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Baby sitter: ultime sentenze

4 Agosto 2020
Baby sitter: ultime sentenze

Affidamento dei bambini e dell’abitazione; reato di atti sessuali con minorenne; licenziamento; notificazione.

Lavoro di baby sitter

Non può considerarsi circostanza nuova rilevante ai fini della riduzione del contributo al mantenimento del figlio minore quella afferente il lavoro del genitore collocatario quale baby sitter per poche ore quotidiane in aggiunta all’attività lavorativa già quotidianamente svolta, dal momento che si tratta di circostanza che, al contrario, conferma la necessità per l’avente diritto, pur quotidianamente impegnato nel lavoro e con il prevalente carico del diretto accudimento del figlio minore, di reperire modeste ulteriori fonti reddituali.

Tribunale Milano, 14/04/2011

Attività di baby-sitter e diffamazione

In un contesto ordinario di cronaca giornalistica l’attribuzione della attività di baby-sitter a persona determinata, che tale attività risulti non esercitare non integra gli estremi della diffamazione, non essendo l’attività stessa nè illecita, nè vietata dalla legge, nè tenuta in disvalore sociale.

Tribunale Roma, 14/05/1987

Spese ordinarie e straordinarie per i figli

L’assegno di mantenimento è comprensivo delle voci di spesa caratterizzate dall’ordinarietà o comunque dalla frequenza, in modo da consentire al genitore beneficiario una corretta ed oculata amministrazione del budget di cui sa di poter disporre. Al di fuori di queste spese ordinarie vi sono le spese straordinarie, cosiddette non soltanto perché oggettivamente imprevedibili nell’an, ma altresì perché, anche quando relative ad attività prevedibili sono comunque indeterminabili nel quantum ovvero attengono ad esigenze episodiche e saltuarie.

Tra le spese comprese nell’assegno di mantenimento sono da considerare: vitto, abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione, spese per tasse scolastiche (eccetto quelle universitarie) e materiale scolastico di cancelleria, mensa, medicinali da banco (comprensivi anche di antibiotici, antipiretici e comunque di medicinali necessari alla cura di patologie ordinarie e/o stagionali), spese di trasporto urbano, carburante, ricarica cellulare, uscite didattiche organizzate dalla scuola in ambito giornaliero; prescuola, doposcuola e baby sitter se già presenti nell’organizzazione familiare prima della cessazione della convivenza; trattamenti estetici (parrucchiere, estetista, ecc.).

Al di fuori di tale elenco sono da comprendere tra le spese straordinarie: spese scolastiche: iscrizioni e rette di scuole private e, iscrizioni, rette ed eventuali spese alloggiative ove fuori sede, di università pubbliche e private, ripetizioni, viaggi di istruzione organizzati dalla scuola; spese di natura ludica o parascolastica: corsi di lingua o attività artistiche (musica, disegno, pittura), corsi di informatica, centri estivi, viaggi di istruzione, vacanze trascorse autonomamente senza i genitori, spese di acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto (mini-car, macchina, motorino, moto); spese sportive: attività sportiva comprensiva dell’attrezzatura e di quanto necessario per lo svolgimento dell’eventuale attività agonistica; spese medico sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia. Essendo stato disposto l’affidamento esclusivo della minore, la madre sarà la sola a decidere l’effettuazione della spesa, e il padre dovrà corrispondere il 60 % della spesa sostenuta previa esibizione di idoneo giustificativo di spesa.

Tribunale Grosseto, 14/01/2019, n.19

Baby sitter: atti sessuali con minorenne

E’ configurabile il reato di cui all’art. 609 quater c.p. ogniqualvolta il minore venga precocemente coinvolto in una esperienza di tipo erotico idonea ad incidere negativamente sul regolare sviluppo della sua sfera sessuale.

(Nel caso di specie la Corte ha ritenuto sussistente la fattispecie delittuosa “de qua” sebbene riconoscendo il caso di minore gravità, nella condotta di una baby-sitter che si era fatta insaponare sotto la doccia da un bambino di 10 anni).

Cassazione penale sez. III, 06/02/2008, n.25214

Baby sitter: deve considerarsi convivente con il datore di lavoro?

Ai fini dell’applicazione dell’art. 169 c.p.p. debbono considerarsi conviventi con l’imputato non soltanto le persone che anagraficamente facciano parte della sua famiglia, ma anche quelle che, per altri motivi, si trovino al momento della notificazione nella casa di abitazione del medesimo, purché le stesse, per le generalità e la qualifica declinate all’ufficiale giudiziario, rappresentino a quest’ultimo una situazione di convivenza, sia pure di carattere meramente temporaneo, esclusa la presenza meramente occasionale.

In tal caso infatti il pubblico ufficiale ha almeno il ragionevole affidamento che l’atto perverrà al destinatario. Ne deriva che la persona qualificatasi come ” baby sitter ” deve considerarsi convivente con il datore di lavoro, a ragione della fiducia attribuita con l’affidamento dei bambini e dell’abitazione. Tale situazione è idonea a far presumere che l’atto sarà consegnato all’interessato.

Cassazione penale sez. VI, 04/05/1990

Consegna dell’atto alla baby sitter

In tema di notifiche all’imputato presso l’abitazione o il luogo ove egli esercita abitualmente l’attivita` lavorativa, la consegna dell’atto a persona convivente, ai sensi dell`art. 157, primo comma, seconda parte cod. proc. pen. è legittimamente effettuata anche se la convivenza tra consegnatario e destinatario sia solo temporanea, come quando tragga origine da un rapporto di collaborazione, nell’espletamento di faccende in ambito domestico.

Corte di Cassazione, Sezione 5, Penale, Sentenza, 20/01/1995, n. 603

Consegnatario della copia notificata

Ai fini dell’applicazione dell’art. 169 cod. proc. pen. debbono considerarsi conviventi con l’imputato non soltanto le persone che anagraficamente facciano parte della sua famiglia, ma anche quelle che, per altri motivi, si trovino al momento della notificazione nella casa di abitazione del medesimo, purché le stesse, per le generalità e la qualifica declinate all’ufficiale giudiziario, rappresentino a quest’ultimo una situazione di convivenza, sia pure di carattere meramente temporaneo, esclusa la presenza meramente occasionale.

In tal caso infatti il pubblico ufficiale ha almeno il ragionevole affidamento che l’atto perverrà al destinatario. Ne deriva che la persona qualificatasi come “baby sitter” deve considerarsi convivente con il datore di lavoro, a ragione della fiducia attribuita con l’affidamento dei bambini e dell’abitazione. Tale situazione è idonea a far presumere che l’atto sarà consegnato all’interessato.

Corte di Cassazione, Sezione 6, Penale, Sentenza, 6/09/1990, n. 12190

Baby sitter: licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Ricorre l’ipotesi della manifesta insussistenza del fatto prevista dal comma 7° dell’art. 18, St. lav. come modificato dalla legge n. 92/2012 allorquando, evidenziata dal datore di lavoro nella fase di avvio della particolare procedura prevista dalla legge la necessità di eliminazione del personale con qualifica di contabile d’ordine, l’istruttoria dimostri poi la costante adibizione della lavoratrice
licenziata a mansioni di baby sitter.

Tribunale Teramo, Civile, Sentenza, 18/02/2014

Reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione della baby sitter

La dichiarazione della parte lesa, allorché risulti contrastata da più elementi probatori, deve essere valutata con estremo rigore e il contenuto della stessa, a fronte degli elementi di contrasto, per essere positivamente apprezzato e utilizzato a fini probatori, deve essere sottoposto a verifica dettagliata e non accettato con generica giustificazione argomentativa, specie per l’evidente interesse accusatorio che inevitabilmente è connaturato alla testimonianza resa da persona portatrice di interessi confliggenti con quelli dell’imputato.

(Nella specie, la Corte ha annullato la sentenza impugnata, con cui erano stati condannati due coniugi per il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione della baby sitter dei loro figli, in quanto i giudici del merito avevano ritenuto attendibili le dichiarazioni della parte dal fatto che la stessa si era presentata in dibattimento per confermare le accuse, affrontando un viaggio dall’Albania, mentre di solito in analoghi processi mai le parti offese cittadine straniere erano comparse in dibattimento.

A detta della Corte, si tratta evidentemente di motivazione apparente e manifestamente illogica perché l’attendibilità delle dichiarazioni andava valutata dal loro contenuto in relazione agli altri elementi probatori acquisiti e non in base ad un comportamento della persona offesa che di per sé poteva avere significato equivoco).

Cassazione penale sez. III, 15/06/2011, n.30032



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