Diritto e Fisco | Articoli

Congedo parentale: domande e risposte

22 Luglio 2020 | Autore:
Congedo parentale: domande e risposte

Maternità facoltativa: requisiti, sino a quando si può richiedere, durata, retribuzione, contributi, casi particolari.

Il congedo parentale, o maternità facoltativa, consiste nella facoltà, accordata a ciascun genitore, di assentarsi da lavoro nei primi 12 anni di vita del bambino (o dall’ingresso del minore in famiglia o in Italia, in caso di adozione o affidamento) per un periodo complessivo (tra madre e padre) non superiore a 10 mesi (che possono essere aumentati in ipotesi specifiche a 11 mesi), in aggiunta al periodo di astensione obbligatoria. Questa facoltà è riconosciuta dal Testo unico sulla maternità e paternità [1].

Facciamo il punto completo sul congedo parentale: domande e risposte. Chiariamo innanzitutto che il congedo parentale non spetta soltanto ai lavoratori dipendenti, ma anche ai collaboratori e ad alcune categorie di lavoratori autonomi e liberi professionisti, con una durata ed un’indennità differenti, però, rispetto a quanto previsto per i lavoratori subordinati.

Se, poi, il figlio presenta un handicap in situazione di gravità accertata ai sensi della legge 104, la madre lavoratrice o, in alternativa, il padre lavoratore hanno diritto, entro il compimento del 12° anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale.

Un ulteriore prolungamento del congedo, o meglio un congedo particolare, è inoltre riconosciuto per il periodo di emergenza Covid 19. Ma procediamo con ordine.

Indice

Quanto dura il congedo parentale?

La madre lavoratrice può fruire della maternità facoltativa, trascorso il periodo di congedo di maternità, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi.

Il padre lavoratore, dalla nascita del figlio, può invece fruire del congedo parentale per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi. Il periodo può essere elevato a 7 mesi nel caso in cui fruisca del congedo per un periodo continuativo non inferiore a 3 mesi: in quest’ipotesi il limite complessivo dei congedi parentali spettanti a entrambi i genitori è di 11 mesi (quindi 7 mesi al padre e 4 alla madre).

Normalmente, invece, la durata complessiva di fruizione della maternità facoltativa è di 10 mesi, tra padre e madre.

Il congedo parentale può spettare a un solo genitore?

In determinati casi, il congedo parentale spetta a un solo genitore: morte o grave infermità dell’altro genitore, non riconoscimento o abbandono del figlio, affidamento esclusivo.

Qualora il congedo spetti a un solo genitore, questi può assentarsi per un periodo massimo continuativo o frazionato di 10 mesi.

Il padre lavoratore può chiedere il congedo parentale se la madre è in maternità?

L’Inps, con una nota circolare [2], ha chiarito che il padre può richiedere il congedo anche quando la madre si trova in congedo di maternità e durante i periodi nei quali la madre fruisce dei riposi giornalieri per allattamento.

Il congedo parentale si può frazionare?

Il congedo parentale non deve essere obbligatoriamente fruito in modo continuativo: è infatti fruibile su base giornaliera o oraria, continuativa o frazionata.

Com’è pagato il congedo parentale?

Per i periodi di congedo parentale (fruito a giornate o in modalità oraria) alle lavoratrici e ai lavoratori subordinati è dovuta, fino al 6° anno di vita del bambino, un’indennità pari al 30% della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di 6 mesi.

Il contratto collettivo può prevedere la corresponsione di un’integrazione a carico del datore di lavoro.

Per i periodi di congedo parentale che eccedono i 6 mesi è dovuta, fino all’ottavo anno di vita del bambino, un’indennità pari al 30% della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione (per il 2020, pari a 6.702,54 euro annui, moltiplicato 2,5: 16.756,35 euro annui) a carico dell’assicurazione generale obbligatoria.

Chi paga il congedo parentale?

Salvo casi particolari, l’indennità di congedo parentale, che è a carico dell’Inps, è anticipata da parte del datore di lavoro che poi chiede il rimborso all’istituto compensando con i contributi a debito.

Chi ha diritto al prolungamento del congedo parentale?

Se il minore presenta un handicap grave accertato, la madre lavoratrice o, in alternativa, il padre lavoratore hanno diritto, entro il compimento del 12° anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo, comprensivo dei periodi di congedo parentale ordinario, non superiore a 3 anni. Il congedo può essere richiesto a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati (salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore).

Quanto dura il prolungamento del congedo parentale?

Il prolungamento del congedo parentale decorre dal termine del periodo corrispondente alla durata massima del congedo parentale ordinario ed ha una durata massima di 3 anni, contando anche i periodi di maternità facoltativa ordinaria.

Com’è pagato il prolungamento del congedo parentale?

Per i periodi di prolungamento del congedo parentale, alle lavoratrici e ai lavoratori è dovuta, per una durata massima di 3 anni e fino al compimento del 12° anno del bambino o dall’ingresso del minore in famiglia, un’indennità pari al 30% della retribuzione.

Come si valutano i periodi di congedo parentale?

I periodi di congedo parentale sono validi ai fini dell’anzianità di servizio, ma non per la maturazione delle ferie e alla 13° o 14°. In particolare, Durante il congedo parentale il lavoratore non matura ratei di ferie, permessi, 13° o altra mensilità aggiuntiva ma continua a maturare il Tfr.

Si può chiedere l’anticipazione del Tfr per congedo parentale?

I genitori, anche adottivi o affidatari, che si avvalgono del congedo parentale possono richiedere l‘anticipazione del Tfr per il sostegno economico durante il periodo di fruizione del congedo.

Spettano i contributi per il congedo parentale?

I periodi di congedo parentale che danno diritto all’indennità sono coperti da contribuzione figurativa. Sono previste disposizioni particolari per i periodi non indennizzati, per i dipendenti delle PA e per gli iscritti ai fondi sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria gestita dall’Inps ai quali è corrisposta una retribuzione ridotta o non è corrisposta alcuna retribuzione.

Si possono riscattare i periodi di congedo parentale fuori dall’attività lavorativa?

Per gli iscritti al fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria, i periodi al di fuori del rapporto di lavoro, corrispondenti a quelli che danno luogo al congedo parentale, possono essere riscattati, nella misura massima di 5 anni, a condizione che i richiedenti possano far valere, all’atto della domanda, complessivamente almeno 5 anni di contributi versati in costanza di effettiva attività lavorativa.

Per il congedo parentale ci vuole il preavviso?

Il genitore è tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilità, a fornire un preavviso al datore di lavoro secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi e, comunque, con un termine di preavviso non inferiore a 5 giorni, indicando l’inizio e la fine del periodo di congedo. Il termine non deve essere inferiore ai 2 giorni se il congedo è frazionato a ore.

Quali limiti sono previsti per il congedo parentale a ore?

I genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale a ore in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.

Le giornate festive si contano nel congedo parentale?

I sabati, le domeniche e le giornate festive collocate tra il primo giorno e l’ultimo giorno di congedo si considerano nel computo del periodo massimo di astensione.
Non bisogna invece tener conto dei giorni festivi, non lavorativi e delle domeniche nel caso in cui l’interessato rientri al lavoro nella giornata precedente a quella festiva- non lavorativa, o alla domenica, e riprenda a godere del periodo di astensione a partire dalla giornata immediatamente successiva.

Si può chiedere il part time al posto del congedo parentale?

Il lavoratore può chiedere, per una sola volta, al posto del congedo parentale o entro i limiti del congedo ancora spettante, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part time, purché con una riduzione d’orario non superiore al 50%.

Il datore di lavoro può rifiutare il congedo parentale?

Se il datore di lavoro si rifiuta, si oppone oppure ostacola l’esercizio del diritto di assentarsi per congedo parentale, è punito con una sanzione amministrativa da 516,45 a 2.582,28 euro.

Chi ha diritto al congedo parentale presso la gestione Separata?

Hanno diritto al congedo parentale presso la gestione Separata i lavoratori parasubordinati e autonomi che scontano l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%, cioè coloro che risultano iscritti in via esclusiva presso la gestione e non risultano pensionati.

Quali requisiti per il congedo parentale presso la gestione Separata?

Dal 5 settembre 2019, per il diritto al congedo parentale è sufficiente una sola mensilità di contribuzione versata con aliquota piena nei 12 mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile. Più precisamente:

  • se il congedo è richiesto nei primi 3 anni di vita (o nei primi 3 anni dall’ingresso in famiglia o in Italia) del minore l’indennità di congedo parentale può essere corrisposta in presenza di una mensilità di contribuzione ad aliquota piena nei 12 mesi precedenti il periodo indennizzabile richiesto;
  • se il congedo è richiesto nel primo anno di vita (o dall’ingresso in famiglia o in Italia) del minore e non si riscontra la sussistenza di una mensilità di contribuzione ad aliquota piena nei 12 mesi precedenti il periodo indennizzabile richiesto, l’indennità di congedo parentale può essere comunque riconosciuta se il richiedente aveva titolo all’indennità di maternità o di paternità, a prescindere dall’effettiva fruizione della stessa.

Sino a quando può essere chiesto il congedo parentale presso la gestione separata?

Il congedo parentale può essere goduto fino al terzo anno di vita del bambino, per un massimo di 6 mesi. In caso di adozione o affidamento, può essere richiesto sino a tre anni dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore.

A quanto ammonta l’indennità per congedo parentale presso la gestione separata?

L’indennità per congedo parentale per gli iscritti alla gestione separata ammonta al 30% del reddito di lavoro, calcolato con le modalità previste per l’indennità di maternità. Ricordiamo, a questo proposito, che il reddito giornaliero preso come base di calcolo dell’indennità di maternità è pari a 1/365° del reddito di lavoro dei 12 mesi precedenti l’erogazione dell’indennità stessa, nella generalità dei casi.

Come si calcolano indennità e reddito giornaliero per maternità e congedo parentale?

Presso la gestione Separata, l’indennità di maternità facoltativa è pari al 30% di 1/365° del reddito derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa (per le collaboratrici o i collaboratori) o libero professionale (per i professionisti)., o comunque derivante dall’attività parasubordinata o autonoma per la quale si è obbligati al versamento della contribuzione presso la gestione Separata.

Per i collaboratori coordinati e continuativi si fa riferimento al reddito effettivamente percepito nel periodo di riferimento, mentre per i liberi professionisti si fa riferimento al reddito annuale risultante dalla dichiarazione dei redditi.

In pratica, per calcolare l’indennità di congedo parentale si procede in questo modo:

  • si divide il reddito per 365;
  • si moltiplica il risultato per il 30%;
  • si ottiene così l’ammontare dell’indennità di maternità facoltativa giornaliera;
  • l’indennità va poi moltiplicata per il numero di giornate indennizzate.

Il reddito cui si fa riferimento, in ogni caso, è solamente quello utile ai fini contributivi, nei limiti, quindi, del minimale e del massimale annuo di reddito. Ricordiamo che, per il 2020, il minimale è pari a 15.953 euro annui ed il massimale è pari a 103.055,49 euro, arrotondato a 103.055 euro. Dal momento che il massimale non è frazionabile a mese, nell’ipotesi di conseguimento di un reddito annuo superiore al massimale l’indennità di maternità facoltativa deve essere calcolata senza tenere conto dei redditi eccedenti.

Quanto dura complessivamente il congedo parentale per gli iscritti alla gestione separata?

I trattamenti economici per congedo parentale, anche se sono fruiti dall’altro genitore in un’altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare tra entrambi i genitori il limite totale di 6 mesi, anche in caso di adozione o affidamento preadottivo.

Non è possibile fruire del congedo parentale non indennizzato.

Spetta il congedo parentale ai commercianti?

Per le lavoratrici autonome, iscritte presso le gestioni speciali artigiani o commercianti, il congedo parentale spetta per un massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino.

In caso di adozione e affidamento sia nazionale che internazionale, il congedo parentale è riconoscibile per massimo 3 mesi entro un anno dall’ingresso del minore nella famiglia.

Quali sono i requisiti per il congedo parentale commercianti?

Il congedo parentale spetta a condizione che la lavoratrice autonoma abbia effettuato il versamento dei contributi relativi al mese precedente quello in cui ha inizio il congedo (o una frazione di esso).


note

[1] Art. 32 DLgs. 151/2001.

[2] Inps circ. 8/2003.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube