Questo sito contribuisce alla audience di
L’esperto | Articoli

Controlli agenzia investigativa: ultime sentenze

6 Settembre 2022
Controlli agenzia investigativa: ultime sentenze

Indagini sul lavoratore assente dal luogo di lavoro nonostante la timbratura del badge; inadempimento della prestazione lavorativa; atti illeciti del dipendente esulanti dall’attività lavorativa.

Controllo esterno da parte di un’agenzia investigativa

Il datore di lavoro può rivolgersi a soggetti terzi per lo svolgimento di attività di controllo sui lavoratori dipendenti ma solo nei limiti relativi all’accertamento di eventuali illeciti. Il controllo esterno non può riguardare l’adempimento della prestazione lavorativa da parte del dipendente, soggetto all’esclusivo potere di sorveglianza diretta del datore di lavoro.

(Fattispecie relativa al licenziamento di un lavoratore a cui era stato contestato di essersi allontanato dal luogo di lavoro, in orario lavorativo, per compiti estranei al suo inquadramento professionale, essendo stati registrati, mediante controlli effettuati da agenzia investigativa, incontri estranei all’area o sede di lavoro -supermercati e palestre -, non connessi all’attività lavorativa, in luoghi distanti anche decine di chilometri dalla sede di lavoro).

Cassazione civile sez. lav., 24/08/2022, n.25287

Controllo sull’uso dei permessi Legge 104

Se l’accertamento investigativo è finalizzato a verificare l’utilizzo improprio da parte di un dipendente dei permessi garantiti dall’art. 33 della l. n. 104 del 1992 tale attività è assolutamente lecita e consentita; così non è qualora l’investigazione sia demandata dal datore di lavoro per verificare l’adempimento della prestazione lavorativa. Nel primo caso, infatti, il controllo è effettuato al di fuori dell’orario di lavoro ed in fase di sospensione dell’obbligazione principale di rendere la prestazione lavorativa, sicché esso non può ritenersi precluso ai sensi degli artt. 2 e 3 legge 20 maggio 1970 n. 300.

Corte appello Milano sez. lav., 18/10/2021, n.1291

Limiti alla potestà datoriale di controllo dell’attività dei lavoratori

Gli artt. 2,3 e 4 dello Stat. Lav. prevedono dei limiti alla potestà datoriale di controllo dell’attività dei lavoratori. Tuttavia, allo scopo di vigilare sull’attività dei lavoratori a tutela del patrimonio aziendale e per prevenire e reprimere la commissione di fatti illeciti durante la prestazione lavorativa, sono considerati legittimi i controlli ‘occulti’ da parte di investigatori privati incaricati dal datore di lavoro, ma solo a condizione che essi siano finalizzati all’accertamento di illeciti a carico del patrimonio aziendale e non di meri inadempimenti contrattuali.

Dunque non solo i controlli possono essere legittimamente organizzati dal datore di lavoro, ma questi può validamente demandarli anche a personale estraneo all’organizzazione aziendale, fermo restando che l’accertamento si svolga con modalità non eccessivamente invasive e rispettose delle garanzie di libertà e dignità dei dipendenti.

Corte appello Palermo sez. lav., 15/07/2021, n.936

Controlli occulti da parte di investigatori privati

Sono legittimi i controlli occulti da parte di investigatori privati incaricati dal datore di lavoro, predisposti dall’azienda allo scopo di vigilare sull’attività dei lavoratori a tutela del patrimonio aziendale ed al fine di prevenire e reprimere la commissione di fatti illeciti durante la prestazione lavorativa; l’unica condizione è che tali controlli siano finalizzati all’accertamento di illeciti a carico del patrimonio aziendale e non di meri inadempimenti contrattuali.

Corte appello Palermo sez. lav., 12/03/2021, n.320

Controllo delle assenze per infermità

In tema di licenziamento per giusta causa, le disposizioni dell’art. 5 st.lav., che vietano al datore di lavoro di svolgere accertamenti sulle infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente e lo autorizzano a effettuare il controllo delle assenze per infermità solo attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, non precludono al datore medesimo di procedere, al di fuori delle verifiche di tipo sanitario, ad accertamenti di circostanze di fatto atte a dimostrare l’insussistenza della malattia o la non idoneità di quest’ultima a determinare uno stato d’incapacità lavorativa rilevante e, quindi, a giustificare l’assenza.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto legittimo il licenziamento del lavoratore che, all’esito di un’indagine demandata dal datore di lavoro a un’agenzia investigativa, risultava aver svolto con assiduità, durante il periodo di riposo per malattia, attività sportiva e ludica attestante l’intervenuta guarigione non comunicata al datore).

Cassazione civile sez. lav., 17/06/2020, n.11697

Controlli sul lavoratore assente dal luogo di lavoro

Le disposizioni della L. n. 300 del 1970, artt. 2 e 3 che delimitano, a tutela della libertà e dignità del lavoratore, in coerenza con disposizioni e principi costituzionali, la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei propri interessi – e cioè per scopi di tutela del patrimonio aziendale (art. 2) e di vigilanza dell’attività lavorativa (art. 3) – non precludono il potere dell’imprenditore di ricorrere alla collaborazione di soggetti (quale un’agenzia investigativa) diversi dalle guardie particolari giurate per la tutela del patrimonio aziendale, né, rispettivamente, di controllare l’adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti, ai sensi degli artt. 2086 e 2104 c.c., direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica.

Corte appello Catania sez. lav., 26/03/2020, n.217

Utilizzo improprio permessi Legge 104

Il controllo, demandato dal datore di lavoro ad un’agenzia investigativa, finalizzato all’accertamento dell’utilizzo improprio, da parte di un dipendente, dei permessi ex art. 33 legge 5 febbraio 1992, n. 104 (contegno suscettibile di rilevanza anche penale) non riguarda l’adempimento della prestazione lavorativa, essendo effettuato al di fuori dell’orario di lavoro ed in fase di sospensione dell’obbligazione principale di rendere la prestazione lavorativa, sicché esso non può ritenersi precluso ai sensi degli artt. 2 e 3 dello statuto dei lavoratori.

Corte appello Bari sez. lav., 31/01/2020, n.251

I controlli del datore di lavoro

I controlli del datore di lavoro, anche a mezzo di agenzia investigativa, sono legittimi ove siano finalizzati a verificare comportamenti del lavoratore che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo, non potendo, invece, avere ad oggetto l’adempimento/inadempimento della prestazione lavorativa, in ragione del divieto di cui agli artt. 2 e 3 Statuto dei Lavoratori (nella specie, il controllo non era diretto a verificare le modalità di adempimento della prestazione lavorativa bensì la condotta fraudolenta di assenza del dipendente dal luogo di lavoro nonostante la timbratura del badge).

Cassazione civile sez. VI, 01/03/2019, n.6174

Controlli dell’agenzia investigativa: cosa dice lo Statuto dei lavoratori?

L’art. 2 dello Statuto dei Lavoratori non preclude al datore di lavoro di ricorrere ad agenzie investigative, purché queste non sconfinino nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria riservata dal successivo art. 3. al datore di lavoro ed ai suoi collaboratori.

Cassazione civile sez. lav., 04/04/2018, n.8373

Controlli sulla prestazione lavorativa

Il controllo di una agenzia investigativa non può riguardare in nessun caso né l’adempimento né l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera, essendo l’inadempimento stesso riconducibile all’attività lavorativa, che è sottratta a suddetta vigilanza, ma deve limitarsi agli atti illeciti del lavoratore non riconducibili all’inadempimento dell’obbligazione, e ciò anche nel caso di prestazioni lavorative svolte al di fuori dei locali aziendali.

Cassazione civile sez. lav., 11/06/2018, n.15094

Attività lavorativa svolta al di fuori dei locali aziendali

I controlli del datore di lavoro a mezzo di agenzia investigativa, riguardanti l’attività lavorativa del prestatore svolta al di fuori dei locali aziendali, sono solo legittimi ove siano finalizzati a verificare comportamenti che possono anche affermare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo, non potendo, invece, avere ad oggetto l’adempimento della prestazione lavorativa, in ragione del divieto di cui agli artt. 2 e 3 st.lav.

Cassazione civile sez. lav., 11/06/2018, n.15094

Controllo sui lavoratori fuori dal perimetro aziendale: presupposti e limiti

Il ricorso legittimo alle agenzie investigative, così come l’utilizzo delle guardie giurate, non può in nessun caso riguardare né l’adempimento né l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del lavoratore, essendo l’inadempimento stesso, al pari dell’adempimento, riconducibile all’attività lavorativa, sottratta alla suddetta vigilanza. Deve invece limitarsi agli atti illeciti del lavoratore non riconducibili al mero inadempimento dell’obbligazione.

Cassazione civile sez. lav., 11/06/2018, n.15094

Comportamenti invasivi della vita privata dell’interessato

Il gestore del servizio telefonico, che abbia collaborato con un’agenzia investigativa incaricata di effettuare controlli su una persona, consentendo di reperire le informazioni relative all’intestazione dei numeri telefonici con cui quest’ultima entrava in contatto, risponde dei danni derivanti da tali comportamenti invasivi della vita privata dell’interessato.

Corte appello Milano, 22/07/2015

Atti illeciti del dipendente

È illegittimo il controllo effettuato tramite agenzia investigativa sull’attività lavorativa in sé considerata, potendo i controlli difensivi effettuarsi solo sugli atti illeciti del dipendente esulanti dall’attività lavorativa, ancorché occasionati da quest’ultima, e solo allorché tale strumento sia indispensabile.

Tribunale Milano, 26/07/2012

Tutela del patrimonio aziendale

Le norme poste dagli art. 2 e 3 l. 20 maggio 1970 n. 300 a tutela della libertà e dignità del lavoratore, delimitando la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei suoi interessi, con specifiche attribuzioni nell’ambito dell’azienda (rispettivamente con poteri di polizia giudiziaria a tutela del patrimonio aziendale e di controllo della prestazione lavorativa) non escludono il potere dell’imprenditore, ai sensi degli art. 2086 e 2014 c.c. di controllare direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica l’adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti, già commesse o in corso di esecuzione, e ciò indipendentemente dalle modalità del controllo, che può legittimamente avvenire anche occultamente, senza che vi ostino né il principio di correttezza e buona fede nell’esecuzione dei rapporti, né il divieto di cui all’art. 4 della stessa l. n. 300 del 1970, riferito esclusivamente all’uso di apparecchiature per il controllo a distanza.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto legittimi i controlli posti in essere da dipendenti di un’agenzia investigativa i quali, operando come normali clienti e non esercitando potere alcuno di vigilanza e di controllo, verifichino l’eventuale appropriazione di denaro da parte del personale addetto).

Cassazione civile sez. lav., 18/11/2010, n.23303

Controlli del datore di lavoro a mezzo di agenzia investigativa

In tema di controlli del datore di lavoro a mezzo di agenzia investigativa, in ordine agli illeciti del lavoratore che non riguardino il mero inadempimento della prestazione lavorativa ma incidano sul patrimonio aziendale (nella specie, mancata registrazione della vendita da parte dell’addetto alla cassa di un esercizio commerciale ed appropriazione delle somme incassate), sono legittimi – e non presuppongono necessariamente illeciti già commessi – i controlli occulti posti in essere dai dipendenti dell’agenzia i quali, fingendosi normali clienti dell’esercizio, si limitino a presentare alla cassa la merce acquistata ed a pagare il relativo prezzo, senza porre in essere manovre dirette ad indurre in errore l’operatore; inoltre, a tutela del diritto di difesa dell’incolpato, è necessario che la contestazione sia tempestiva e che l’accertamento non sia limitato ad un unico episodio, non sempre significativo, e sia corroborato dall’accertamento delle giacenze di cassa alla fine della giornata lavorativa del dipendente.

Cassazione civile sez. lav., 09/07/2008, n.18821

Controlli agenzia investigativa: legittimità

Sono legittimi i controlli posti in essere da dipendenti di agenzia investigativa.

Cassazione civile sez. lav., 23/06/1999, n.6390

Potere di controllo attribuito al datore di lavoro

Lo statuto dei lavoratori (l. n. 300 del 1970), e specificamente i suoi art. 2, 3 e 4, lungi dall’eliminare il potere di controllo attribuito al datore di lavoro dal codice civile, ne ha disciplinato le modalità di esercizio, privando la funzione di vigilanza dell’impresa degli aspetti più “polizieschi”. In particolare non può contestarsi la legittimità dei controlli posti in essere da dipendenti di un’agenzia investigativa i quali, operando come normali clienti di un esercizio commerciale e limitandosi a presentare alla cassa la merce acquistata e a pagare il relativo prezzo, verifichino la mancata registrazione della vendita e l’appropriazione della somma incassata da parte dell’addetto alla cassa.

Cassazione civile sez. lav., 03/11/1997, n.10761

La verifica dell’esattezza della prestazione lavorativa

Il controllo del datore di lavoro tramite agenzia investigativa non è assoggettato ai limiti fissati dagli art. 2, 3 e 4 st. lav. in quanto tali norme si riferiscono a controlli esercitati da personale di vigilanza all’interno della struttura aziendale e per verificare l’esattezza della prestazione lavorativa.

Tribunale Napoli, 08/10/1997

Tutela della libertà e dignità del lavoratore

L’art. 3 l. n. 300 del 1970, posto a tutela della libertà e dignità del lavoratore con conseguente limite alla sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei suoi interessi, non esclude il potere dell’imprenditore ai sensi degli art. 2086 e 2104 c.c., di controllare direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica l’adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti, già commesse o in corso di esecuzione, allorquando queste possano realizzare comportamenti illeciti esulanti dalla normale attività lavorativa, con conseguente ritenuta legittimità dei controlli posti in essere da dipendenti di un’agenzia investigativa che formalmente operando come normali clienti, verifichino l’eventuale appropriazione di denaro da parte del personale addetto alla cassa, limitandosi a presentare alla cassa la merce acquistata, a pagare il relativo prezzo e a constatare la registrazione o meno della somma incassata da parte del cassiere.

Tribunale Como, 28/12/1996



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube