rilascia l’autorizzazione, in basso deve essere indicato il numero e l’anno del rilascio. 

La mancata indicazione dell’ente e degli estremi dell’autorizzazione comporta l’inefficacia del divieto. 

Per le strade private, aperte al pubblico transito, l’autorizzazione è concessa dal Comune. L’installazione e la manutenzione del segnale sono a cura e spese del soggetto titolare dell’autorizzazione. Di norma, il segnale è installato in posizione parallela all’asse della strada e può essere applicato su porte o cancelli».

Per riconoscere quindi un passo carrabile ufficiale da uno “fatto in casa” basta verificare la presenza dei suddetti requisiti. In assenza di questi, non sarà possibile né chiamare il carro attrezzi, né fare la multa. Anzi, la polizia è tenuta a multare l’autore del cartello perché l’articolo 38 del Codice della strada prevede una sanzione da 419 a 1.682 euro per chi appone cartelli stradali non ufficiali.


note

[1] Art. 3, n. 37, cod. str.

[2] Art. 22 cod. str.


1 Commento

  1. Dato che c’è una data; se questa è risalente a qualche anno prima, il cartello è comunque valido? (nel senso che và rinnovato annualmente oppure no?)
    Come faccio a sapere se per caso il proprietario o il comune non ha più rinnovato la concessione.

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