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Le critiche al bonus vacanze

3 Luglio 2020
Le critiche al bonus vacanze

Perché Codacons e Sistema Impresa ritengono che la misura sia insufficiente.

È appena partito, eppure si parla già di flop, o comunque lo si critica aspramente. Per l’associazione da sempre a tutela dei consumatori, Codacons, e la Confederazione nazionale delle piccole e medie imprese, Sistema Impresa, il bonus vacanze rischia di non essere il toccasana che servirebbe per risollevare il nostro turismo. Con questa mission era stato concepito: contributi tra i 150 e i 500 euro per permettere agli italiani di non rinunciare alle ferie a causa del Coronavirus, dando ossigeno a un settore che vale il 13% del Prodotto interno lordo nazionale.

Né a Codacons, né a Sistema Impresa piace il modo in cui Palazzo Chigi ha concepito la misura. Spiegano il perché in una nota di Adnkronos/Labitalia, appena arrivata in redazione.

Aiuta solo le realtà più grandi

«Il bonus – dice Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa – si qualifica come uno sconto sul pagamento del pernottamento ma ha il difetto di essere interamente a carico della struttura ospitante attraverso la modalità del credito d’imposta. Una soluzione che, purtroppo, non risolve il punto nodale della liquidità: le aziende non possono incassare quando invece sono chiamate a sostenere investimenti imprevisti per onorare le misure anti-Covid ritornando a operare dopo mesi di cassa integrazione e di mancato guadagno».

«È questo – continua Tazza – il deterrente chiave che ha spinto, per il momento, la maggior parte delle strutture a non aderire. Solo le realtà mediamente più grandi possono permettersi di ricorrere al credito d’imposta anche perché, sul fronte della gestione amministrativa, la procedura risulta molto onerosa. Dai nostri associati, che rientrano prevalentemente nella categoria delle micro, piccole e medie imprese abbiamo ricevuto reazioni tutt’altro che positive e molto allarmate per la grave condizione in cui versa il settore».

Turismo e trasporti vanno di pari passo

Il presidente di Sistema Impresa sottolinea l’importanza di agire con azioni di sostegno capaci di salvaguardare congiuntamente i settori del turismo e dei trasporti. Bisogna inoltre promuovere campagne marketing nella Ue e nel mondo in grado di rafforzare l’immagine dell’Italia come un Paese sicuro.

«Le nostre articolazioni territoriali denunciano da mesi disdette e mancate prenotazioni in tutte le regioni che interessano soprattutto i viaggiatori che provengono dall’estero – continua il numero uno di Sistema Impresa – e francamente mi sarei aspettato, a livello ministeriale e governativo, un pacchetto di misure coordinate. Invece abbiamo visto che sono state le Regioni, spesso con risultati contrastanti, a prendere l’iniziativa. Inoltre, il turismo non può essere pensato in modo avulso dal sistema dei trasporti. Altri Paesi hanno destinato risorse ingenti per risollevare il trasporto pubblico non di linea. Serve più coraggio per contrastare la crisi e soprattutto bisogna smetterla con le riforme a costo zero. Occorre un fondo dedicato per destinare sussidi e sgravi. È necessario intervenire con il taglio dell’Iva su merci e servizi. C’è infine da considerare il rischio della criminalità organizzata che ha già iniziato a sfruttare le difficoltà sul fronte creditizio per assumere il controllo delle aziende più fragili».

Non risolve i problemi di un settore martoriato

Estremamente critica anche la posizione di Codacons che, sul fronte della tutela dei consumatori, evidenzia la difficoltà della procedura. «Il bonus – spiega il presidente Carlo Rienzi – è stato richiesto a oggi solo da 225mila cittadini contro i circa 30 milioni di italiani che andranno in vacanza. Le richieste cresceranno con ogni probabilità ma è evidente che la tendenza iniziale, registrata all’inizio di luglio e quindi con la stagione già avviata, risulta decisamente insufficiente rispetto alle necessità di rilancio del settore e si discosta molto dalle dichiarazioni di chi ha presentato il bonus come la panacea per un comparto strategico che ha pagato duramente, e più di altri, le conseguenze della pandemia».

Codacons ha raccolto le segnalazioni dei cittadini che rilevano ostacoli e intoppi nella procedura di attivazione del bonus mentre in alcuni casi si è giunti al vero e proprio rifiuto da parte delle strutture ricettive, dove sono molti, specie gestori di b&b, gli operatori che non intendono accettare l’incentivo. Rifiuto che viene opposto anche quando si tratta di soggiorni per importi limitati e inferiori ai 500 euro previsti dal bonus.

«Una situazione – conclude Rienzi – che dimostra le falle del “bonus vacanze”, e la necessità per i Comuni che vogliono attirare turisti di studiare soluzioni alternative, come sconti aggiuntivi su soggiorni e servizi vari (escursioni, noleggi auto, moto, bici, equitazione, musei, ecc.) che il Codacons ha proposto alle amministrazioni attraverso una apposita convenzione».



2 Commenti

  1. Ma me lo spiegate chi ha voglia di andare in vacanza in questo periodo? Mio marito ha preso da poco la cassa integrazione, dobbiamo campare a stento con i nostri risparmi, abbiamo un figlio da mandare a studiare fuori e secondo voi ci possiamo permettere di andare a farci la vacanza in giro per l’Italia? Ma andassero a trovare altre soluzioni e spremersi le meningi per qualcosa di più utile

  2. Beh, io credo che ne approfitterò insieme alla mia famiglia. Abbiamo un bambino che frequenterà le medie e poverino ha vissuto mesi di quarantena e stress in famiglia. Gli farà bene qualche giorno di relax e farà bene anche a noi che siamo che i nervi a fior di pelle tra preoccupazione per il virus e stanchezza psicologica e fisica per la gestione del periodo di lockdown.

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