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Donazione sul conto altrui: quando è nulla o revocabile?

11 Luglio 2020
Donazione sul conto altrui: quando è nulla o revocabile?

Dal 2017 sono in contestazione con un presunto creditore. Nel 2016, senza sapere ciò che sarebbe successo, ho spostato una somma, non elevata, sul conto di mia moglie. Ci sono i presupposti affinché quel creditore o uno qualsiasi possa impugnare questa donazione ed entro quali termini?

Gentile cliente, nel suo quesito descrive il compimento di una donazione a favore di sua moglie, semplicemente, mediante versamento di una somma di denaro sul conto corrente intestato alla medesima. Chiede, altresì, se questo atto possa essere annullato da un potenziale creditore.

Nell’ottica in esame, deve, innanzitutto, considerare che il contratto di donazione, per essere compiuto validamente, necessita dell’atto pubblico, cioè stipulato tramite notaio e alla presenza di almeno due testimoni [1]. In caso contrario, un potenziale interessato, quale ad esempio un suo creditore, potrebbe avanzare domanda di nullità della medesima donazione. Si tratta di un’azione legale che non è soggetta a prescrizione [2], pertanto è un’ipotesi che deve valutare a prescindere da un’eventuale scadenza. Tuttavia, deve sapere che se il versamento eseguito riguardava una somma di modico valore non era necessaria la forma solenne. Lo afferma la legge [3], la quale precisa che la modicità deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante, ad esempio, perché non ha inciso sul patrimonio del medesimo [4]. Se ciò dovesse corrispondere al suo caso, la donazione poteva essere fatta anche in modo semplice, così come è avvenuto, e non dovrebbe temere alcuna azione di nullità.

La donazione compiuta potrebbe, altresì, essere revocata da un creditore soltanto se:

  • quest’ultimo dimostrasse che è stata, intenzionalmente, preordinata a danneggiarlo, ove mai il credito dovesse essere sorto successivamente [5];
  • sempre che non siano trascorsi cinque anni dall’atto [6], anche se la giurisprudenza tende a far partire la prescrizione dal momento in cui è stata data pubblicità a terzi dell’operazione [7].

Tuttavia, alla luce dei predetti presupposti e delle circostanze descritte in quesito, non sembrerebbero esserci gli elementi per poter temere una revocatoria, visto che la donazione non era volutamente preordinata a danneggiare un suo creditore, diventato tale successivamente al versamento eseguito.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 782 cod. civ.

[2] Art. 1422 cod. civ.

[3] Art. 783 cod. civ.

[4] Cass. civ. sent. n. 11304/1994

[5] Art. 2901 cod. civ.

[6] Art. 2903 cod. civ.

[7] Cass. civ. sent. n. 5889/2016


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