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Che cos’è il collocamento obbligatorio

5 Luglio 2020 | Autore:
Che cos’è il collocamento obbligatorio

Categorie protette: come funziona l’inserimento lavorativo delle persone disabili, di quali forme di sostegno possono beneficiare.

Le persone disabili, appartenenti a specifiche categorie o riconosciute invalide al di sopra di una determinata percentuale possono entrare a far parte delle categorie protette?

Che cosa sono le categorie protette? Si tratta di particolari categorie di lavoratori svantaggiati, che possono beneficiare del collegamento mirato, o collegamento obbligatorio.

Che cos’è il collocamento obbligatorio?

Il collocamento obbligatorio, chiamato ora collocamento mirato, consiste in un insieme di strumenti che agevolano l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone disabili appartenenti alle categorie protette: analisi dei posti di lavoro, forme di sostegno, altre azioni di politica attiva del lavoro e soluzioni dei problemi connessi con ambienti lavorativi, strumenti e relazioni interpersonali. La norma di riferimento è la cosiddetta legge 68.

I datori di lavoro che hanno da 15 dipendenti in su devono rispettare dei precisi obblighi in materia di collocamento obbligatorio e di assunzione di disabili, obblighi che variano sulla base dell’organico. Ma procediamo con ordine e facciamo il punto sul collocamento obbligatorio, o mirato.

Chi fa parte delle categorie protette?

Appartengono alle categorie protette i seguenti lavoratori disabili:

  • le persone in età lavorativa con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di un’invalidità (riduzione della capacità lavorativa) superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che percepiscono l’assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, o pensione d’invalidità civile;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria;
  • i centralinisti telefonici non vedenti; i massaggiatori e massofisioterapisti non vedenti; i terapisti della riabilitazione non vedenti nonché i sordomuti (in base alle specifiche disposizioni previste per ognuna di tali categorie).

Quali lavoratori beneficiano del collocamento obbligatorio?

Per beneficiare del collocamento obbligatorio non basta appartenere alle categorie protette, ma è necessario anche iscriversi alle liste di collocamento.

Per poter rientrare in questi elenchi  il lavoratore appartenente alle categorie protette deve risultare in stato di disoccupazione o in situazioni lavorative compatibili con il mantenimento di questa condizione.

Il disabile iscritto alle liste di collocamento deve presentarsi spontaneamente al centro per l’impiego, almeno una volta all’anno, per riconfermare (sottoscrivendo un apposito modulo) la propria immediata disponibilità al lavoro (si tratta della cosiddetta conferma Did).

Se la conferma della disponibilità non viene effettuata, il disabile perde lo stato di disoccupazione, con conseguente cancellazione dalle liste di collocamento obbligatorio.

Come ci si iscrive alle liste di collocamento obbligatorio?

La procedura per l’iscrizione nelle liste delle categorie protette è piuttosto lunga ed articolata, e prevede anche un colloquio e una relazione da parte dell’apposita commissione sanitaria.

L’ente competente per la stesura della graduatoria, unica per tutte le disabilità, è il servizio per l’inserimento mirato dei disabili. Per saperne di più: Come iscriversi alle liste di collocamento obbligatorio.

Quali datori di lavoro devono rispettare gli obblighi relativi al collocamento obbligatorio?

Sono tenuti a rispettare gli obblighi previsti dalla legge in materia di collocamento obbligatorio i datori di lavoro con almeno 15 dipendenti.

In particolare:

  • il datore di lavoro che ha alle sue dipendenze sino a 14 persone non è soggetto alle norme in materia di collocamento obbligatorio; in pratica, può assumere un disabile ma non vi è obbligato;
  • il datore che ha alle sue dipendenze da 15 a 35 lavoratori è tenuto ad assumere, tramite il sistema del collocamento obbligatorio, almeno un dipendente; l’obbligo vige a prescindere dal fatto che il datore intenda procedere o meno a nuove assunzioni; dall’assunzione del quindicesimo dipendente, il datore ha 60 giorni per assumere un disabile appartenente alle categorie protette;
  • se il datore di lavoro ha da 36 a 50 dipendenti, deve assumere almeno due lavoratori subordinati disabili appartenenti alle categorie protette;
  • se ha più di 50 dipendenti, il datore è tenuto a riservare, rispetto al totale dei lavoratori occupati, almeno il 7% dei posti al personale disabile.

Che cos’è la quota di riserva?

La quota di riserva è la quota di lavoratori disabili che il datore di lavoro è obbligato ad avere in organico, in altre parole rappresenta i posti disponibili per i lavoratori svantaggiati che appartengono alle categorie protette.

Come funziona la richiesta di avviamento?

Il datore di lavoro tenuto all’assunzione di categorie protette deve presentare agli uffici competenti la richiesta nominativa di assunzione entro 60 giorni dal momento in cui vi è l’obbligo. Il termine è elevato a 90 giorni per i datori del settore minerario, con l’esclusione di particolari categorie.

La richiesta nominativa può essere preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di effettuare la preselezione delle persone con disabilità iscritte nell’elenco tenuto dagli uffici stessi, sulla base delle qualifiche e secondo le modalità concordate con il datore di lavoro.

I disabili psichici vengono avviati su richiesta nominativa mediante apposite convenzioni ed i datori di lavoro che li assumono in convenzione hanno diritto alle agevolazioni della legge 68, graduate a seconda del tipo e del livello di disabilità.

Che succede se il datore non si attiva entro 60 giorni?

Se il datore non presenta la richiesta nominativa di assunzione entro 60 giorni, gli uffici competenti avviano i lavoratori secondo l’ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore sulla base delle qualifiche disponibili. Gli uffici possono procedere anche previa chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.

Si può far rientrare nella quota di riserva un disabile già assunto?

È possibile far rientrare nella quota di riserva sia i lavoratori che diventano disabili successivamente all’assunzione, sia quelli che, sebbene già disabili al momento dell’assunzione, non siano stati avviati attraverso il collocamento mirato, purché abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60%, o al 45% se disabili psichici, o al 33% se invalidi del lavoro.

Per poter computare il disabile all’interno della quota di riserva, è sufficiente che l’azienda presenti un’apposita richiesta d’inserimento di persona con disabilità nella quota d’obbligo.

Per approfondire: Assunzione obbligatoria di disabili.


note

[1] L. 68/1999.


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