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Azione surrogatoria: ultime sentenze

18 Luglio 2020
Azione surrogatoria: ultime sentenze

Legittimazione all’esercizio di un diritto altrui; qualità di creditore ed esistenza di un credito certo.

Azione surrogatoria: requisiti e presupposti 

L’azione surrogatoria conferisce al creditore la legittimazione all’esercizio di un diritto altrui e, trattandosi di un’interferenza nella sfera giuridica del soggetto passivo, ha carattere eccezionale e richiede necessari requisiti. Presupposto essenziale per l’esercizio dell’azione surrogatoria è la qualità di creditore e l’esistenza di un credito certo, pur se sottoposto a termine o condizione. Conseguentemente non è legittimato ad agire in surrogatoria chi vanta un credito non certo nella sua esistenza perché oggetto di accertamento giudiziale.

Conseguentemente non è legittimato ad agire in surrogatoria chi vanta un credito non certo nella sua esistenza perché oggetto di accertamento giudiziale. Deve sussistere, inoltre, un atteggiamento di inerzia del debitore nel compimento degli atti necessari a far valere i propri diritti di natura patrimoniale.

Questo comportamento omissivo deve essere tale da provocare il pericolo di un effettivo pregiudizio per le ragioni dei creditori, ossia compromettere la capienza del patrimonio e i diritti dei creditori al soddisfacimento di tutti i crediti. Qualora il debitore non sia o non possa più considerarsi inerte, essendosi attivato con comportamenti idonei e sufficienti per esprimere la propria volontà, viene a mancare il presupposto affinché il creditore possa a lui sostituirsi.

A quest’ultimo non può, infatti, essere consentito di sindacare le modalità con le quali il debitore abbia ritenuto di gestire la propria situazione giuridica nell’ambito di un determinato rapporto, né può essergli consentito di contestare, sostituendosi al debitore stesso e denunziandone le scelte, l’idoneità delle manifestazioni di volontà da questi poste in essere a produrre gli effetti riconosciuti alle stesse dall’ordinamento. Inoltre, i diritti o le azioni che ammettono la surrogatoria, devono avere necessariamente contenuto patrimoniale poiché solo questi diritti sono correlati a determinare la garanzia generica del creditore, e natura non personale, poiché la valutazione sull’opportunità dell’esercizio dei diritti personali è rimessa esclusivamente al loro titolare.

Tribunale Roma sez. XI, 06/08/2019, n.16105

Azione surrogatoria: natura e competenza funzionale

In materia di infortuni sul lavoro l’azione di regresso esperita dall’Inail nei confronti del datore di lavoro ricade nella competenza funzionale del giudice del lavoro a norma dell’art. 444 c.p.c., attenendo al rapporto di assicurazione obbligatoria; l’azione surrogatoria eventualmente esercitata dallo stesso Istituto contro il terzo responsabile dell’infortunio del lavoratore, ai sensi dell’art. 1916 c.c., invece, ha natura risarcitoria secondo le comuni regole della responsabilità per danni ed è, quindi, di competenza del giudice ordinario secondo i normali criteri di valore.

Tribunale Salerno sez. lav., 21/02/2018, n.575

Quando non può essere esperita l’azione surrogatoria?

L’azione surrogatoria, consentendo al creditore di prevenire e neutralizzare gli effetti negativi che possano derivare alle sue ragioni dall’inerzia del debitore, il quale ometta di esercitare le opportune azioni dirette ad incrementare il suo patrimonio, conferisce al creditore stesso la legittimazione all’esercizio di un diritto altrui, ed ha perciò carattere necessariamente eccezionale, potendo essere proposta solo nei casi ed alle condizioni previsti dalla legge.

Ne discende che, qualora il debitore non sia più inerte, per aver posto in essere comportamenti idonei e sufficienti a far ritenere utilmente espressa la sua volontà in ordine alla gestione del rapporto, viene a mancare il presupposto perché a lui possa sostituirsi il creditore, il quale non può sindacare le modalità con cui il debitore abbia ritenuto di esercitare la propria situazione giuridica nell’ambito del rapporto, né contestare le scelte e l’idoneità delle manifestazioni di volontà da questo poste in essere a produrre gli effetti riconosciuti dall’ordinamento, soccorrendo all’uopo altri strumenti di tutela a garanzia delle pretese del creditore, quali, ove ne ricorrano i requisiti, l’azione revocatoria ovvero l’opposizione di terzo.

Tribunale Salerno sez. lav., 10/12/2019, n.3936

Azione surrogatoria: può avere effetto satisfattivo?

L’azione surrogatoria può avere effetto satisfattivo o satisfattorio solo eccezionalmente, in particolare quando l’azione esercitata in surroga abbia ad oggetto un’obbligazione pecuniaria che, se adempiuta dal terzo in favore del debitore, determinerebbe il concreto rischio che le somme vengano agevolmente occultate e quindi sottratte all’esecuzione forzata.

Tribunale Lucca, 25/01/2017, n.201

Azione surrogatoria e l’inerzia del debitore

L’azione surrogatoria disciplinata dall’art. 2900 c.c., integra un’ipotesi di sostituzione processuale, in forza della quale il lavoratore, quale creditore del Fondo di previdenza complementare per la futura prestazione pensionistica, per impedire effetti pregiudizievoli che possano derivare alle sue ragioni dall’inerzia del debitore che ometta di esercitare le opportune azioni dirette ad incrementare il suo patrimonio, non avendo legittimazione attiva per il recupero delle somme accantonate per tfr dal datore di lavoro e non versate al Fondo medesimo, esercita i diritti e le azioni ad esso spettanti, suo debitore, verso i terzi.

Tribunale Novara sez. lav., 02/07/2019, n.157

L’esercizio in via diretta dell’azione surrogatoria

È ammissibile l’esercizio in via diretta dell’azione surrogatoria, ex articolo 2900 del codice civile, nella proposizione della domanda di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima da parte dei creditori dei legittimari totalmente pretermessi che siano rimasti inerti. A deciderlo è la Cassazione accogliendo il ricorso del creditore e stabilendo un principio valido ogniqualvolta il de cuius abbia diseredato, con donazioni o testamento, un suo legittimario con debiti il quale non eserciti l’azione di riduzione contro le donazioni o il testamento che ledono la sua legittima.

Cassazione civile sez. II, 20/06/2019, n.16623

Azione surrogatoria nei confronti del danneggiante

In relazione ai danni causati da terzi a un assistito presso il Ssn, l’azienda sanitaria non può esercitare un’azione surrogatoria o di rivalsa nei confronti del danneggiante. Di conseguenza oltre all’ipotesi del caso specifico di infortunio sul lavoro – qualunque ulteriore azione illecita che abbia generato per fatto del terzo un danno per spese sanitarie – determinerà la titolarità attiva dell’azienda pubblica erogante nei confronti dell’autore della condotta (ex articolo 2043 c.c.).

Nelle fattispecie concrete l’azione è predicabile nel caso di lesioni arrecate nelle vicende quotidiane della vita sociale come nel caso di danni da caduta, danni da rovina di edificio, danni provocati nella condotta di un’attività professionale a favore di terzi, oltre a una non catalogabile serie di azioni illecite dolose, quali aggressioni fisiche o da altro.

Cassazione civile sez. III, 16/10/2017, n.24289

Quando può essere applicata l’azione surrogatoria?

L’azione surrogatoria, di cui all’art. 2900 c.c., per il suo carattere eccezionale, non può essere applicata al di fuori delle condizioni e dei casi, di natura prettamente civilistica, espressamente previsti dalla legge ed inoltre risulta incompatibile con l’ordinamento processuale amministrativo, in cui la legittimazione all’azione da parte del destinatario dell’atto impugnato non è surrogabile da parte di un altro soggetto che, seppur titolare di un interesse strumentale di fatto all’accoglimento dei motivi di ricorso, non sia titolare anche di un interesse legittimo diretto e personale giuridicamente tutelabile a conseguire l’annullamento dei provvedimenti impugnati.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. II, 26/02/2015, n.254

L’inammissibilità dell’azione surrogatoria del creditore

Ove un legittimario sia stato beneficiato da un legato in sostituzione di legittima al quale non abbia provveduto a rinunciare, il suo creditore non può esperire l’azione surrogatoria al fine di ottenere la legittima.

Cassazione civile sez. II, 02/02/2016, n.1996

Quando è inammissibile l’azione surrogatoria di un soggetto esponenziale?

Non può ammettersi, nel nostro ordinamento, un’azione surrogatoria da parte di un soggetto esponenziale ogni volta che il provvedimento impugnato abbia una incidenza diretta ed immediata nella sfera giuridica di altri soggetti giuridici, i quali soltanto subiscono il pregiudizio economico derivante dalla supposta erronea applicazione di norme di legge.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 22/01/2016, n.778

Azione surrogatoria: è compatibile con il giudizio amministrativo?

L’esperimento dell’azione surrogatoria non è compatibile con il giudizio amministrativo che non conosce ipotesi di legittimazione anomala quali quelle proprie dei rapporti civilistici e di cui caso tipico è proprio quello previsto dall’art. 2900 c.c. Per costante giurisprudenza, perché un interesse possa essere tutelabile con un’azione giurisdizionale amministrativa, deve essere, oltre che attuale, personale, e anche la lesione da cui discende l’interesse al ricorso, oltre che attuale, deve essere diretta, nel senso che deve incidere in maniera immediata sull’interesse legittimo proprio della parte ricorrente.

È, quindi, da ritenere inammissibile, per difetto di legittimazione all’azione, il ricorso giurisdizionale proposto da un soggetto giuridico in luogo di un altro direttamente leso da un provvedimento amministrativo, in quanto, poiché la legittimazione presuppone l’esistenza di un interesse giuridicamente protetto in capo al soggetto che propone l’azione giurisdizionale, esso non può surrogarsi al destinatario dell’atto impugnato, ossia di colui che risente direttamente degli effetti lesivi di quest’ultimo, perché ciò non è consentito dal vigente ordinamento processuale.

In altre parole, l’azione surrogatoria regolata dall’art. 2900 c.c. conferisce al creditore la legittimazione all’esercizio di un diritto altrui e ha perciò carattere necessariamente eccezionale, non suscettibile di estensione al giudizio amministrativo, in cui la legittimazione all’azione presuppone l’esistenza di un interesse giuridicamente protetto direttamente in capo al soggetto che propone l’azione giurisdizionale.

T.A.R. Trento, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 30/09/2019, n.113



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