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Interrogatorio di garanzia: ultime sentenze

10 Agosto 2020
Interrogatorio di garanzia: ultime sentenze

Giudizio immediato; indagato sottoposto a misura cautelare personale; procedimento di equa riparazione per l’ingiusta detenzione.

Misura cautelare coercitiva

In caso di applicazione di una misura cautelare coercitiva da parte del tribunale del riesame in accoglimento dell’appello del pubblico ministero avverso la decisione di rigetto del giudice delle indagini preliminari non è necessario procedere all’interrogatorio di garanzia a pena di inefficacia della misura suddetta. Infatti, l’interrogatorio ex articolo 294 del Cpp, quale momento ineliminabile di difesa nei casi previsti dalla norma (anche alla luce di plurimi interventi della Corte costituzionale: cfr., in particolare, le sentenze n. 77 del 24 marzo 1997 e n. 32 del 10 febbraio 1999), non è esportabile, al medesimo fine, in una vicenda quale quella della misura adottata all’esito dell’appello cautelare, dove le finalità difensive vengono comunque soddisfatte dal contraddittorio nel procedimento camerale instauratosi in seguito all’impugnazione: contraddittorio che il sistema consente, a nulla rilevando la facoltatività delle dichiarazioni, giacché ciò che conta è la circostanza che l’interessato è posto nelle condizioni di esercitare appieno le proprie difese, essendo rimesse alle determinazioni discrezionali proprio le modalità concrete dell’esercizio del relativo diritto.

Cassazione penale sez. un., 26/03/2020, n.17274

Reati commessi con violenza alla persona

In tema di misure cautelari, ai fini della ammissibilità della richiesta di revoca o di sostituzione del provvedimento applicato nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, non proposta in sede di interrogatorio di garanzia, è sufficiente la notifica al solo difensore della persona offesa e, soltanto qualora questi non sia stato nominato, alla persona offesa.

(In motivazione, la Corte ha precisato che il regime delle notifiche previsto dall’art. 299, comma 3, c.p.p. per la richiesta di revoca o di sostituzione si distingue da quello di cui al comma 2-bis della medesima norma, come modificato dall’art. 15, comma 4, l. 19 luglio 2019 n. 69, che, per rafforzare il meccanismo di conoscenza della persona offesa, impone l’immediata comunicazione del provvedimento di accoglimento, anche parziale, della istanza “de libertate” alla stessa persona offesa, in aggiunta e non in alternativa al suo difensore).

Cassazione penale sez. III, 21/02/2020, n.15609

Modifica della misura cautelare

Nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, l’istanza di revoca o di modifica della misura cautelare non proposta in sede di interrogatorio di garanzia non deve essere notificata alla persona offesa che non abbia provveduto a nominare un difensore o ad effettuare dichiarazione od elezione di domicilio.

(In motivazione, la Corte ha precisato che in tal senso depone l’inequivoco tenore letterale dell’art. 299, comma 3, secondo periodo, cod. proc. pen., nell’inciso in cui, dopo aver previsto l’obbligo di notifica della richiesta presso il difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa medesima, fa salva, in quest’ultimo caso, l’eventualità che questa non abbia provveduto a dichiarare o ad eleggere domicilio).

Cassazione penale sez. I, 17/01/2020, n.5552

Quando è necessario l’interrogatorio di garanzia?

Va rimessa alle sezioni Unite la soluzione del seguente quesito: se, in caso di applicazione di una misura cautelare coercitiva da parte del tribunale, in accoglimento dell’appello del pubblico ministero avverso la decisione di rigetto del g.i.p., sia o meno necessario procedere all’interrogatorio di garanzia a pena d’inefficacia della misura cautelare.

Cassazione penale sez. VI, 18/12/2019, n.1243

Giudizio immediato e interrogatorio di garanzia

In tema di giudizio immediato, per l’accesso al rito speciale l’interrogatorio di garanzia previsto dall’art. 294 c.p.p. è equipollente all’interrogatorio cui fa riferimento l’art. 453 c.p.p.

Cassazione penale sez. V, 10/12/2019, n.4729

Deve essere ripetuto l’interrogatorio di garanzia reso al giudice incompetente?

La ratio dell’interrogatorio di garanzia è quella di porre la persona raggiunta dalla misura cautelare in condizione di difendersi dalle accuse e di contestare i gravi indizi di colpevolezza ritenuti a suo carico, nonché di respingere le ravvisate esigenze cautelari. Il verbale e il contenuto dell’interrogatorio legittimamente reso al giudice che si dichiari poi incompetente costituiscono atti pienamente validi ed utilizzabili dei quali il giudice competente deve tenere conto in sede di valutazione circa una nuova ed autonoma ordinanza applicativa della misura cautelare. Tale affermazione discende dal più generale principio processuale che, in tema di validità di atti posti in essere da giudice incompetente, sancisce la loro conservazione.

Cassazione penale sez. I, 15/10/2019, n.45920

Valutazione sull’attendibilità delle dichiarazioni rese dall’imputato

In tema di giudizio abbreviato, il giudice di appello che, sulla base di una diversa valutazione dell’attendibilità delle dichiarazioni rese dall’imputato in sede di interrogatorio di garanzia e innanzi al giudice per l’udienza preliminare, riforma la sentenza assolutoria di primo grado, è obbligato a rinnovare la prova dichiarativa ritenuta decisiva, ai sensi dell’art. 603, comma 3-bis, c.p.p.

Cassazione penale sez. IV, 02/10/2019, n.46210

L’inutilizzabilità nel giudizio cautelare

L’inutilizzabilità nel giudizio cautelare degli atti compiuti dopo la scadenza dei termini delle indagini è rilevabile esclusivamente su eccezione di parte, che deve essere proposta immediatamente dopo il compimento dell’atto o nella “prima occasione utile”, da individuarsi non nell’interrogatorio di garanzia, che ha una funzione meramente difensiva e che è preceduto dal solo deposito degli atti, ma nel riesame, al quale è demandato l’esercizio dinamico delle prerogative difensive in funzione delle quali è anche previsto il diritto al rilascio delle copie degli atti depositati con la richiesta cautelare.

(Fattispecie in cui l’eccezione di inutilizzabilità di consulenze tecniche depositate oltre la scadenza del termine di cui all’art. 407 c.p.p. non sollevata in sede di interrogatorio, è stata ritenuta tempestivamente proposta in sede di riesame).

Cassazione penale sez. V, 24/09/2019, n.40500

Valore probatorio del silenzio dell’imputato

Il silenzio serbato dall’indagato in sede di interrogatorio di garanzia non può essere utilizzato quale elemento di prova a suo carico, ma da tale comportamento processuale il giudice può trarre argomenti di prova, utili per la valutazione delle circostanze aliunde acquisite, senza che, naturalmente, ciò possa determinare alcun sovvertimento dell’onere probatorio.

Con l’ulteriore precisazione che il silenzio dell’imputato, come desumibile dalla presa di posizione assunta dalla Cedu (sentenza 8 febbraio 1996, Murray contro Regno unito), se in partenza costituisce un dato processualmente neutro, può nondimeno assumere anche un più significato rilievo, in misura direttamente proporzionale alla solidità degli elementi di accusa, che in ipotesi risultino privi di idonea spiegazione.

Cassazione penale sez. III, 19/09/2019, n.43254

La condanna a titolo di cooperazione nel delitto colposo

Non viola il principio di correlazione tra accusa e sentenza la condanna a titolo di cooperazione nel delitto colposo, a fronte della contestazione di reato colposo monosoggettivo, allorquando l’imputazione, pur non richiamando l’art. 113 c.p. e non utilizzando il vocabolo cooperazione, attribuisca agli imputati una serie di condotte che, per come descritte, sono connotate dalla reciproca consapevolezza dell’azione del coimputato.

(In applicazione del principio la Corte ha escluso la violazione dell’art. 521 c.p.p., in relazione alla condanna di un infermiere a titolo di cooperazione in omicidio colposo di un paziente, per avere consentito, o comunque non essersi opposto, a che il coimputato, pure infermiere, tenesse la condotta attiva che aveva causato la morte, originariamente contestata anche al primo, rilevando che nel procedimento era stato ampiamente consentito l’esercizio del diritto di difesa, sin dall’interrogatorio di garanzia, su ogni singolo aspetto dell’evento per cui era stato tratto a giudizio).

Cassazione penale sez. IV, 19/04/2019, n.33253

Condizioni ostative al riconoscimento della riparazione per ingiusta detenzione

In tema di riparazione per l’ingiusta detenzione, l’aver dato o concorso a dare causa alla custodia cautelare per dolo o colpa grave non opera, quale condizione ostativa al riconoscimento del diritto, qualora l’accertamento della insussistenza “ab origine” delle condizioni di applicabilità della misura avvenga sulla base di una diversa valutazione dei medesimi elementi trasmessi al giudice che ha emesso il provvedimento cautelare; in tale ipotesi, il giudice della riparazione non può valutare – neppure al diverso fine della eventuale riduzione dell’entità dell’indennizzo – la condotta colposa lieve. (Fattispecie in cui, in una ipotesi di ingiustizia “formale” del provvedimento cautelare, la Corte ha annullato con rinvio l’ordinanza che aveva ridotto l’indennizzo ritenendo la sussistenza della colpa lieve dell’interessato per non avere risposto all’interrogatorio di garanzia, serbando il silenzio per i successivi sette mesi).

Cassazione penale sez. IV, 21/03/2019, n.22103

Interrogatorio di garanzia: va trasmesso al tribunale del riesame?

L’interrogatorio di garanzia previsto dall’art. 294 cod. proc. pen. deve ritenersi incluso tra gli elementi favorevoli sopravvenuti, per i quali l’art. 309 comma 5 cod. proc. pen. impone l’obbligo di trasmissione da parte dell’autorità procedente al tribunale del riesame, soltanto quando abbia un contenuto oggettivamente favorevole all’indagato e non si limiti alla mera contestazione delle accuse.

(In motivazione la Corte ha precisato che detta valenza dell’atto idonea a comportare la caducazione della misura cautelare deve essere specificatamente indicata dalla parte nel ricorso al tribunale del riesame).

Cassazione penale sez. IV, 13/02/2019, n.12896

La misura dell’allontanamento urgente dalla casa famiglia

In tema di convalida della misura dell’allontanamento urgente dalla casa familiare, disposto ai sensi dell’art. 384-bis c.p.p., l’indagato che si renda irreperibile, ponendosi nella condizione di non essere raggiunto dalla notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza di convalida, rende impossibile l’assunzione dell’interrogatorio di garanzia, in tal modo determinando una causa di forza maggiore impeditiva a fronte della quale il giudice ha il dovere di procedere comunque alla convalida, ove ne ricorrano i presupposti di legge.

Cassazione penale sez. VI, 16/01/2019, n.22524

Giudizio di riparazione per ingiusta detenzione

Nel procedimento di equa riparazione per l’ingiusta detenzione il giudice deve valutare anche la condotta colposa lieve, rilevante non quale causa ostativa per il riconoscimento dell’indennizzo bensì per l’eventuale riduzione della sua entità.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito di decurtare della metà l’importo dell’indennizzo, considerando influente, ai fini del protrarsi del vincolo cautelare, la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia, così non agevolando l’attività investigativa che avrebbe potuto portare, anche in tempi più rapidi, alla caducazione del titolo cautelare).

Cassazione penale sez. IV, 09/10/2018, n.51343

Interrogatorio di garanzia: può essere differito per la pandemia da Covid-19?

L’interrogatorio di garanzia dell’indagato sottoposto a misura cautelare personale ex art. 294 c.p.p., non può essere differito per la pandemia da covid -19 perché pur non essendo menzionato nel d.l. 18/2020 art. 83 deve ritenersi che la ratio dell’atto sia la stessa della convalida dell’arresto o del fermo, espressamente previsti, non potendosi rinviare un atto per il quale l’indagato possa difendersi da limitazioni della propria libertà personale.

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 06/04/2020



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