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Legge sull’omotransfobia: botta e risposta Zan-Salvini

3 Luglio 2020 | Autore:
Legge sull’omotransfobia: botta e risposta Zan-Salvini

Cosa prevede il ddl? L’estensione dei reati già previsti nel codice penale alle manifestazioni d’odio fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Il confronto tra il deputato Pd e il leader della Lega.

Continuano le polemiche sulla legge contro l’omotransfobia e la misoginia che intende punire, con la reclusione in carcere o con multe fino a seimila euro, gli atti di violenza “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”. 

La discussione alla Camera del testo del ddl, presentato nel luglio del 2018 dal deputato Pd Alessandro Zan e approdato in commissione Giustizia il 4 giugno scorso, è stata calendarizzata per il prossimo 27 luglio. L’Italia attende da ben 25 anni una legge che tuteli le persone LGBT+ da discriminazione, odio e violenza.

Alessandro Zan, il primo firmatario della proposta di legge contro l’omotransfobia, ne aveva sottolineato l’importanza precisando che «I casi di omotransfobia e misoginia sono all’ordine del giorno nel nostro Paese. Sappiamo che il percorso non sarà facile, ma siamo arrivati al sesto tentativo in Parlamento di approvare una legge contro le discriminazioni: non possiamo più fallire».

Ma cosa ne pensa Matteo Salvini? Il leader della Lega, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sul ddl Zan, contro l’omofobia, tiene a precisare che «L’Italia non discrimina, ci sono già tutte le sanzioni possibili e immaginabili, si rischia invece di sconfinare nell’ideologia, un rischio troppo elevato». Poi, Salvini aggiunge «Se viene colpito, picchiato, discriminato un omosessuale o un eterosessuale la via, per quanto mi riguarda, è la galera».

Per il leader leghista «Non c’è il pestaggio più grave rispetto a un altro, a questo punto presentiamo un bel disegno di legge contro l’eterofobia, perché non c’è differenza se vengo preso a schiaffi io o un altro». Per il leader della Lega siamo di fronte a una legge che corrisponde a «un modo comodo per lavarsi la coscienza, ma è una norma pericolosa per tutti, omosessuali e eterosessuali».

Quali sono state le reazioni di Alessandro Zan a fronte di queste dichiarazioni?

Il deputato del Pd Alessandro Zan, relatore della proposta di legge su omotransfobia e misoginia, come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, ha sottolineato che «Salvini dovrebbe comportarsi più seriamente, in generale, ma soprattutto quando parla di argomenti così profondi».

«Stiamo parlando di persone oggetto di aggressioni, discriminazioni, violenze; persone che subiscono sulla loro pelle discriminazioni. In un Paese civile come il nostro non possiamo più tollerare che persone vengano aggredite e picchiate per strada per il solo fatto di avere un orientamento sessuale diverso».

«È assolutamente falso – prosegue Zan – sostenere che questa legge limiti la libertà di espressione, visto che non ci siamo inventati nulla. Siamo partiti da una norma che esiste già, dalla legge Mancino,che punisce i crimini d’odio per razzismo, etnia, nazionalità e religione. E abbiamo semplicemente esteso questa legge ai crimini per omotransfobia e misoginia. Tutte le polemiche sulla libertà di espressione sono pretestuose e prive di ogni fondamento».

E’ proprio per questo, specifica il deputato dem, che «l’Italia deve colmare questo vuoto e non possiamo permetterci di perdere questo treno. Non è più accettabile questa condizione di disuguaglianza. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha recentemente sostenuto come le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale costituiscano una violazione del principio di eguaglianza. Bisogna fermare l’odio e le violenze. E dobbiamo farlo adesso».



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