Covid: in giro un ceppo più contagioso

3 Luglio 2020
Covid: in giro un ceppo più contagioso

Scoperta una variante del Covid-19 che penetra nelle cellule umane più facilmente e che è diventata «dominante» nel mondo.

«L’ottimismo è il profumo della vita», diceva il mitico Tonino Guerra in un famoso spot di qualche anno fa. Ogni tanto, però, arriva qualche notizia con un odore più sgradevole che rischia di coprire quello ben più piacevole dell’ottimismo. In questa fase, in cui una parte del mondo sta uscendo dall’emergenza sanitaria del Covid e l’altra parte sta conducendo ancora la battaglia più dura della storia recente, viene pubblicato uno studio che fa mettere le mani nella testa a tutti quanti.

Un team internazionale di ricercatori ha confermato quello che già era stato scoperto qualche settimana fa da un gruppo di scienziati (tra cui alcuni italiani): c’è in giro per il mondo un parente del coronavirus ancor più insidioso. Un nuovo ceppo di Sars-Cov-2 che riesce a penetrare più facilmente nelle cellule umane e che, quindi, è in grado di essere ancor più contagioso di quello che attualmente ha interessato in tutto il mondo quasi 10 milioni e mezzo di persone, di cui ne ha uccise oltre 500mila.

La variante del Covid ha un nome in codice: D614G. Gli esperti ritengono che sia più contagiosa nelle colture cellulari (in condizioni di laboratorio), e che possa modificare – seppur leggermente – una glicoproteina che si chiama Spike, come il regista. Questo è un altro film, però. Perché la D614G ha preso velocemente il posto del ceppo dominante subito dopo la sua comparsa, con «un significativo spostamento nella popolazione virale dall’originale al nuovo ceppo del virus», rilevato dall’analisi di diversi campioni a livello internazionale.



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