Bonus vacanze: molte strutture lo rifiutano

4 Luglio 2020
Bonus vacanze: molte strutture lo rifiutano

Alberghi, agriturismi e B&B lo accettano solo nel 46% dei casi; quasi il 20% degli esercenti è ancora indeciso. L’Agenzia delle Entrate lo estende ai servizi balneari.

Il bonus vacanze, il contributo per i soggiorni fino a 500 euro per le famiglie con Isee fino a 40mila euro, non sembra proprio partito con il piede giusto. Dopo le ultime pesanti critiche delle associazioni al meccanismo, adesso un’indagine di Federconsumatori rivela che solo il 46% delle strutture lo sta accettando: il 35% lo rifiuta, e il 19% è ancora indeciso.

Per ottenere questi risultati, Federconsumatori ha monitorato 370 strutture in tutta Italia, ubicate al mare, in montagna e nelle città d’arte, chiedendo agli esercenti se accettassero il bonus oppure no. La rilevazione ha compreso 210 alberghi, 110 B&B e 50 agriturismi.

«Stiamo ricevendo in questi giorni – spiega l’associazione dei consumatori all’agenzia stampa Adnkronos – molte segnalazioni di cittadini che si lamentano del fatto che molte strutture alberghiere non accettano i bonus vacanza istituiti dal Governo per agevolare le famiglie, permettendo loro di usufruire delle ferie estive e per sostenere il settore del turismo in grande difficoltà nel nostro Paese a causa della pandemia».

Gli agriturismi sono le strutture che accettano di più i bonus: di quelli monitorati ben il 60% si è dichiarato disponibile ad accettare tale agevolazione per i soggiorni. La percentuale di accettazione scende al 53% negli hotel e al 36% nei B&B.

«È un dato allarmante – osserva Federconsumatori. Se da un lato, infatti, è a discrezione dell’esercente la scelta se accettare o meno tale bonus, dall’altra la mancata applicazione dell’agevolazione presso un numero così elevato di strutture rischia di rendere vani gli sforzi che il Governo ha messo in campo per sostenere le famiglie che, a causa della crisi post Covid, saranno costrette in molti casi a rinunciare alle  vacanze».

Federconsumatori suggerisce di estendere la fruizione anche attraverso i portali di prenotazione online (Otp): «E’ noto che molte famiglie, per cercare le offerte migliori e per risparmiare, prenotano autonomamente le vacanze approfittando di sconti ed offerte online. Le maggiori criticità sollevate dagli albergatori sono i tempi molto ristretti per valutare l’adesione all’iniziativa e la necessità di risorse immediate dopo la chiusura per la pandemia: in tal senso è necessario effettuare degli accordi per far sì che gli albergatori che accettano il bonus possano disporre immediatamente della liquidità, anche attraverso un coinvolgimento delle banche».

Anche il Codacons rileva il medesimo fenomeno: «Molti consumatori denunciano come le strutture ricettive non accettino l’incentivo nel caso di soggiorni brevi, oppure impongano ingiustificate soglie minime di spesa ai clienti: chi vuole godere del bonus, in sostanza, deve spendere presso l’albergo più del valore del sussidio, altrimenti la prenotazione non viene accettata. Anche quando a richiedere il bonus per conto di un cliente è l’agenzia di viaggi, molti operatori pongono un netto rifiuto, per non pagare le commissioni all’agenzia intermediaria».

Intanto, l’Agenzia delle Entrate in una nuova circolare [1] chiarisce che il bonus copre anche i servizi balneari se inclusi nel medesimo pacchetto vacanze: dovranno essere indicati nella fattura emessa dall’unico fornitore scelto dal privato. Invece l’Agenzia ribadisce che il credito d’imposta non può essere utilizzato sulle prestazioni rese da più fornitori; l’unica eccezione è appunto quella dei servizi accessori.

Così ad esempio – precisa l’Agenzia – «nel caso di un soggiorno presso una struttura alberghiera con fattura emessa da un primo fornitore, è possibile includere ai fini del credito d’imposta vacanze i costi per la fruizione dei servizi balneari da parte di un secondo fornitore se gli stessi sono indicati nell’unica fattura emessa dal primo fornitore».

Inoltre, l’agevolazione anche in questo caso allargato a più servizi e strutture spetta in relazione ad un unico soggiorno – fruito nel periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 – e la struttura turistica fornitrice del servizio e che riceve il pagamento del cliente deve rientrare nelle categorie delle imprese turistico ricettive, agriturismi e bed & breakfast.

Il bonus è fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato sul pagamento dei servizi; il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi. Il contributo arriva a un massimo di 500 euro per nuclei familiari composti da almeno tre persone, 300 euro per due persone e 150 euro per single. In tutti i casi, i beneficiari devono avere un Isee inferiore a 40mila euro.

Il bonus vacanze va richiesto e viene erogato esclusivamente in forma elettronica, utilizzando l’app dei servizi pubblici IO, da chi è in possesso di un’identità digitale Spid o di una carta d’identità elettronica Cie 3.0 (Carta d’Identità Elettonica).


note

[1] Circolare n.18/E del 3 luglio 2020.


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