Giustizia: Bonafede annuncia nuovi fondi e assunzioni

4 Luglio 2020 | Autore:
Giustizia: Bonafede annuncia nuovi fondi e assunzioni

Stanziati nel Dl Rilancio 20 milioni per il gratuito patrocinio; previsti 650 posti a scorrimento graduatorie nella polizia penitenziaria.

Il ministro della Giustizia ci riprova: Alfonso Bonafede oggi sceglie la sua pagina Facebook per annunciare «importanti novità sul dl rilancio!» (il punto esclamativo è suo) e dichiara che alla Camera «è stato approvato uno stanziamento di ulteriori 20 milioni per consentire il pagamento degli avvocati nella loro importante opera di gratuito patrocinio svolta a favore di tutti coloro che non possono permettersi di sostenere le spese legali».

Il riferimento è al Decreto Rilancio, che attualmente è in Parlamento in vista della sua conversione in legge e al quale giorno per giorno si stanno apportando correttivi e ritocchi; il ministro nel suo intervento di oggi non ha precisato qual è la fonte di queste risorse aggiuntive e i criteri per la loro destinazione e ripartizione tra i vari Uffici giudiziari.

Inoltre Bonafede anticipa che ci saranno «assunzioni semplificate per gli uffici giudiziari» e in particolare parla di «650 nuove assunzioni, tramite lo scorrimento delle graduatorie, per il personale della polizia penitenziaria che svolge un ruolo cruciale per la sicurezza di tutti i cittadini».

Secondo il ministro, queste misure costituiscono «un’iniezione di risorse cruciale per far ripartire le macchina della giustizia dopo un periodo di fermo imposto dalla pandemia», tant’è che il breve post sui social si conclude con l’enfatica affermazione: «Così anche la giustizia riparte, questo è un vero rilancio!».

Avvocati e operatori infatti sono sul piede di guerra per la ripartenza annunciata da Bonafede ma che a loro giudizio si è rivelata una falsa partenza: il “ritorno alla normalità” promesso dal guardasigilli per la Fase 3 non sembra ancora essere avvenuto e le disfunzioni nei vari tribunali d’Italia proseguono, a dire di chi li frequenta quotidianamente.  Pochi giorni fa l’avvocatura ha intrapreso una clamorosa iniziativa simbolica, celebrando i funerali della Giustizia a Roma, di fronte al palazzo della Corte di Cassazione.

Le critiche degli avvocati si concentrano non solo sui malfunzionamenti degli uffici giudiziari ma anche sulle recenti iniziative legislative adottate da Bonafede, soprattutto il processo penale telematico che sembra destinato a durare anche oltre la fase emergenziale, assumendo carattere permanente. Questo secondo la categoria forense comprometterebbe il tradizionale sistema delle udienze celebrate in aula: il processo virtuale, a distanza, mette a rischio le garanzie difensive.

Inoltre la riforma della giustizia civile varata da Bonafede in un disegno di legge a inizio anno è ancora ferma in Commissione al Senato e nel frattempo spuntano proposte alternative per tagliare i processi, come quella dell’economista Carlo Cottarelli, che introducono misure radicali su cui Bonafede non si è ancora pronunciato.

Invece oggi il ministro, nel suo post su Facebook, sembra difendere in toto il processo a distanza e le udienze da remoto, quando dice: «salviamo quelle che in questo particolare periodo si sono dimostrate le buone pratiche nell’applicazione della tecnologia sulla giustizia: un’importante innovazione condivisa con tutti gli addetti ai lavori». Ora si attendono le repliche degli interessati: viste le posizioni già espresse, è probabile che non siano così d’accordo come ritiene il ministro.



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