Orfani di femminicidio: arrivano i fondi

3 Luglio 2020
Orfani di femminicidio: arrivano i fondi

Risorse per agevolare l’accesso allo studio e al lavoro a chi è vittima di crimini domestici.

Figli che hanno perso una madre o un padre in un crimine domestico: nessuno potrà restituirglieli, ma lo Stato vuole essere dalla loro parte e contribuire alla loro formazione. È il senso delle nuove misure per il sostegno al diritto allo studio e al lavoro per gli orfani di femminicidi e crimini domestici. Il regolamento, come annuncia il ministero dell’Interno, è fresco di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale [1]: entrerà in vigore il 16 luglio, rendendo finalmente concreta la possibilità di accedere a queste risorse, previste fin dalla legge di Bilancio 2017.

I fondi per lo studio

«L’omicidio di un genitore da parte dell’altro fa vivere ai figli un trauma aggravato dalla perdita contemporanea di due figure di riferimento fondamentali (genitore vittima e genitore autore del reato, detenuto o suicida) – ha scritto in un documento di recente pubblicazione l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza -. Al dolore per la perdita si aggiungono altre difficoltà, di natura diversa: materiali, emotive, sociali e giudiziarie». Da qui, la necessità di farsi carico almeno di una parte delle spese che gli orfani di femminicidi e crimini domestici in genere devono ritrovarsi a sostenere, in un percorso più difficile rispetto ai loro coetanei.

Le risorse previste per il sostegno allo studio ammontano a 2 milioni per il 2017, 4 milioni per il 2018, circa 6 milioni per il 2019, 3,5 milioni nel 2020, 2 milioni nel 2021 e 1,5 milioni dal 2022. Serviranno per borse di studio e accesso gratuito – parzialmente o totalmente – a convitti, educandati o altre istituzioni educative, «anche in base a convenzioni stipulate dal Commissario per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti – si legge sul sito del Viminale – a favore di studenti degli istituti del sistema nazionale di istruzione, degli istituti di istruzione e formazione professionale, delle università, delle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Afam) e degli istituti tecnici superiori (Its)».

I fondi per formazione e lavoro

Quanto all’inserimento nel mondo del lavoro, il regolamento prevede anche iniziative di orientamento e formazione e incentivi alle assunzioni. Per questo obiettivo, in particolare, si parla di due milioni nel 2020 e un milione dal 2021 alle Regioni e alle Province autonome. Ai datori di lavoro sarà erogato fino al 50% dei contributi versati per un massimo di 36 mesi. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, «lo stanziamento è di 500mila euro nel 2020, che sale a un milione nel 2021 e a 1,5 milioni dal 2022».

Il ministero dell’Interno informa che è previsto anche un sostegno di 300 euro mensili per ogni minorenne alle famiglie affidatarie degli orfani dei crimini domestici, per un totale di 6 milioni per il 2019 e 8 milioni dal 2020. Soltanto per il triennio 2018-2020 contributi per spese mediche e assistenziali del valore di 500mila euro annui. Sempre secondo il quotidiano di Confindustria, il 70% delle risorse saranno destinate ai minori, il resto ai maggiorenni non autosufficienti economicamente.

Come fare domanda

Sul portale del Viminale si legge che «i benefici previsti sono cumulabili tra loro e le domande vanno trasmesse alla Prefettura competente per il successivo inoltro al Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti. Le domande per il sostegno allo studio, per l’orientamento e formazione, per le spese medico-assistenziali e per il sostegno alle famiglie affidatarie di orfani minorenni vanno inoltrate alla Prefettura territorialmente competente in base alla residenza, per il successivo inoltro al Commissario. Le domande per gli incentivi all’assunzione devono invece essere presentate all’Inps dal datore di lavoro».


note

[1] decreto interministeriale 21 maggio 2020, n.71, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale – Serie generale n.164 del primo luglio 2020;


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