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Quali sono i diritti e i doveri del datore di lavoro

16 Settembre 2020 | Autore:
Quali sono i diritti e i doveri del datore di lavoro

Cosa riconosce e cosa impone la legge ai responsabili d’azienda?

Il lavoro nobilita l’uomo, dice l’antico proverbio. E, in effetti, il lavoro dovrebbe essere scelto liberamente da ognuno di noi in vista del nostro benessere materiale e morale e del progresso di tutta la comunità. Questa è, d’altra parte, la definizione di lavoro contenuta nella nostra Costituzione [1]. Ma è di tutta evidenza che il lavoro non è quasi mai una libera scelta. I lavoratori assai spesso, se non sempre, svolgono non l’attività che hanno sognato e per la quale hanno speso anni di studio, ma qualsiasi attività sia in quel momento disponibile pur di racimolare il necessario per vivere. Una situazione che è distante anni luce da quello che la nostra Costituzione fissava come ideale da realizzare. In ogni caso, il modello di società che la nostra Costituzione ha fissato resta comunque un impegno per cui lavorare tutti insieme, istituzioni e cittadini. E mentre ci auspichiamo che questo obiettivo sia raggiunto il più presto possibile, occorre comunque a breve termine sforzarsi per rendere il lavoro e l’ambiente di lavoro pienamente rispettosi della dignità delle persone. In particolare, in questo articolo, cercheremo di individuare quali sono i diritti e i doveri del datore di lavoro.

Tenteremo di individuare, alla luce delle regole esistenti nel nostro Paese, quali sono gli obblighi che incombono sui datori di lavoro e, allo stesso tempo, quali sono i diritti che ad essi spettano nello svolgimento del rapporto che li lega ai loro dipendenti.

Quali diritti ha il datore di lavoro?

Al datore di lavoro, cioè al capo dell’azienda, sono riconosciuti fondamentalmente tre poteri [2]:

  • un potere di dirigenza;
  • un potere di controllo;
  • un potere disciplinare.

Il potere di dirigenza, cioè di dirigere e coordinare l’attività aziendale, si esercita impartendo ordini ai sottoposti (cioè ai dipendenti che collaborano con lui).

Chiaramente, il potere dirigenziale non è illimitato. Il datore di lavoro non potrà, infatti, impartire ordini che incidano sulla dignità del lavoratore o che siano illegali. Il lavoratore avrà il diritto di rifiutarsi di eseguire ordini che contrastino con la legge.

Il datore di lavoro non può impartire ordini che contrastino con la dignità dei lavoratori: sarà illegale pertanto l’ordine di lavorare oltre l’orario massimo di lavoro consentito dalla legge

Il potere di controllo del datore di lavoro consiste nel diritto di verificare ed appurare se gli ordini impartiti siano o meno eseguiti. Anche in questo caso, il controllo esercitabile dal datore di lavoro non potrà essere senza limiti. Il datore di lavoro potrà perciò controllare l’attività dei suoi dipendenti, ma non cosa pensano o cosa si dicono tra loro i dipendenti. In questo senso, sarà consentito installare videocamere ma solo per verificare che il lavoro sia svolto, ma queste videocamere dovranno essere autorizzate, della loro presenza dovranno essere avvertiti i lavoratori ed esse non potranno zoomare né percepire i suoni dell’ambiente di lavoro.

Infine, il datore di lavoro ha il potere disciplinare e, quindi, il diritto di sanzionare i dipendenti che non rispettino le norme contrattuali o che infrangano il codice disciplinare esposto in azienda oppure che danneggino l’azienda nei suoi beni materiali o immateriali.

Le sanzioni disciplinari sono indicate espressamente nel codice disciplinare aziendale, così come nel codice disciplinare è specificato l’iter che occorre seguire per infliggere una sanzione disciplinare e i diritti di cui dispone il lavoratore per difendersi dalle accuse che gli potrebbero essere mosse.

Il datore di lavoro ha il diritto di impartire ordini

Quali doveri ha il datore di lavoro?

I doveri del datore di lavoro sono strettamente connessi al fatto che gli è riconosciuto il ruolo di capo dell’impresa.

Come tutti i capi, infatti, anche i datori di lavoro hanno responsabilità precise nei confronti dei loro sottoposti, cioè dei dipendenti.

Il datore di lavoro ha:

  • il dovere di proteggere [3];
  • il dovere di retribuire [4].

In particolare, il datore deve predisporre tutte le misure idonee a salvaguardare la sicurezza, la salute e la dignità personale dei propri dipendenti (parallelamente deve anche versare i contributi, nella misura posta a suo carico, per le forme di previdenza e assistenza obbligatoria dei lavoratori dipendenti).

Inoltre, il datore di lavoro deve retribuire i lavoratori, nella misura stabilita dal contratto e alle scadenze pattuite.

Il datore di lavoro che sia un imprenditore siderurgico è tenuto a garantire ai propri dipendenti un ambiente di lavoro salubre e nel quale siano state individuate ed eliminate (o rese innocue il piu’ possibile) tutte le fonti di rischio esistenti. Il datore di lavoro dovrà perciò dotare i propri dipendenti di caschi protettivi e tute ignifughe ed evitare ogni pericolo connesso alle gittate di fuoco dagli altoforni.

Il datore di lavoro ha il dovere di proteggere i propri dipendenti dai rischi connessi all’attività di lavoro


note

[1] Artt. 4 cost.

[2] Artt. 2086 e 2106 cod. civ.

[3] Art. 2087 e cod. civ.

[4] Art. 2099 cod. civ. e art. 36 cost.


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