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Interrogatorio di garanzia: ultime sentenze

3 Novembre 2022
Interrogatorio di garanzia: ultime sentenze

Giudizio immediato; indagato sottoposto a misura cautelare personale; procedimento di equa riparazione per l’ingiusta detenzione.

Indice

Omesso avviso dell’interrogatorio di garanzia al difensore di fiducia

L’omesso avviso dell’interrogatorio di garanzia al difensore di fiducia integra una nullità generale a regime intermedio, che è sanata, ai sensi dell’art. 182, comma 2, c.p.p., nel caso in cui l’indagato o altro suo difensore presente all’atto non la eccepisca prima del compimento dello stesso. (Fattispecie in cui il secondo difensore di fiducia, nominato dall’indagato in sede di interrogatorio, nulla eccepiva in ordine al mancato invio dell’avviso al primo difensore fiduciario).

Cassazione penale sez. IV, 14/07/2022, n.28455

Sostituzione della misura dei domiciliari con la custodia carceraria

Il giudice che disponga la sostituzione della misura degli arresti domiciliari in corso di esecuzione con quella della custodia carceraria, a causa dell’aggravamento delle esigenze cautelari, non è tenuto a procedere ad un nuovo interrogatorio di garanzia dell’imputato, richiesto solo in caso di prima applicazione della misura.

Cassazione penale sez. III, 20/04/2022, n.16623

Mancata risposta all’interrogatorio di garanzia

In tema di riparazione per l’ingiusta detenzione, il giudice, ai fini del riconoscimento della colpa grave ostativa all’indennizzo nella mancata risposta dell’indagato all’interrogatorio di garanzia, deve individuare le circostanze taciute, utili ad attribuire un diverso significato agli elementi posti a fondamento del provvedimento cautelare. (Fattispecie in cui il provvedimento impugnato aveva dato rilievo alla mancata indicazione di un alibi, che la Corte ha rilevato potrebbe anche non esistere).

Cassazione penale sez. IV, 01/12/2021, n.46410

Rinnovazione della misura cautelare disposta da giudice incompetente: occorre procedere al nuovo interrogatorio di garanzia?

In tema di misure cautelari disposte da giudice incompetente, non è necessario procedere ad un nuovo interrogatorio di garanzia a seguito della rinnovazione della misura ai sensi dell’art. 27 c.p.p., a meno che non siano contestati all’indagato fatti nuovi, idonei ad incidere significativamente sull’episodio addebitato, rendendolo diverso o ulteriore. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso che le sopravvenute dichiarazioni rese da un coindagato rendessero necessaria la rinnovazione dell’interrogatorio, in quanto meramente confermative di elementi di fatto già acquisiti).

Cassazione penale sez. VI, 23/11/2021, n.3169

La nullità dell’interrogatorio di garanzia

La nullità dell’interrogatorio di garanzia in sede di udienza di convalida dell’arresto non determina la nullità dell’ordinanza che dispone la misura della custodia cautelare, essendo quest’ultima un provvedimento distinto ed autonomo rispetto a quello di convalida, ma determina esclusivamente la necessità di compiere un valido interrogatorio nel termine previsto dall’art. 294 cod. proc. pen., a pena di inefficacia della misura. (Fattispecie relativa ad interrogatorio assunto in aula virtuale Teams, con modalità non idonee ad assicurare il diritto dell’indagato ad interloquire in forma riservata con il difensore).

Cassazione penale sez. VI, 06/07/2021, n.29214

Reati con violenza alla persona

Nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, l’istanza di revoca o di modifica della misura cautelare che non sia stata proposta in sede di interrogatorio di garanzia, deve essere notificata alla persona offesa anche in assenza di una sua formale dichiarazione o elezione di domicilio, atteso che l’art. 299, comma 3, c.p.p., come modificato dall’art. 2 d.l. 14 agosto 2013, n. 93, conv. nella l. 15 ottobre 2013, n. 119, prevede, a pena di inammissibilità di detta richiesta, distinte modalità di notifica alla persona offesa: 1) presso il difensore di fiducia, ai sensi dell’art. 33 disp. att. c.p.p.; 2) personalmente, presso la stessa persona offesa, nel caso in cui non abbia nominato un difensore di fiducia, salva l’ipotesi in cui questa abbia eletto o dichiarato domicilio, nel qual caso dovrà essere sempre eseguita in tale luogo, anche se sia già intervenuta la nomina di un difensore.

(In motivazione, la Corte ha, altresì, precisato che grava sull’istante, per poter essere esonerato dall’obbligo di notificazione, quantomeno un onere di allegazione in relazione all’individuazione delle persone offese che non abbiano nominato un difensore, né eletto domicilio per le notificazioni).

Cassazione penale sez. II, 10/02/2021, n.12377

Inutilizzabili le dichiarazioni eteroaccusatorie del coindagato

Non sono inutilizzabili per violazione del divieto posto dall’art. 64, comma 2, c.p.p., le dichiarazioni eteroaccusatorie rese dal coindagato in sede di interrogatorio di garanzia, laddove il giudice abbia invitato il soggetto a rispondere al fine di non incorrere in responsabilità penale, in quanto tale sollecitazione non integra l’impiego di metodi idonei ad influire sulla libertà di autodeterminazione della persona interrogata.

Cassazione penale sez. VI, 26/11/2020, n.1617

Reati commessi con violenza alla persona

Nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, l’istanza di revoca o di modifica della misura cautelare non proposta in sede di interrogatorio di garanzia non deve essere notificata alla persona offesa che non abbia provveduto a nominare un difensore o ad effettuare dichiarazione od elezione di domicilio. (In motivazione, la Corte ha precisato che in tal senso depone l’inequivoco tenore letterale dell’art. 299, comma 3, secondo periodo, c.p.p., nell’inciso in cui, dopo aver previsto l’obbligo di notifica della richiesta presso il difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa medesima, fa salva, in quest’ultimo caso, l’eventualità che questa non abbia provveduto a dichiarare o ad eleggere domicilio).

Cassazione penale sez. I, 24/11/2020, n.1460

Quando non è necessario l’interrogatorio di garanzia?

Nel caso in cui la misura cautelare, disposta in fase di indagini preliminari, sia eseguita nel corso del dibattimento nei confronti di soggetto latitante, non è necessario procedere all’interrogatorio di garanzia ai sensi dell’art. 294 c.p.p., in quanto il diretto contatto tra il giudice ed il soggetto sottoposto a custodia consente, nella pienezza del contraddittorio, la più ampia possibilità di controllo circa la sussistenza dei presupposti della cautela.

Cassazione penale sez. VI, 03/11/2020, n.3470

Interrogatorio di garanzia non documentato con la fonoregistrazione

In presenza di un interrogatorio di garanzia espletato, ma non documentato con la fonoregistrazione, la trasmissione del solo verbale riassuntivo non viola l’obbligo previsto dall’art. 309, comma 5, c.p.p., con conseguente declaratoria di inefficacia della misura coercitiva ai sensi dell’art. 309, comma 10, c.p.p. In altri termini, la mancanza di fonoregistrazione e, dunque, di documentazione tecnica delle dichiarazioni rese dalla persona che si trova in stato di custodia cautelare, non integra una violazione dell’art. 309, comma 5, c.p.p.

Cassazione penale sez. III, 28/10/2020, n.4773

Necessità di un nuovo interrogatorio di garanzia

In tema di mandato di arresto europeo, l’audizione dell’arrestato da parte del presidente della Corte di appello o di un magistrato da lui delegato esclude la necessità di un nuovo interrogatorio di garanzia “ex” art. 294 c.p.p., il cui espletamento è da ritenere incompatibile con il sistema processuale speciale introdotto dalla legge sopra menzionata, cosicché, in caso di impedimento dell’arrestato a comparire e di sospensione dell’audizione ex art. 294, comma 2, c.p.p., non occorre rifissare l’interrogatorio una volta cessato l’impedimento.

Cassazione penale sez. fer., 18/08/2020, n.23951

Interrogatorio di garanzia notificato al difensore il giorno precedente

È tempestivo l’avviso dell’interrogatorio di garanzia notificato al difensore il giorno precedente. L’avvocato della parte ha, infatti, la facoltà se impossibilitato per la distanza a presenziare di chiedere un differimento. Di conseguenza non si verifica alcuna lesione del diritto di difesa dell’indagato.

La Suprema corte sottolinea la ratio dell’istituto dell’interrogatorio di garanzia, che è quella di consentire un immediato contatto tra la persona privata della libertà e il giudice che ha emesso la misura, sulla base di atti che, di regola, non sono formati in contraddittorio. Per quanto riguarda il lasso di tempo che deve passare tra l’avviso dell’atto e il suo compimento, in assenza di una specifica disciplina, l’effettività del rispetto delle garanzie di difesa va valutata in base al caso concreto per verificare se il difensore abbia o meno la possibilità di svolgere il suo mandato.

Cassazione penale sez. II, 24/07/2020, n.26343

Lesione del diritto di difesa

In tema di interrogatorio di garanzia, la lesione del diritto di difesa per la ristrettezza del termine intercorrente tra avviso e compimento dell’atto deve essere valutata – avuto riguardo alla particolare funzione dell’atto di garantire l’immediato contatto tra la persona privata della libertà ed il giudice della cautela – verificando, se, nel caso concreto, il difensore abbia avuto la effettiva possibilità di esercitare il suo mandato, tenendo conto della distanza tra il luogo ove svolge la sua attività e quello in cui l’atto si compie, della disponibilità e rapidità dei mezzi di collegamento e della facoltà di presentare motivata istanza di differimento dell’interrogatorio nel caso di comprovata difficoltà di presenziare personalmente e di impossibilità di nominare sostituti.

(In applicazione del principio, la suprema Corte ha escluso la denunciata violazione in un caso in cui l’avviso era stato notificato al difensore ventiquattro ore prima dell’interrogatorio, svolto in località raggiungibile anche con l’aereo, senza che venisse richiesto un differimento).

Cassazione penale sez. II, 24/07/2020, n.26343

Misura cautelare coercitiva

In caso di applicazione di una misura cautelare coercitiva da parte del tribunale del riesame in accoglimento dell’appello del pubblico ministero avverso la decisione di rigetto del giudice delle indagini preliminari non è necessario procedere all’interrogatorio di garanzia a pena di inefficacia della misura suddetta. Infatti, l’interrogatorio ex articolo 294 del Cpp, quale momento ineliminabile di difesa nei casi previsti dalla norma (anche alla luce di plurimi interventi della Corte costituzionale: cfr., in particolare, le sentenze n. 77 del 24 marzo 1997 e n. 32 del 10 febbraio 1999), non è esportabile, al medesimo fine, in una vicenda quale quella della misura adottata all’esito dell’appello cautelare, dove le finalità difensive vengono comunque soddisfatte dal contraddittorio nel procedimento camerale instauratosi in seguito all’impugnazione: contraddittorio che il sistema consente, a nulla rilevando la facoltatività delle dichiarazioni, giacché ciò che conta è la circostanza che l’interessato è posto nelle condizioni di esercitare appieno le proprie difese, essendo rimesse alle determinazioni discrezionali proprio le modalità concrete dell’esercizio del relativo diritto.

Cassazione penale sez. un., 26/03/2020, n.17274

Reati commessi con violenza alla persona

In tema di misure cautelari, ai fini della ammissibilità della richiesta di revoca o di sostituzione del provvedimento applicato nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, non proposta in sede di interrogatorio di garanzia, è sufficiente la notifica al solo difensore della persona offesa e, soltanto qualora questi non sia stato nominato, alla persona offesa.

(In motivazione, la Corte ha precisato che il regime delle notifiche previsto dall’art. 299, comma 3, c.p.p. per la richiesta di revoca o di sostituzione si distingue da quello di cui al comma 2-bis della medesima norma, come modificato dall’art. 15, comma 4, l. 19 luglio 2019 n. 69, che, per rafforzare il meccanismo di conoscenza della persona offesa, impone l’immediata comunicazione del provvedimento di accoglimento, anche parziale, della istanza “de libertate” alla stessa persona offesa, in aggiunta e non in alternativa al suo difensore).

Cassazione penale sez. III, 21/02/2020, n.15609

Modifica della misura cautelare

Nei procedimenti per reati commessi con violenza alla persona, l’istanza di revoca o di modifica della misura cautelare non proposta in sede di interrogatorio di garanzia non deve essere notificata alla persona offesa che non abbia provveduto a nominare un difensore o ad effettuare dichiarazione od elezione di domicilio.

(In motivazione, la Corte ha precisato che in tal senso depone l’inequivoco tenore letterale dell’art. 299, comma 3, secondo periodo, cod. proc. pen., nell’inciso in cui, dopo aver previsto l’obbligo di notifica della richiesta presso il difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa medesima, fa salva, in quest’ultimo caso, l’eventualità che questa non abbia provveduto a dichiarare o ad eleggere domicilio).

Cassazione penale sez. I, 17/01/2020, n.5552

Interrogatorio di garanzia: differimento Covid-19

L’interrogatorio di garanzia dell’indagato sottoposto a misura cautelare personale ex art. 294 c.p.p., non può essere differito per la pandemia da covid -19 perché pur non essendo menzionato nel d.l. 18/2020 art. 83 deve ritenersi che la ratio dell’atto sia la stessa della convalida dell’arresto o del fermo, espressamente previsti, non potendosi rinviare un atto per il quale l’indagato possa difendersi da limitazioni della propria libertà personale.

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 06/04/2020

Quando è necessario l’interrogatorio di garanzia?

Va rimessa alle sezioni Unite la soluzione del seguente quesito: se, in caso di applicazione di una misura cautelare coercitiva da parte del tribunale, in accoglimento dell’appello del pubblico ministero avverso la decisione di rigetto del g.i.p., sia o meno necessario procedere all’interrogatorio di garanzia a pena d’inefficacia della misura cautelare.

Cassazione penale sez. VI, 18/12/2019, n.1243

Giudizio immediato e interrogatorio di garanzia

In tema di giudizio immediato, per l’accesso al rito speciale l’interrogatorio di garanzia previsto dall’art. 294 c.p.p. è equipollente all’interrogatorio cui fa riferimento l’art. 453 c.p.p.

Cassazione penale sez. V, 10/12/2019, n.4729

Deve essere ripetuto l’interrogatorio di garanzia reso al giudice incompetente?

La ratio dell’interrogatorio di garanzia è quella di porre la persona raggiunta dalla misura cautelare in condizione di difendersi dalle accuse e di contestare i gravi indizi di colpevolezza ritenuti a suo carico, nonché di respingere le ravvisate esigenze cautelari. Il verbale e il contenuto dell’interrogatorio legittimamente reso al giudice che si dichiari poi incompetente costituiscono atti pienamente validi ed utilizzabili dei quali il giudice competente deve tenere conto in sede di valutazione circa una nuova ed autonoma ordinanza applicativa della misura cautelare. Tale affermazione discende dal più generale principio processuale che, in tema di validità di atti posti in essere da giudice incompetente, sancisce la loro conservazione.

Cassazione penale sez. I, 15/10/2019, n.45920

Valutazione sull’attendibilità delle dichiarazioni rese dall’imputato

In tema di giudizio abbreviato, il giudice di appello che, sulla base di una diversa valutazione dell’attendibilità delle dichiarazioni rese dall’imputato in sede di interrogatorio di garanzia e innanzi al giudice per l’udienza preliminare, riforma la sentenza assolutoria di primo grado, è obbligato a rinnovare la prova dichiarativa ritenuta decisiva, ai sensi dell’art. 603, comma 3-bis, c.p.p.

Cassazione penale sez. IV, 02/10/2019, n.46210

L’inutilizzabilità nel giudizio cautelare

L’inutilizzabilità nel giudizio cautelare degli atti compiuti dopo la scadenza dei termini delle indagini è rilevabile esclusivamente su eccezione di parte, che deve essere proposta immediatamente dopo il compimento dell’atto o nella “prima occasione utile”, da individuarsi non nell’interrogatorio di garanzia, che ha una funzione meramente difensiva e che è preceduto dal solo deposito degli atti, ma nel riesame, al quale è demandato l’esercizio dinamico delle prerogative difensive in funzione delle quali è anche previsto il diritto al rilascio delle copie degli atti depositati con la richiesta cautelare.

(Fattispecie in cui l’eccezione di inutilizzabilità di consulenze tecniche depositate oltre la scadenza del termine di cui all’art. 407 c.p.p. non sollevata in sede di interrogatorio, è stata ritenuta tempestivamente proposta in sede di riesame).

Cassazione penale sez. V, 24/09/2019, n.40500

Valore probatorio del silenzio dell’imputato

Il silenzio serbato dall’indagato in sede di interrogatorio di garanzia non può essere utilizzato quale elemento di prova a suo carico, ma da tale comportamento processuale il giudice può trarre argomenti di prova, utili per la valutazione delle circostanze aliunde acquisite, senza che, naturalmente, ciò possa determinare alcun sovvertimento dell’onere probatorio.

Con l’ulteriore precisazione che il silenzio dell’imputato, come desumibile dalla presa di posizione assunta dalla Cedu (sentenza 8 febbraio 1996, Murray contro Regno unito), se in partenza costituisce un dato processualmente neutro, può nondimeno assumere anche un più significato rilievo, in misura direttamente proporzionale alla solidità degli elementi di accusa, che in ipotesi risultino privi di idonea spiegazione.

Cassazione penale sez. III, 19/09/2019, n.43254

La condanna a titolo di cooperazione nel delitto colposo

Non viola il principio di correlazione tra accusa e sentenza la condanna a titolo di cooperazione nel delitto colposo, a fronte della contestazione di reato colposo monosoggettivo, allorquando l’imputazione, pur non richiamando l’art. 113 c.p. e non utilizzando il vocabolo cooperazione, attribuisca agli imputati una serie di condotte che, per come descritte, sono connotate dalla reciproca consapevolezza dell’azione del coimputato.

(In applicazione del principio la Corte ha escluso la violazione dell’art. 521 c.p.p., in relazione alla condanna di un infermiere a titolo di cooperazione in omicidio colposo di un paziente, per avere consentito, o comunque non essersi opposto, a che il coimputato, pure infermiere, tenesse la condotta attiva che aveva causato la morte, originariamente contestata anche al primo, rilevando che nel procedimento era stato ampiamente consentito l’esercizio del diritto di difesa, sin dall’interrogatorio di garanzia, su ogni singolo aspetto dell’evento per cui era stato tratto a giudizio).

Cassazione penale sez. IV, 19/04/2019, n.33253

Condizioni ostative al riconoscimento della riparazione per ingiusta detenzione

In tema di riparazione per l’ingiusta detenzione, l’aver dato o concorso a dare causa alla custodia cautelare per dolo o colpa grave non opera, quale condizione ostativa al riconoscimento del diritto, qualora l’accertamento della insussistenza “ab origine” delle condizioni di applicabilità della misura avvenga sulla base di una diversa valutazione dei medesimi elementi trasmessi al giudice che ha emesso il provvedimento cautelare; in tale ipotesi, il giudice della riparazione non può valutare – neppure al diverso fine della eventuale riduzione dell’entità dell’indennizzo – la condotta colposa lieve. (Fattispecie in cui, in una ipotesi di ingiustizia “formale” del provvedimento cautelare, la Corte ha annullato con rinvio l’ordinanza che aveva ridotto l’indennizzo ritenendo la sussistenza della colpa lieve dell’interessato per non avere risposto all’interrogatorio di garanzia, serbando il silenzio per i successivi sette mesi).

Cassazione penale sez. IV, 21/03/2019, n.22103

Interrogatorio di garanzia: va trasmesso al tribunale del riesame?

L’interrogatorio di garanzia previsto dall’art. 294 cod. proc. pen. deve ritenersi incluso tra gli elementi favorevoli sopravvenuti, per i quali l’art. 309 comma 5 cod. proc. pen. impone l’obbligo di trasmissione da parte dell’autorità procedente al tribunale del riesame, soltanto quando abbia un contenuto oggettivamente favorevole all’indagato e non si limiti alla mera contestazione delle accuse.

(In motivazione la Corte ha precisato che detta valenza dell’atto idonea a comportare la caducazione della misura cautelare deve essere specificatamente indicata dalla parte nel ricorso al tribunale del riesame).

Cassazione penale sez. IV, 13/02/2019, n.12896

La misura dell’allontanamento urgente dalla casa famiglia

In tema di convalida della misura dell’allontanamento urgente dalla casa familiare, disposto ai sensi dell’art. 384-bis c.p.p., l’indagato che si renda irreperibile, ponendosi nella condizione di non essere raggiunto dalla notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza di convalida, rende impossibile l’assunzione dell’interrogatorio di garanzia, in tal modo determinando una causa di forza maggiore impeditiva a fronte della quale il giudice ha il dovere di procedere comunque alla convalida, ove ne ricorrano i presupposti di legge.

Cassazione penale sez. VI, 16/01/2019, n.22524

Giudizio di riparazione per ingiusta detenzione

Nel procedimento di equa riparazione per l’ingiusta detenzione il giudice deve valutare anche la condotta colposa lieve, rilevante non quale causa ostativa per il riconoscimento dell’indennizzo bensì per l’eventuale riduzione della sua entità.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito di decurtare della metà l’importo dell’indennizzo, considerando influente, ai fini del protrarsi del vincolo cautelare, la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia, così non agevolando l’attività investigativa che avrebbe potuto portare, anche in tempi più rapidi, alla caducazione del titolo cautelare).

Cassazione penale sez. IV, 09/10/2018, n.51343



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