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Saldi estivi, Codacons: «Beffa per i consumatori»

3 Luglio 2020 | Autore:
Saldi estivi, Codacons: «Beffa per i consumatori»

Gli sconti sono già iniziati in alcune regioni italiane, mentre in altre si dovrà aspettare il mese prossimo.

Dopo mesi di lockdown, a causa dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, le attività commerciali hanno rialzato le serrande con la speranza di ingranare la marcia e ripartire.

Il Codacons stima un tracollo degli acquisti durante i saldi estivi che, a fine periodo, ”raggiungerà il -30% rispetto agli ultimi anni, sia come effetto del generale impoverimento degli italiani a causa del coronavirus, sia per la presenza di promozioni e ribassi già in corso da settimane in tutta Italia”.

Per il Codacons i saldi estivi 2020 si traducono in una vera e propria beffa per i consumatori italiani. Le Regioni, ”contravvenendo a quanto chiesto dalla Conferenza delle regioni che aveva proposto di far partire gli sconti i primi giorni di agosto, si siano mosse in ordine sparso, con la conseguenza che i saldi sono già in corso in alcune zone del paese, mentre altre dovranno attendere il prossimo mese”, precisa il Codacons in una nota stampa che la nostra redazione ha appena ricevuto dall’agenzia Adnkronos.

Non solo. Molte Regioni hanno deliberato una proroga al divieto di effettuare ‘vendite promozionali’ nei 30 giorni precedenti i saldi estivi, con la conseguenza che, di fatto, gli sconti sono già partiti in tutta Italia. “Senza contare – aggiunge il Codacons- che con la riapertura dei negozi nella fase post-Covid i commercianti hanno da subito applicato offerte e ribassi alla propria clientela, per attirare consumatori e recuperare almeno in parte le perdite dovute al lockdown. Una situazione di confusione totale che finirà per affossare i saldi: chi intendeva acquistare prodotti di abbigliamento o calzature ha già approfittato delle offerte in corso, e gli sconti di fine stagione raccoglieranno solo le briciole”.



7 Commenti

  1. Ma secondo voi con la crisi che c’è in giro gli italiani vogliono fare shopping? Ma c’è gente con famiglia sulle spalle che non sa come gestire la situazione e mica va a pensare ai saldi estivi

  2. Finalmente i saldi! Io dovevo fare un po’ di acquisti in questo periodo perché appunto per il lockdown non ho potuto fare compere ovviamente. Né mi sentivo ancora di andare per negozi anche perché avevo un po’ di paura, ma adesso penso di uscire con la scusa dei saldi.

  3. Se un paio di scarpe mi costano a maggio 250 euro e durante i saldi estivi mi vengono proposte con uno sconto del 30%, le dovrò pagare 175 euro (il 30% in meno, quindi 75 euro in meno). Se, invece, quelle stesse scarpe ai saldi mi vengono proposte con uno sconto del 30% a 185 euro vuol dire che c’è l’imbroglio. In questo caso, meglio cambiare negozio.

  4. Gli sconti esagerati possono far pensare che i saldi, in realtà siano dei saldi finti…Il prezzo è stato talmente gonfiato prima da proporlo con il 70% e trarne profitto. Voi cosa ne pensate? Come posso tutelarmi se me ne accorgo?

    1. Un commerciante serio non va oltre il 40-50%. Per due motivi: perché, se davvero fa un ricarico così alto sulla merce durante l’anno, venderebbe poco o niente. E perché mai metterebbe in saldo la merce sottocosto, svendendola o quasi regalandola. Chi è caduto nella trappola dei saldi finti senza scoprirlo prima può rivolgersi ad un’associazione di consumatori o anche al locale comando dei Vigili urbani, purché abbia in mano le prove della frode, a partire dallo scontrino fiscale.

  5. E poi volevo capire quando è possibile il cambio della merce in saldo? Valgono i 14 giorni per restituire la merce? Grazie

    1. In sintesi, possiamo dire che il cambio della merce in saldo è possibile solo:
      se la merce è difettosa: in tal caso, il cambio è ammesso fino a due anni. Il vizio non deve dipendere da un uso non conforme fatto dall’acquirente del prodotto;
      oppure se il venditore l’ha promesso con un cartello o altro avviso esposto al pubblico.

      Come noto, esiste il diritto di recesso che consente al consumatore di restituire l’acquisto fatto entro 14 giorni dal ricevimento dello stesso. Ma tale diritto vale solo per le vendite avvenute non nei negozi, ossia “fuori dai locali commerciali”, il che significa tramite internet, televendite, porta a porta, ecc.In tali casi, l’acquirente può restituire la merce, anche se è stata scartata e usata, chiedendo la restituzione del denaro speso.

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