Fondi per le scuole: ecco come saranno impiegati

3 Luglio 2020
Fondi per le scuole: ecco come saranno impiegati

I 5,6 miliardi di euro stanziati andranno a edilizia, nuove assunzioni docenti, messa in sicurezza, formazione, arredi e banchi, acquisto di pc per studenti.

Stanziamenti così elevati per le scuole italiane non si erano visti da moltissimi anni: 4,6 miliardi di euro già impegnati da gennaio, tra cui ultimamente il miliardo e mezzo inserito nel Decreto Rilancio e ora arriva il miliardo in più annunciato dal premier Giuseppe Conte e dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la scorsa settimana durante la conferenza stampa che ha spiegato come sarà la riapertura delle scuole.

In queste decisioni – che portano il totale stanziato a 5,6 miliardi di euro – ha giocato un peso decisivo l’emergenza Coronavirus: la maggior parte di queste risorse, infatti, dovranno essere impiegate per la messa in sicurezza degli ambienti scolastici in vista della riapertura programmata per il 14 settembre.

Ma è previsto anche l’impegno, nel Decreto Cura Italia, di assegnare computer e internet agli studenti meno abbienti e di destinare risorse alla formazione dei docenti. Per queste attività, il totale assegnato è di 85 milioni di euro.

C’è poi il capitolo assunzioni: ne sono previste 50mila, tra insegnanti precari da stabilizzare, personale Ata e nuovi dirigenti scolastici. Proprio a questi comparti dovrebbe essere destinata la gran parte del miliardo di euro in più, in aggiunta ai 400 milioni di euro per il 2020 ed ai 600 milioni per il 2021 già previsti nel Decreto Rilancio.

Un altro miliardo di fondi Pon (il Programma Operativo Nazionale del ministero dell’Istruzione) è assegnato all’edilizia scolastica, per la quale, in vista della riconversione necessaria a garantire il rispetto delle misure di sicurezza previste dalle nuove linee guida, la cifra potrebbe salire di altri 885 milioni in favore degli istituti di secondo grado. Infatti bisogna garantire il contenimento del contagio sia per gli studenti sia per il personale scolastico.

Per le scuole dell’obbligo sono già stati «sbloccati 798 milioni di euro e altri 332 sono in arrivo a breve», dichiara il deputato M5S Gianluca Vacca, capogruppo in commissione Cultura alla Camera, che anticipa: «Dopo la messa in sicurezza, parte la fase del rilancio con nuove risorse e un piano dedicato al quale stiamo già lavorando».

«Questo piano deve partire dal tema dell’edilizia e della sicurezza di studenti e personale per dar vita a un radicale rinnovamento degli spazi e della didattica, investendo sulla digitalizzazione, sulla formazione dei docenti, sulla lotta alla povertà educativa e su una effettiva apertura delle scuole ai territori», precisa una nota sul blog delle Stelle.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in un intervento alla trasmissione In Onda su La 7 riportato dall’Adnkronos  sottolinea che «questo è il primo governo che rimette la scuola al centro del Paese: da gennaio ad oggi ha investito 5,6 miliardi di euro». «Sono fondi molto importanti, destinati a diversi aspetti: arredi nuovi, banchi singoli che permettono di recuperare spazio e noi dobbiamo mantenere un metro di distanza bocca a bocca in classe, banchi singoli e moderni che permetteranno una didattica moderna, nuovi spazi e nuove aule».

Ma i fondi serviranno anche «per fare patti territoriali per portare gli studenti fuori dalla scuola tradizionale e per l’organico». Infine, l’attuale ministra lancia una frecciata al suo predecessore, Lorenzo Fioramonti che si era dimesso proprio perché in polemica sull’insufficienza dei fondi assegnati. «In quei 5,6 miliardi ci sono 800 milioni di euro di fondi Pon che erano nel cassetto del ministero dell’Istruzione e che il mio predecessore Fioramonti non aveva visto. Per vederli al Ministero ci devi stare», dice Azzolina.



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