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Si può chiedere mantenimento se il padre è minorenne?

17 Settembre 2020 | Autore:
Si può chiedere mantenimento se il padre è minorenne?

Genitore minore di età: deve mantenere i figli? Quando i nonni sono obbligati ad aiutare i figli a mantenere i nipoti? Quando devono pagare gli alimenti?

I genitori hanno il dovere di istruire, mantenere ed educare i figli in qualunque circostanza, anche se nati fuori del matrimonio. Si tratta di un principio inderogabile, che trova un limite solamente nel raggiungimento della maggiore età della prole, la quale comunque continua a conservare il diritto al mantenimento economico nel caso in cui non possa provvedere da sé. Ma cosa succede se ad essere minorenne è il padre? È ugualmente tenuto a dare il mantenimento?

Con questo articolo vedremo non solo se la legge obbliga anche il genitore minorenne a versare il mantenimento, ma cosa si può fare nel caso in cui egli non abbia un proprio reddito e, perciò, non abbia soldi per poter mantenere il proprio figlio. In un’ipotesi del genere, sarebbe possibile rivalersi sui nonni, cioè sui genitori del padre minorenne? Se cerchi risposte a queste domande, prenditi cinque minuti di tempo per proseguire nella lettura.

Cos’è il mantenimento?

Il mantenimento è un provvedimento economico che viene disposto dal giudice (ma può anche essere rimesso ad accordi liberamente sottoscritti dai coniugi) consistente nel versamento di una somma di denaro, suscettibile di revisione nel tempo, al coniuge economicamente debole (se i genitori sono sposati) oppure ai figli nati dall’unione.

La legge [1] stabilisce infatti che il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, a prescindere dal tipo di unione (matrimonio, mera coppia di fatto, ecc.) che v’è stata tra essi.

Questo diritto sopravvive alla fine della relazione sentimentale tra i genitori, nel senso che i figli continuano a conservare il diritto al mantenimento anche successivamente alla loro separazione e per un periodo di tempo indeterminato, almeno fino al raggiungimento dell’indipendenza economica.

Mantenimento ai figli: quando è dovuto?

Il mantenimento a favore del figlio è dovuto per il semplice fatto della nascita di quest’ultimo: ciò significa che, a differenza del mantenimento dovuto all’ex coniuge, per il quale occorre che il giudice rispetti una serie di criteri al fine della determinazione (redditi percepiti, assegnazione casa familiare, eventuale responsabilità della fine della relazione, ecc.), il figlio ha sempre diritto al mantenimento.

Non si ha più diritto all’assegno di mantenimento solo quando la prole è divenuta economicamente autosufficiente: ciò significa che il raggiungimento della maggiore età non esonera il genitore non affidatario dal continuare a pagare il mantenimento, né il compimento degli studi universitari.

Tuttavia, se il figlio è colpevolmente privo di lavoro, nel senso che la sua precaria condizione economica deriva da una propria responsabilità, allora il genitore potrà rifiutare il mantenimento e chiederne la revoca al giudice, salvo l’obbligo di continuare a versare gli alimenti, cioè un sussidio economico di minor entità.

Genitore minorenne: deve pagare il mantenimento?

La legge non fa distinzioni tra genitori maggiorenni o minorenni: pertanto, possiamo affermare che anche il padre minorenne deve pagare il mantenimento al figlio, qualora questi stia con la madre.

Ovviamente, l’assegno andrà corrisposto a favore dell’altro genitore, la quale dovrà utilizzarlo per provvedere alle necessità della prole.

Padre minorenne: chi paga il mantenimento se non lavora?

Il problema del genitore minorenne riguarda più che altro le disponibilità economiche dello stesso: poiché il genitore non ha nemmeno diciotto anni, è difficile pensare che sia titolare di un reddito che gli consenta di provvedere a sé e al figlio.

Se il genitore minorenne non ha soldi, chi paga il mantenimento al figlio? La legge sul punto è chiara [2]: quando i genitori non hanno i mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli.

Dunque, la legge non dice che i nonni debbano direttamente provvedere al mantenimento dei nipoti, ma che essi debbano fornire ai genitori i mezzi necessari per provvedere ai propri figli (cioè, ai loro nipoti).

Si tratta dunque di un’obbligazione indiretta, nel senso che i nonni devono aiutare i genitori, i quali a loro volta devono mantenere la propria prole.

Nonni: quando pagano gli alimenti ai nipoti?

In linea di massima, dunque, il genitore, anche se minorenne, deve provvedere al mantenimento del figlio; se non vi riesce da solo, deve essere aiutato dai propri genitori.

Cosa accade, però, se il genitore si disinteressi completamente dei figli? Pensa alla giovane madre che deve far fronte alle esigenze del figlio neonato da sola, poiché il compagno minorenne si è reso irreperibile. In casi del genere, cosa succede?

Secondo la giurisprudenza [3], è possibile che il mantenimento lo paghino direttamente i nonni allorquando nessuno dei due genitori possa farvi fronte e i nipoti si trovino in un grave stato di bisogno.

Detto in altri termini, se il padre minorenne non provvede al mantenimento del figlio, la madre può chiedere i soldi ai nonni della prole solamente se nemmeno lei riesce a far fronte alle esigenze del proprio figlio e se questi si trovi in stato di bisogno.

La differenza rispetto al caso affrontato nel paragrafo precedente è evidente: mentre l’obbligo dei nonni di fornire ai figli i mezzi economici per mantenere la prole sussiste allorquando vi sia la volontà di provvedere a ciò da parte dei genitori, l’obbligo dei nonni di pagare direttamente gli alimenti sorge quando almeno uno dei genitori non abbia alcuna intenzione di mantenere i figli e l’altro non riesca a farcela da solo.

Se ricorrono queste condizioni, i nonni possono essere obbligati dal giudice a mantenere i nipoti. Per la precisione, la giurisprudenza ha stabilito che gli avi non devono corrispondere un vero e proprio assegno di mantenimento, ma solamente gli alimenti.

Mantenimento e alimenti si differenziano in modo netto sul piano quantitativo: gli alimenti riguardano solo l’indispensabile per la sopravvivenza (cibo, medicine, ecc.), mentre il mantenimento può riguardare anche bisogni più ampi (un computer, una connessione a internet, le spese per l’istruzione e i viaggi scolastici, ecc.).


note

[1] Art. 315-bis cod. civ.

[2] Art. 316-bis cod. civ.

[3] Cass., sent. n. 10419 del 2.04.2018.

Autore immagine: Depositphotos.com


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