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Gara deserta: ultime sentenze

4 Agosto 2020
Gara deserta: ultime sentenze

Il provvedimento di esclusione prima dell’aggiudicazione dell’appalto; l’individuazione di uno dei presupposti per dare luogo all’indizione di una procedura negoziata.

La nozione di gara deserta

Nelle gare pubbliche la nozione di gara deserta non implica alcuna consumazione dei poteri della stazione appaltante, ma riguarda solo l’individuazione di uno dei presupposti per dare luogo ad un’ulteriore attività amministrativa.

Consiglio di Stato sez. V, 14/04/2015, n.1872

Dichiarazione di gara deserta

Rispetto al provvedimento di esclusione di un concorrente da una procedura di gara, proposto prima che sia intervenuta l’aggiudicazione dell’appalto, non sussistono controinteressati ai quali il ricorso debba essere notificato a pena di inammissibilità. Tale conclusione vale tanto più nell’ipotesi in cui all’esclusione dell’operatore consegua la dichiarazione di gara deserta per essere questi l’unico rimasto in gara.

Consiglio di Stato sez. V, 21/02/2020, n.1319

Gara deserta: si applicano le regole dell’autotutela?

Nelle ipotesi di gara di appalto ritirata non per autonoma decisione della stazione appaltante, ma di gara deserta per intervenuta estromissione di tutti i partecipanti e destinata ad anticipata estinzione, è inapplicabile l’intero corredo normativo posto a presidio degli istituti della revoca e dell’annullamento in sede di autotutela.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. I, 12/01/2016, n.101

Quando il promotore può esercitare il diritto di prelazione?

Ai sensi dell’art. 153 comma 19, d.lg. 12 aprile 2006, n. 163 nelle gare pubbliche solo in caso di aggiudicazione a favore di terzi il promotore può esercitare il diritto di prelazione e, quindi, in caso di esclusione dell’unica partecipante (sia essa o meno la proponente stessa) mancano i presupposti per l’esercizio del diritto di prelazione, proprio perché manca una gara vinta da altri; alla gara deserta o alla esclusione dell’unica partecipante non consegue quindi un diritto soggettivo della promotrice alla stipulazione del contratto di concessione, salva ovviamente la possibilità per l’Amministrazione di valutare se ricorrano i presupposti per procedere a trattativa privata non essendo stata presentata alcuna offerta valida.

T.A.R. Pescara, (Abruzzo) sez. I, 07/01/2016, n.4

Indizione procedura negoziata: presupposti

Nelle gare pubbliche la nozione di “gara deserta” non implica alcuna consumazione dei poteri della stazione appaltante, ma riguarda solo l’individuazione di uno dei presupposti per dare luogo all’indizione di una procedura negoziata.

T.A.R. Potenza, (Basilicata) sez. I, 07/06/2014, n.365

Indizione procedura negoziata: illegittimità

La modifica dei documenti essenziali (nella fattispecie, il quadro economico) disposta in corso di gara, a ridosso della scadenza del bando, sulla base delle segnalazioni presentate da diverse imprese interessate a partecipare alla gara (oltre che, nella fattispecie, da associazioni di categoria, della direzione provinciale del lavoro, dalla Prefettura) e senza prevedere anche una minima riapertura dei termini per la presentazione delle domande, integra una situazione di anomalia che, in caso di mancata presentazione delle domande, non consente, poi, di ritenere semplicemente “andata deserta” la gara; in tale caso, pertanto, deve ritenersi illegittima la successiva indicazione della procedura negoziata, per carenza dei presupposti di cui all’art. 57, d.lg. n. 163 del 12 aprile 2006.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. I, 24/05/2012, n.518

Annullamento dell’intera procedura di gara

A seguito dell’annullamento dell’aggiudicazione della procedura concorsuale alla prima classificata, la cui offerta avrebbe, invece, dovuto sin da subito essere esclusa in ragione della mancata omologazione delle apparecchiature al momento della presentazione dell’offerta, il legittimo e trasparente operato dell’Amministrazione si sarebbe dovuto tradurre nell’aggiudicazione della procedura alla seconda classificata, la cui offerta era stata considerata in precedenza pienamente ammissibile, a meno che non sussistessero rilevanti ragioni di interesse pubblico che suggerissero l’annullamento dell’intera procedura, tale non potendosi affatto considerare la rilevata lieve difformità dal range di temperatura di esercizio delle radio portatili offerte dagli altri concorrenti.

Pertanto, l’aver escluso tutte le offerte ritenendole non conformi ad una previsione del capitolato d’oneri e aver dichiarato la gara deserta configura lo sviamento di potere, costituente figura sintomatica dell’eccesso di potere, che ricorre qualora l’Amministrazione eserciti il potere per finalità diverse da quelle conferitele dal legislatore con la norma attributiva dello stesso, avendo l’Amministrazione, con il proprio operato, evitato di pervenire all’aggiudicazione della gara al soggetto che ne aveva invece diritto.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. IV, 08/03/2012, n.770

Requisiti sostanziali per la partecipazione alla gara

Per gara andata deserta deve intendersi anche quella gara carente di offerte valide, e intendendo per tali sia le offerte irregolari, in quanto viziate nelle forme prescritte dal bando, sia quelle inammissibili, perché prive dei requisiti sostanziali per la partecipazione alla gara, ovvero inadeguate sotto il profilo tecnico ad attingere alla soglia di una effettiva valutazione.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 01/03/2010, n.3146

Gara andata deserta: insussistenza delle condizioni

Non sussistono le condizioni di cui ai n. 1 (gara andata deserta) e 5 (urgenza) dell’art. 41 r.d. n. 827/1924 per il ricorso alla trattativa privata, allorquando lo pretesa gara «deserta» è stata indetta da altro ente (Consip), per di più molto tempo addietro, con la conseguenza che la tardiva attivazione dell’Amministrazione, non essendo dipesa da un evento imprevedibile, rende priva di sostrato la dichiarata caratteristica di «urgenza» della trattativa privata.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 23/08/2006, n.7375

La declaratoria di gara deserta e il ricorso alla trattativa privata

È legittima la clausola di bando di gara per l’affidamento di appalto pubblico nei “settori esclusi”, contenente la prescrizione che non si proceda all’aggiudicazione in assenza di pluralità di offerte “appropriate”, giacché essa non introduce un’irragionevole limitazione alla libera concorrenza, ma configura un opportuno strumento di garanzia della sussistenza di un effettivo confronto di mercato.

Tra le offerte non “appropriate”, la presentazione delle quali in una gara per l’affidamento di appalto nei “settori esclusi” giustifica la declaratoria di gara deserta e il ricorso alla trattativa privata, rientrano sia le offerte formalmente irregolari sia quelle inammissibili sia le offerte inappropriate in senso tecnico, intendendosi per queste ultime quelle che, nel complesso dei loro elementi propositivi, risultino così inadeguate da non consentire un proficuo esame ai fini della partecipazione alla procedura e della possibile aggiudicazione.

T.A.R., (Lazio) sez. II, 14/02/2002, n.1028



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